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Nissan - Pure Drive

Nissan - Pure Drive

Nissan dedita al risparmio di carburante e al contenimento delle emissioni, è fermamente convinta che la propulsione elettrica sia la chiave per una mobilità sostenibile. Unita al cambio CVT, a variazione continua, che è migliorato rispetto al passato.

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Fino a sette anni fa, Nissan era aspramente criticata per lo scarso spirito ecologico. Mentre i rivali storici erano già protagonisti della scena "verde" con i loro ibridi, Nissan era penalizzata da una pipeline di R&S che si stava ancora riprendendo da anni di tagli ai budget.
Le critiche hanno punto Nissan nel vivo. Ma come un drappo rosso davanti a un toro, hanno spronato tecnici e ingegneri a partire alla carica per dimostrare che non solo la Casa giapponese è al pari della concorrenza, ma persino migliore. Molto migliore.
Risultato: le carte sul "tavolo verde" sono notevolmente cambiate e Nissan è in pole position nella corsa verso un futuro sostenibile, basato su una mobilità a emissioni zero.

Il lancio di Nissan Leaf - il primo veicolo 100% elettrico moderno destinato al mercato di massa - ha conquistato l’attenzione di tutto il mondo, oltre a prestigiosi riconoscimenti. Ma Leaf è solo il preludio di un piano a lungo termine volto a implementare una suite completa di tecnologie sostenibili.
Nissan è fermamente convinta che la propulsione elettrica sia la chiave per una mobilità sostenibile. Ma la strada da percorrere per spodestare il dominio dei combustibili fossili è ancora lunga e impervia. E il ritmo del progresso sarà determinato dalle scelte compiute da migliori di consumatori in tutto il pianeta.
Ecco perché il Nissan Green Program - il progetto dell’azienda incentrato sul progresso ambientale - delinea una strategia olistica a lungo termine: superare i limiti delle attuali tecnologie coltivando al contempo l’ambizione di creare un futuro elettrico.

Sebbene non esista una "formula magica", una scoperta in grado, da sola, di azzerare le emissioni e porre fine alla dipendenza dal petrolio, il margine per migliorare i classici motori a combustione interna (ICE, Internal-Combustion Engines), che sfruttano efficacemente solo il 20% del valore energetico dei combustibili fossili, è ancora ampio. Il progresso può derivare anche da passi piccoli e graduali che, uniti a soluzioni semplici, saranno determinanti per ottenere un’evoluzione a breve termine, specialmente nei mercati emergenti in rapida crescita, dove i clienti non possono permettersi rimedi a costi troppo elevati. Sommati, tanti piccoli passi possono produrre un enorme balzo.

Questa è, in poche parole, la filosofia che anima PURE DRIVE, il nostro tentativo ad ampio respiro di perfezionare gli ICE e rivisitare le auto sotto tutti i punti di vista, identificando anche le minime fonti di rallentamento, resistenza aerodinamica e peso eccessivo.

Variazione continua = sostenibilità continua

I motori sono in genere gli elementi più considerati, ma il raggio d’azione per promuovere il progresso ecologico è altrettanto vasto nelle trasmissioni. I cambi automatici (C/A) convenzionali sprecano normalmente copiose quantità di carburante selezionando rapporti tutt’altro efficienti per condizioni stradali specifiche.
Nissan crede invece che la risposta più ecologica sia il cambio a variazione continua (CVT, Continuously Variable Transmission), che sostituisce le marce fisse con due pulegge rastremate unite da una cinghia metallica. L’effetto finale è un’accelerazione uniforme e un range molto più ampio di rapporti, utile per incrementare il risparmio di carburante.

Il concetto del CVT non è nuovo - l’idea originale è attribuita a Leonardo da Vinci - e Nissan non è l’unico produttore che lo applica.
La differenza è che Nissan produce più auto dotate di CVT di qualunque altro costruttore - quasi 9 milioni di unità dal 1992 - e gli ingegneri della Casa hanno lavorato alacremente per perfezionare questa rivoluzionaria tecnologia durante lo sviluppo di applicazioni per motori progressivamente più capaci - da 1,2 litri fino a 3,5 litri.
In linea di principio, grazie al minor numero di parti mobili, il CVT è più semplice del cambio automatico. Tuttavia, dal momento che alcuni dei primi prototipi erano caratterizzati da un’accelerazione poco disinvolta e generavano più attrito rispetto ai cambi automatici classici, molti hanno accolto con scetticismo il CVT - soprattutto i giornalisti di settore ostili alle trasmissioni automatiche.

Scoraggiati, molti marchi hanno rinunciato al CVT. Gli ingegneri Nissan, invece, hanno perseverato e si sono preparati ad affrontare molteplici ostacoli.




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