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Opere: 100 miliardi per il Sud

Opere: 100 miliardi per il Sud

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano per il Sud, del valore complessivo di 100 miliardi di euro. "Farà da contraltare al federalismo", le parole del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Numerosi gli obiettivi, fra cui le Grandi opere.

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Potenziamento della rete delle infrastrutture e dei trasporti, fondi per l’edilizia scolastica, misure per la costituzione della Banca del Sud per agevolare il credito agli imprenditori: in sintesi, è questo il Piano per il Sud, che ha ricevuto l’ok del Governo. Obiettivo, fra l’altro, anche ridurre il divario territoriale, anche per la crescita occupazionale del Mezzogiorno.

Per quanto riguarda i fondi a disposizione del Piano, si parte dalla ricognizione che ha individuato 16 miliardi di euro a luglio e con lo sblocco dei piani attuativi regionali relativi ai fondi Fas si arriva intorno ai 24 miliardi: l’ha spiegato il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto. A queste risorse vanno aggiunti i fondi strutturali europei "per un totale di 100 miliardi", ha specificato il presidente Berlusconi.

Il documento programmatico fa il punto sulle infrastrutture prioritarie. L’Alta capacità si svilupperà su tre linee: Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria, Catania-Palermo. Ma soprattutto si ribadisce l’obiettivo Ponte sullo Stretto, per il quale non mancheranno polemiche. Per il trasporto stradale, si citano la Olbia-Sassari, il completamento della Salerno-Reggio Calabria e l’autostrada Catania-Siracusa-Gela-Trapani.

Quindi opere fondamentali per il futuro del Paese, specie del Meridione. Il fine ultimo è far diminuire il gap fra Nord e Sud Italia. Questo Piano, ha dichiarato Berlusconi, "farà da contraltare al federalismo".

Anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sottolinea che "l’Italia è un Paese duale, perché l’economia del Centro-Nord è diversa dall’economia del Sud: non vogliamo assolutamente che diventi un Paese diviso". Così la questione meridionale diviene questione nazionale: non è la somma delle questioni regionali.

L’Esecutivo si sta muovendo in questa direzione anche attraverso la lotta alla criminalità. Infatti, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha appena indicato le linee guida in materia di tracciabilità dei flussi finanziari. Si elencano tutte le tipologie di contratti soggette alla tracciabilità: da una parte i contratti di appalto di lavori, forniture e servizi, le concessioni di lavori e servizi pubblici, le locazioni finanziarie, i subappalti e le subforniture, i contratti in economia e gli affidamenti diretti; dall’altra parte i concessionari di finanziamenti pubblici.

Si chiarisce che la nozione di filiera di impresa si riferisce alla nozione di "operatore economico" e quindi non solo alle imprese ma anche a professionisti e studi professionali; e si specifica che l’obbligo si estende ai subappalti e ai subcontratti stipulati per l’esecuzione anche in via non esclusiva del contratto.

L’Autorità chiarisce che possono essere utilizzati anche i pagamenti tramite assegni e tramite carte prepagate, ma deve trattarsi di carte emesse su un conto dedicato, e tramite Riba, a seconda delle tipologie di pagamento.

E a proposito di concorrenza sleale, proprio di recente, l’Atecap (l’Associazione che riunisce le imprese produttrici di calcestruzzo) ha spiegato che il "mancato rispetto delle norme, i comportamenti illegali minano le fondamenta di qualsiasi sistema industriale delle costruzioni, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese più strutturate, corrette e che operano e investono nel pieno rispetto delle regole". Ma il Governo si sta impegnando a favore dello sviluppo delle infrastrutture, pur fra le mille difficoltà burocratiche e amministrative.




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