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Mitsubishi ASX Test Drive

Mitsubishi ASX Test Drive

Concreta ed efficiente: ecco ASX, la SUV compatta di Mitsubishi.

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Dedicata a chi bada al sodo, a chi non si cura (non eccessivamente) della firma che compare sull’abito che veste per uscire di casa. Dedicata, la Mitsubishi ASX, a coloro i quali conoscono e apprezzano l’attenzione per la qualità dei Tre Diamanti, non accettano di pagare più del necessario un prodotto di destinazione essenzialmente pratica, infine scelgono di scartare dolcemente dalla traiettoria classica e sposare un marchio che la crisi ha attaccato senza pietà ma che - non per questo - ha esaurito le sue cartucce. Il restyling, che ha debuttato sul mercato italiano circa un anno fa, conserva le caratteristiche migliori dell’edizione inaugurale, aggiungendo al progetto un tocco di stile, una mano di ecologia e una passata di tecnologia in più. La torta dei crossover compatti si è asciugata, ma meno di altri segmenti: e anche se la concorrenza “abbaia” minacciosa, il crossover medio della gamma “Mitsu” non ha alcuna ragione per farsi da parte e cedere il passo. Dalla sua, in particolare, un motore come il 1.8 diesel che in termini di consumi rivaleggia con un “milletre”. E una geometria delle sospensioni che trasmette alla guida – parlando, perlomeno, di vetture alte da terra - un piacere davvero raro.

Tocco fatato
Un capitale di 225mila unità vendute in tutto il mondo, 140mila delle quali solo in Europa, deve aver suggerito agli strateghi giapponesi che un restyling eccessivamente pesante non avrebbe giovato all’economia del prodotto. Ecco quindi che il differenziale estetico con la versione presentata nel 2010 non è tale da ispirare espressioni quali “cambio di rotta” o “inversione di tendenza”. No, l’equipe di design ha adottato una linea moderata e ha semmai sottoposto l’ASX (acronimo di “Active Smart Crossover”) a una leggera sessione di trucco. Passano sotto le cure degli ingegneri soprattutto il frontale e il posteriore, dalle forme addolcite, meno aggressive che in passato. La mascherina “jet” – chiaro rimando ai caccia F-2 di Mitsubishi Heavy Industries e adottata ormai da quasi tutte le vetture europee del brand - vede la propria cornice ammorbidirsi e ingentilire l’intera fisionomia del volto. Mentre nella sezione terminale del corpo macchina incrementano i dettagli verniciati in tinta con la carrozzeria, un guscio che nel suo insieme assume così un’aria più elegante, ancora meno fuoristradistica rispetto a prima.

Estratto di crossover
Conservare l’essenza del cross-over, ossia di un veicolo che riunisce in sé le qualità di un Suv (guida alta, senso pratico) e di un’autovettura. Studiare accuratamente il profilo aerodinamico. Richiamare in ogni dettaglio l’idea di forma in movimento. Realizzare un prodotto realmente sicuro, affidabile e adeguatamente proporzionato (passo lungo di 267 cm, sbalzi corti). È attorno a queste quattro leggi, le stesse che avevano governato la progettazione del primo esemplare, che dunque prende vita anche l’erede. Se insomma ha imboccato una strada, l’ASX secondo atto, quella è senz’altro la via della versatilità e della polifunzionalità. Niente, dopotutto, che non sia coerente con la politica del marchio: in un'ottica di lungo termine, Mitsubishi Motors Company si era infatti detta decisa a lasciarsi alle spalle l'etichetta di Casa automobilistica focalizzata sui Suv, con un'offerta limitata di veicoli da strada. Per trasformarsi invece in un produttore di autovetture e crossover non convenzionali ed ecocompatibili, mantenendo in ogni caso salda la propria posizione nel settore dei fuoristrada autentici.


La sorpresa è dentro
Tracce di una migrazione concettuale ben mascherata, ma inesorabile, si incontrano anche all’interno, dove a catalizzare l’attenzione sono il nuovo volante, il nuovo disegno della plancia e i differenti tessuti dei sedili. Come le linee esterne, anche l’abitacolo esprime un senso di qualità dinamica, riscontrabile soprattutto nella strumentazione “incappucciata” davanti al guidatore, nel cruscotto a effetto morbido che si estende fino alle porte, negli accenti in argento spazzolato ai lati dell’impianto audio e sui pannelli alle portiere. Sorprendono dettagli estetici come l’anello cromato intorno alla leva del cambio e gli inserti argento opaco in stile motociclistico ai lati della consolle e sugli strumenti. Tessuti e materiali di pregio sono stati accuratamente selezionati per dare un’adeguata impressione al tatto e al colpo d’occhio. Lo schema cromatico degli interni è giocato sul tema unico del nero, ma il sapiente contrasto tra le superfici e i materiali genera un effetto di sobrio dinamismo, esaltato dalla luminosità del tetto panoramico in vetro. Zone di contatto morbide e piacevoli al tatto: appositamente sviluppato un nuovo tipo di imbottitura bitono con ondulazioni a contrasto. Meno all’avanguardia rispetto ad altri componenti ci è semmai sembrata la consolle centrale, dall’interfaccia molto intuitiva ma dalla grafica non proprio all’ultima moda.

