Notizie dal Mondo dei Motori
MINI 5 porte: il Test

MINI 5 porte: il Test

Questa nuova derivazione della hatchback, ha cinque porte, look e motori nuovi.

In Relazione:
Articoli  MINI
Video  Video MINI
Video  Foto MINI

Dimensione Carattere:

MINI dà i numeri, così la terza generazione della vetturetta risorta a seconda vita dopo cinquant’anni di successi si concede cinque porte e declina un modello inedito che completa (ulteriormente) una gamma, a oggi, fin troppo ricca. Questa nuova derivazione della hatchback, ha cinque porte, look e motori nuovi come la versione tradizionale (3 porte), misure aumentate per somigliare sempre meno a una city car e sempre più a una vettura compatta e completa. Per infilare una seconda fila di portiere il passo cresce di 72 mm, la lunghezza totale dell’auto di 161 mm (4 metri), l’altezza di 11 mm. Il risultato è una MINI non mini che accenna un mezzo volume al posteriore – forse è il preludio di una versione tre volumi per appagare il mercato cinese? – che la proietta a quei due volumi e mezzo cui appiccicare la definizione di 5 door. Giudizio estetico: la forma non convince a vederla così l’auto sembra sgraziata, come pure la nuova versione con solo tre porte. Ci si deve solo abituare, specie vedendola in città insieme alle altre automobili, l’effetto cambia.

Non cambia invece la “bocca” d’accesso della seconda portiera che, soprattutto nella sua parte bassa, non risulta troppo larga né accogliente per un adulto. Giudizio impietoso reso peggiore dallo scalino di lamiera del telaio. Ma tant’è. Inoltre, con questa soluzione crescono anche le misure del bagagliaio che ora contiene 278 litri, ovvero 67 in più che in passato. Tecnicamente installa motori nuovi, sono quattro al debutto divisi equamente fra benzina e gasolio, rispettivamente la Cooper TwinPower Turbo 1.5 tre cilindri da 136 cavalli e 2 litri quattro cilindri da 192 cavalli della Cooper S, poi i Diesel 1.5 tre cilindri di Cooper D (116cv) o 2 litri quattro cilindri e 170 di Cooper SD. Per le versioni d’attacco One toccherà invece aspettare ancora, mentre già oggi a margine del cambio manuale a sei marce si può scegliere per tutte le motorizzazioni l’automatico Steptronic. Nell’era digitale, anche MINI sceglie di installare l’head up display, davvero utile in ordine di marcia per seguire le indicazioni del navigatore, oltre alla telecamera di retromarcia, i media sociali portati a bordo da MINI Connected, il cruise control adattivo con tanto di riconoscimento dei pedoni. Così, su strada ora si viaggia senza pensieri e ci si può godere la dinamica di marcia: migliorata, ora non "strappa" più l’anteriore in accelerazione come invece faceva la seconda generazione, e maggiormente fluida grazie a motori che erogano una potenza costante e sufficiente in ogni situazione. I motori nuovi sono decisamente più performanti che in passato, ciò nonostante i consumi non sembrano risentirne troppo: il costruttore dichiara che alla Cooper S servono circa 6 litri ogni 100 chilometri mentre la Cooper D si accontenta di 3,6. Nell’insieme la prima impressione di guida è dignitosa, senza eccessi ma soprattutto senza sbavature.




A cura di Autolink News © riproduzione riservata.

Servizi e Link Consigliati