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Opel Insignia - Concept

Opel Insignia - Concept

Un prototipo dalla linea moderna con la forma sportiva di una coupè. Concept car studiata pensando a chi guida, ma con sedili posteriori variabili. Porte, portellone e luci di nuova concezione.

Video  Opel Insignia BiTurbo Diesel

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Moderna, elegante e dinamica, Opel Insignia non passa certo inosservata. Neppure agli occhi molto sollecitati del pubblico del Bologna Motor Show. Le novità tecniche proposte da questa concept car ne fanno una vera e propria antenna tecnologica del gruppo GM. Classico esempio di crossover, questo prototipo a trazione posteriore con le porte posteriori scorrevoli anticipa l’evoluzione dello stile Opel nella fascia dei modelli alto-di-gamma.

Opel Insignia può trasformarsi da una comoda vettura a 4 posti adatta alle quotidiane esigenze di lavoro in uno sportivo mezzo di trasporto a 5 posti per il weekend, la famiglia ed il tempo libero. Il suo 8 cilindri a V in alluminio da 344 CV (253 kW) di derivazione Corvette le permette di raggiungere una velocità massima (limitata elettronicamente) di 250 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi. All’interno le quattro poltrone singole e le finiture in legno, pelle ed alluminio di gusto leggermente retrò sono completate da una modernissima strumentazione tridimensionale e da display dove sono visualizzate le principali funzioni dell’automobile ed i video del sistema DVD.

Le proporzioni ben equilibrate, così come le linee moderne, eleganti e dinamiche di Insignia indicano come il nuovo linguaggio stilistico Opel sia stato tradotto per la prima volta su un’automobile di grandi dimensioni. Questo allontanarsi dal tradizionale profilo a tre volumi è evidenziato dalla carrozzeria tipo coupè e da particolari come il lungo cofano motore, l’ampio primo montante del tetto e le estremità anteriori e posteriori rastremate verso l’interno. Sbalzi contenuti, proporzioni equilibrate (lunghezza/larghezza/altezza: 4.803/1.914/1.414 mm) e passo lungo 2.915 mm sono gli elementi che colpiscono maggiormente. La carreggiata larga (1.666 mm) mette ancora di più in risalto la dinamicità di Insignia.

Le maniglie a filo della carrozzeria sono quasi invisibili. Le porte si aprono automaticamente, ma solo quando il proprietario si avvicina alla vettura. L’antifurto a transponder Open & Start (che la nuova Astra è la prima automobile prodotta in serie ad avere adottato) riconosce infatti il proprietario per mezzo di un codice, mentre un telecomando radio sostituisce la chiave tradizionale. Premendo un pulsante, motorini elettrici aprono e chiudono il finestrino posteriore ed il portellone. Se, dopo aver sbloccato le porte anteriori, si preme un altro pulsante, nascosto nella maniglia della porta, quelle posteriori scorrono dolcemente all’indietro, sospese su un pantografo, come mosse da una mano invisibile.

Proseguendo la lunga tradizione di innovazione degli interni che la Casa tedesca ha espresso recentemente con il sistema Flex7 di Zafira oppure con le molteplici configurazioni rese possibili dai sistemi FlexSpace di Meriva e Signum, Insignia presenta un’altra novità. La sezione del tunnel centrale che separa i due sedili posteriori singoli può essere spinta indietro sotto il piano del bagagliaio in modo da fare comparire un sedile ripiegato, che si può sollevare elettricamente trasformando Insignia in una vettura 5 posti. Il tunnel rivestito in pelle ha un elemento interno in legno di ebano Macassar dove i progettisti hanno inserito un lettore di DVD con monitor ripiegabile, un contenitore termico che può contenere due bottiglie di champagne ed un umidificatore dove riporre sigari.

Opel Insignia anticipa quali luci illumineranno le future automobili. Deviata da prismi in varie direzioni, la luce proviene da non meno di 405 diodi luminosi inseriti nei fari, nelle luci posteriori, nei fendinebbia, nelle luci degli stop, nella strumentazione e nell’abitacolo. Questi diodi spalancano opportunità del tutto nuove per il design automobilistico, poichè durano praticamente quanto la vita stessa dell’automobile ed occupano pochissimo spazio. I fari anteriori e le altre luci possono essere rimpiccioliti. Inoltre non c’è bisogno di avere lampadine di scorta.

Il potenziale futuro del pantografo e del principio della leva utilizzato per le due porte posteriori è anch’esso evidente. In questo modo, grandi porte possono essere aperte e chiuse in spazi ristretti quali quelli dei parcheggi pubblici e dei box di casa. Come una porta scorrevole, ma senza i binari, le porte si spostano parallelamente alla carrozzeria invece di spalancarsi all’esterno. I progettisti hanno spesso cercato di ottenere i vantaggi delle cerniere del pantografo a due punti di snodo, ma questa è la prima volta che sono riusciti ad ottenerli senza molte leve e senza intaccare l’estetica della vettura..




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