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Neopatentati 2010: una rivoluzione

Neopatentati 2010: una rivoluzione

Il nuovo Codice della strada, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vieta ai ragazzi di guidare macchine "potenti": la regola diverrà operativa a metà febbraio 2011. E si potrà prendere il foglio rosa a 17 anni, per esercitarsi alla guida di un’auto.

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È arrivato il nuovo Codice della strada, dopo un parto travagliato: una rivoluzione, soprattutto i giovani. Ai titolari di patente B (quella per le automobili), per il primo anno dal rilascio, non sarà consentita la guida di auto aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t. In più, ci sarò un tetto generale e sempre valido di potenza massima pari a 70 kW. Disposizioni che si applicano ai titolari di patente B rilasciata a decorrere dal 180° giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge. Grosso modo, metà febbraio 2011, visto che la regola del limite di potenza parte dal 13 agosto scorso (col nuovo Codice della strada già pubblicato in Gazzetta Ufficiale). Tradotto: chi conseguirà la patente B da metà febbraio 2011, poi per un anno non potrà mettersi guidare i mezzi cosiddetti "potenti", insomma quelli che il Codice della strada e il legislatore considerano tali.

Senza dimenticare che il nuovo articolo 117 del Codice della strada già stabiliva, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria B: non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h per le autostrade e di 90 km/h per le strade extraurbane principali. Una limitazione in più, col chiaro intento di arginare il fenomeno delle stragi quotidiane che vedono protagonisti i ragazzi.

Infatti, l’incidentalità stradale rimane un’emergenza nazionale e la prima causa di morte tra i giovani. Nel 2008, su 4.731 morti per incidente stradale, 1.090 avevano un’età compresa tra 18 e 29 anni e il 45,5% di questi decessi - 495 giovani - è avvenuto tra le 22 e le 6 del mattino (fonte Istat). È vero: l’alcol e la droga sono tra le cause principali di questa strage; secondo una stima dell’Istituto superiore di sanità, gli incidenti provocati da conducenti in stato psicofisico alterato da alcol e droga corrispondono al 30% del totale dei sinistri che avvengono nel nostro Paese. Ma c’è da dire che troppo spesso i giovani sono stati trovati alla guida di macchine troppo "potenti" (prestate dai genitori, in genere) per le loro capacità di guida e per la loro esperienza in generale.

Inoltre, i ragazzi sono i più soggetti a distrarsi: i due terzi degli incidenti sono stati causati da errate condotte di guida, specie fra i neopatentati. Un dato impressionante che impone di analizzare al microscopio queste evidenze e iniziare a considerare la guida distratta come uno dei principali rischi per la sicurezza stradale.

C’è inoltre una seconda regola sui giovani, davvero importante seppure non sia repressiva o preventiva. Dopo che sarà stato emanato un futuro Decreto legge, ossia un Regolamento attuativo, si potrà guidare l’automobile a 17 anni, anziché ai 18 attuali: servirà il foglio rosa per la patente B. Chi potrà ottenerlo? Esclusivamente il 17enne con la patente A1, quella per le moto. Il ragazzo però non potrà guidare da solo: gli servirà avere affianco un guidatore cosiddetto designato; una persona esperta, cioè per legge con la patente B per le automobili da almeno 10 anni. E ancora: il 17enne deve prima aver fatto un corso pratico in autoscuola della durata di 10 ore. E guai a sgarrare: il 17enne pizzicato dalle Forze dell’ordine senza accompagnatore subisce una multa di 389 euro e il fermo amministrativo dell’auto per tre mesi.

Si tratta di una regola condivisibile, perché dà modo ai ragazzi di imparare quanto prima i "trucchi" e i segreti della guida. A tal fine, risulterà fondamentale scegliere un guidatore esperto che sia un valido maestro.




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