Diesel dal pollice verde
ASX è oggi in vendita associato a tutti i propulsori del Model Year 2012 e arricchito con la recente variante a emissioni ridotte da 116 CV del 1.8 DiD dell’acclamata famiglia di motori “clean diesel” di Mitsubishi. C’è quindi il 1.6 benzina MIVEC, che esprime 117 CV e 154 Nm a fronte di una media consumi di 6,0 litri/100 km. Il 1.6 esiste poi nella variante a doppia alimentazione GPL MIVEC. Quanto all’offerta a gasolio, il 1.8 turbodiesel MIVEC è abbinato alla trazione integrale 4WD ed eroga 150 CV e 300 Nm a 2.000 giri/minuto. Consumi di 5,7 litri/100 km. Completa dunque la gamma il nuovo motore 1.8 diesel 2WD da 116 CV, apportando notevoli miglioramenti: la stessa accelerazione del 4WD da 150 CV (10,2 sec. rispetto a 10 sec. nello 0-100km/h) a fronte di una percorrenza di quasi 20 km con un litro. Moltiplicato per la grande capienza del serbatoio (63 litri), la parsimonia del 116 CV consente la bellezza di 1.200 km di autonomia. Assai modesto, di conseguenza, risulta anche l’impatto ambientale: emissioni di anidride carbonica contenute in 134 g/km.

Assetto a prova di emergenza
Le sospensioni McPherson all’anteriore e le posteriori multi-link con bracci longitudinali sono state ricalibrate (taratura molle, barra stabilizzatrice posteriore da 18 mm), mentre i freni a disco (anteriori ventilati da 294 mm, posteriori pieni da 302 mm) sono supportati da un sistema meccanico che gestisce il servofreno a depressione e fornisce assistenza nelle frenate di emergenza. L’ASX impiega inoltre una versione ottimizzata della trazione integrale a controllo elettronico AWC di Mitsubishi, con tre differenti modalità di impostazione. Cuore del sistema, un differenziale centrale dotato di un giunto controllato elettronicamente che utilizza il controllo dell’avanzamento per determinare la ripartizione ottimale della coppia tra i due assali, leggendo i dati inviati dai sensori su apertura della farfalla, velocità del veicolo, condizioni della strada e input del pilota.

Si fa in quattro per voi
In modalità 2WD, la coppia viene inviata solo alle ruote anteriori: per guidare più agilmente e risparmiare carburante. Con la trazione integrale 4WD AUTO, invece, il trasferimento della coppia è controllato per consentire la progressione e lo sterzo su sterrati e in condizioni di percorrenza difficili: da 98% anteriore / 2% posteriore, il sistema passa fino al 50% della coppia motrice all’asse posteriore. In modalità 4WD LOCK, infine, le ruote posteriori ricevono la coppia 1,5 volte più velocemente rispetto al valore di 4WD AUTO, migliorando così la trazione sulle superfici a bassa aderenza e disincagliando più facilmente il veicolo se impantanato. Nelle modalità 4WD AUTO e 4WD LOCK, la stabilità del veicolo è ottimizzata dalla distribuzione a favore dell’assale posteriore. Per restare incollati a terra in curva, quando le ruote non sono in linea con l’asse longitudinale del veicolo, il controllo ottimizzato evita inoltre un uso eccessivo dei freni.

Mitsubishi anti-stress
Guidare ASX significa godere della contemporanea coesistenza di numerosi fattori solitamente associati al benessere stradale: seduta rialzata, visibilità buona in ogni direzione, dimensioni lievemente sopra la media (4295 mm di lunghezza, 1770 mm in larghezza) senza che questo conduca tuttavia a situazioni di particolare disagio. In fase di parcheggio, i sensori posteriori con tempistico avvisatore acustico corrono in ogni caso in soccorso anche degli utenti più ansiosi. Sia nella sua variante più spinta (150 CV), sia nella più recente versione a basso impatto ambientale (116 CV), il 1.8 a gasolio vince a mani basse il titolo di motore d’elezione: rumorosità contenuta e reazioni da turbodiesel di ultima generazione (elasticità, pastosità, progressività) ne fanno un compagno di viaggio adatto sia all’impiego urbano, sia ai trasferimenti più impegnativi. Perfezionata, la geometria delle sospensioni fa inoltre dell’ASX un crossover ben aggrappato al terreno e per nulla vittima del fenomeno della deriva laterale: è proprio nelle manovre di emergenza, che in termini di tenuta di strada il mini-Suv giapponese rivaleggia con un’auto più tradizionale.

In completo relax
Nulla è tuttavia più vicino al concetto di comfort quanto il cambio automatico a 6 rapporti che l’ASX ha di recente mutuato dall’Outlander: il kit include anche due “paddle” al volante, grazie ai quali scegliere tra la funzione totalmente “auto” o la modalità sequenziale. Non fulmineo nei passaggi di marcia, l’automatico reagisce comunque con intelligenza agli impulsi al pedale dell’acceleratore, senza peraltro incidere minimamente sulle tabelle dei consumi: il suo peso non oltrepassa infatti i 10 kg. In allestimento Invite, la 1.8 4WD equipaggiata di trasmissione automatica costa 28.937 euro, 1.865 euro il “gap” con la sorella vestita Intense Panoramic (30.802 euro). Ma il listino ASX parte da lontano, dai 19.610 euro necessari per portarsi a casa la 1.6 Inform a 2 ruote motrici. In Mitsubishi, il crossover è accessibile e modellabile su svariate esigenze..




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