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Patente a punti: funziona?

Patente a punti: funziona?

Quasi 68 milioni di punti della patente persi dagli italiani a partire dal luglio 2003, per 16 milioni di infrazioni commesse: circa quattro crediti a infrazione. Sottratti 1,9 valori a patentato: dunque, a che serve davvero la patente a punti?

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Perché una legge faccia paura, dev’essere efficace. Allora c’è da domandarsi se la patente a punti, arrivata nel luglio 2003, incuta timore. Newstreet.it ha cercato di capirlo analizzando i dati elaborati dall’Asaps (Amici Polstrada), con fonte Ministero dei Trasporti. Tanto per iniziare, coi numeri siamo fermi al 31 dicembre 2010. Ed è già un miracolo, giacché con l’Istat (Istituto nazionale di statistica), per quanto riguarda gli incidenti, siamo rimasti al 2009. Dunque, a fine 2010, i 36 milioni di patentati hanno perso 68 milioni di punti: meno di 1,9 punti a testa in media. Diciamolo: sette anni e mezzo di fallimento della patente a punti. Siamo a 16 milioni di infrazioni commesse: quattro crediti per violazione, mezza infrazione con detrazione punti per conducente. Il nulla.

Certo, i giovani sono i più indisciplinati. Tre punti a testa. Ma il neopatentato perde il doppio dei punti se fa un’infrazione nei primi tre anni di patente. Gli over 70, con 3.500.000 punti su 3.300.000 patentati sono i più prudenti, così come le donne: il 24,7% dei punti prelevati, rispetto al 75,2% dei maschi. Già, ma le signore macinano meno chilometri e hanno il 42,9% delle patenti. Allora, ci si deve spiegare perché gli anziani sono quelli più coinvolti nella guida contromano: qualcosa non quadra...

In sette anni e mezzo, i corsi di recupero dei punti sono serviti? Solo a 270.000 patentati, che hanno recuperato 1.700.000 punti. E a perdere tutti i 20 crediti sono stati solo 139.000, lo 0,4% dei 36 milioni di patentati. Anche in questo caso, si viaggia rasoterra.

Il fatto è che prendendo una multa con sottrazione di punti, basta dire che guidava un’altra persona per non perdere crediti. O al massimo si paga una supermulta di 269 euro per non comunicare il nome del guidatore. Una via d’uscita per i ricchi, per chi non vuole perdere punti, per chi ha perso quasi tutti i crediti e non vuole esaurire il patrimonio. Oltretutto, se non fai infrazioni gravi in due anni, torni a 20 punti.

C’è poco da fare: conta solo la presenza delle Forze dell’ordine sul territorio. Urgono pattuglie, controlli, alcoltest, drogatest. Altrimenti le stragi del sabato sera continueranno. Anche con la patente a punti.




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