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Pedoni: le novità del Codice 2010

Pedoni: le novità del Codice 2010

Fra il Codice della strada riformato ad agosto e particolari sentenze della Cassazione appena emanate, per il pedone ci sono numerose novità. Le nuove norme riguardano sia i guidatori sia i pedoni stessi, chiamati a non indugiare sull’attraversamento.

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Lo Stato prova, attraverso il potere deterrente di norme più severe, ad arginare il fenomeno delle morti sulle strisce pedonali: secondo le statistiche più recenti, nel 2009 sono stati registrati 667 morti, in aumento di ben il 2,9% sul 2008. Così ad agosto, nell’àmbito di un’ampia rivisitazione del Codice della strada, è stata rivista anche la regola che riguarda i pedoni. Se ci sono strisce in vista, in assenza semaforo, e con pedoni che stanno già attraversando, sino a fine luglio era sufficiente rallentare e dare la precedenza ai passanti; da inizio agosto 2010, invece, è obbligatorio fermarsi del tutto. Come davanti a uno Stop.

Il tutto viene fissato in un articolo importante, il 191 del Codice della strada. La sanzione è di 150 euro. Altra novità: la sottrazione di punteggio è salita a ben otto punti della patente. C’è da chiedersi se sarà abbastanza per tutelare maggiormente i pedoni.

Discorso analogo se, sulle strade prive di attraversamenti pedonali, ci sia un pedone che abbia già iniziato l’attraversamento impegnando la carreggiata: ha diritto a raggiungere il lato opposto in condizioni di sicurezza.

E resta fermno che, quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono fermarsi quando i pedoni transitano sugli attraversamenti. Stesso obbligo per i conducenti che svoltano per inoltrarsi in un’altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale, quando ai pedoni non sia vietato il passaggio.

I conducenti devono fermarsi quando una persona invalida con ridotte capacità motorie o su carrozzella, o munita di bastone bianco, o accompagnata da cane guida, o munita di bastone biancorosso in caso di persona sordocieca, attraversa la carreggiata o si accinge ad attraversarla. Inoltre, devono prevenire situazioni di pericolo che possano derivare da comportamenti scorretti o maldestri di bambini o di anziani, quando sia ragionevole prevederli in relazione alla situazione di fatto.

Ma mentre il Codice della strada viene reso più severo, e mentre si cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica anche attraverso statistiche terribili, arriva una particolare sentenza della Cassazione (la numero 24862 della III sezione civile): se il pedone, indeciso nell’attraversamento, viene investito da un’auto, non ha diritto al risarcimento dei danni. E la titubanza viene rappresentata dall’aver fatto su e giù dal marciapiede, senza che l’intento di procedere fosse chiaro.

C’è da dire che quella sentenza si occupa solo di una caso specifico e non va generalizzato; sta di fatto che i parenti di un anziano signore, investito a Napoli, che avevano chiesto il risarcimento per la morte del congiunto all’Assicurazione del veicolo responsabile del sinistro (o almeno apparentemente responsabile) si sono visti negare l’indennizzo. Questo è avvenuto in ogni grado di giudizio. Per ultimo, in Cassazione.

È una sentenza da prendere con le molle, per evitare che i pirati della strada (ce ne sono già abbastanza) interpretino a loro modo la decisione della Corte. Quella sentenza si riferisce a un anziano che è avanzato, poi è indietreggiato e risalito sul marciapiede, e infine è ridisceso in strada. Tutto questo sarebbe stato significativo della volontà di desistere dall’attraversare. Quindi, è risultato imprevedibile per il guidatore del veicolo, intuire che l’uomo volesse infine attraversare. Di qui, l’assenza di responsabilità per l’automobilista, che non ha avuto alcun margine per una manovra di emergenza che gli impedisse l’impatto. Evidentemente, erano presenti numerosi testimoni.




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