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Nissan Juke Gpl brillante con un occhio ai consumi!

Nissan Juke Gpl brillante con un occhio ai consumi!

Per dimensioni, Juke si classifica come il "fratello minore" di Qashqai e Murano. Ma in quanto a grinta e personalità, non è secondo a nessuno e splende di luce propria

Video  Nissan Juke R - 2012

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Se l’acquisto di un’automobile fosse ispirato dal puro calcolo, vedremmo circolare solo…Dacia. Fortuna per Nissan che non è così, che a guidare la scelta è spesso il cuore. E deve averne spezzati tanti, la Juke, a giudicare da una diffusione assai superiore alla soglia minima di visibilità. Tanti quanti almeno le…smorfie di disapprovazione che il primo crossover coi finestrini da coupé a taluni ancora suscita ad ogni passaggio. Già, la Juke è il classico modello “Odi et amo”, che per stile e ragion d’essere non lascia indifferenti. E quindi, proprio per questo, ha successo. Modaiolo, irriverente e indubbiamente originale, si rivolge a un target di pubblico giovane e stanco della monotonia della maggior parte delle berline, al quale offre linee brillanti e un'incontenibile energia. La versione a GPL completa infine una gamma che ora accontenta anche i clienti più attenti all’ecologia e all’economia.

Sorriso contagioso
Alto quasi come la “sorellona” Qashqai ma più corto di 14 cm, grazie a un frontale “umanoide” con naso e occhi (anzi, tre paia di occhi) il mini Suv dell’Estremo Oriente strappa sorrisi a ogni vettura che incrocia. Ma a causa di bizzarre proporzioni, anche stimola segreti mugugni ai passeggeri posteriori, non proprio i benvenuti - a meno che non misurino al massimo 1 metro e 70. E in fondo, anche chi siede ai comandi qualche buon motivo per prendersela con una coppia di fari “ipertiroidei” ce l’ha eccome, ostacolato com’è - nelle manovre di parcheggio – a individuare il bordo del marciapiede e a salvare così l’integrità dei cerchi in lega da 17”. Ma è il prezzo da pagare, qualche sacrificio di postura o di visuale, per non passare inosservati. Juke fu progettato a Londra da Nissan Design Europe (NDE) e perfezionato nel Nissan Design Centre (NDC) in Giappone. Le sue linee, altamente distintive, sono traslate quasi senza mutazioni dalla show car Qazana presentata al Motor Show di Ginevra nell’ormai lontano 2009.



Sexy Juke
I progettisti hanno in ogni caso tratto ispirazione da fonti alquanto insolite, pensando a tutto ciò che avesse attinenza con lo sport e la vita attiva, come auto da rally e moto. Il risultato è un mix di suggestioni eterogenee, con un denominatore comune: il dna del marchio Nissan. Juke ha infatti la presenza scenica di un Suv in senso stretto, ma è al contempo anche un'auto molto sensuale, con curve complesse e un profilo da coupé accentuato dai finestrini laterali stretti e dalle maniglie a scomparsa che danno l'impressione di avere solo due porte, invece che quattro. Sono molti anche i richiami ad altri modelli Nissan: le luci posteriori a boomerang, ad esempio, ricordano quelle della 370Z. Nessuno degli elementi è stato tuttavia copiato pedissequamente. Nello stesso veicolo si ritrovano quindi la genetica di Casa Nissan e un carattere totalmente autonomo e anticonformista.

Nissan Utility Vehicle
Nella metà inferiore, Juke è in tutto e per tutto una sport utility: ben sollevato da terra, grandi ruote, gomme larghe e spalla possente. L'impressione è confermata da altre caratteristiche tipiche dei Suv, come il sottoporta nero a contrasto e le finiture dei passaruota. Anche il sottoscocca che sale ad "avvolgere" il frontale e la coda ricorda le protezioni dei 4x4. Il paraurti anteriore della carrozzeria è integrato con la presa d'aria ma, invece di utilizzare una semplice griglia a rete, i designer hanno immaginato una serie di fori circolari. Ribattezzati, nel gergo aziendale interno, "rastrelliera per il vino". Sopra la linea di cintura, invece, Juke mostra orgoglioso le sue credenziali sportive. Il parabrezza fortemente inclinato, l'ultimo finestrino triangolare a mo’ di bandierina - segno distintivo di Nissan - e la linea discendente del tetto fanno pensare alla calotta di un aereo. Per ridurre la portanza e stabilizzare la vettura ad alta velocità, l'ultima parte del tetto incorpora poi uno spoiler integrale, modellato con la tecnica della fluidodinamica computazionale (CFD) e testato nella galleria del vento. Anche le luci parlano il linguaggio universale della sportività: innanzitutto, i gruppi ottici anteriori sono formati da due elementi distinti. Ai lati del cofano, gli originalissimi fari allungati ospitano a loro volta luci di posizione e indicatori di direzione, mentre i fari circolari bene in vista sulla parte frontale, anabbaglianti e abbaglianti, ricalcano le luci ausiliarie montate sulle auto da rally negli anni Sessanta e Settanta.




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