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Pensa a guidare 2011

Pensa a guidare 2011

Nuova campagna di comunicazione della Fondazione Ania per la sicurezza stradale: "Pensa a guidare". Senza distrazioni, senza il cellulare in mano, senza bere alcolici. Per evitare multe ma soprattutto per prevenire il più possibile incidenti stradali.

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Noi automobilisti italiani viviamo in perenne contraddizione: un’indagine Ispo svela che il 91% degli italiani condanna le infrazioni al volante, ma il 70% le commette. Strano, vero? Siamo un popolo di poeti, navigatori, e automobilisti incoerenti. "Questo comportamento è la principale causa della più grande tragedia nazionale, gli incidenti stradali. Un dramma che ogni anno causa oltre 4mila e 200 morti e un milione di feriti. Se si vuole che questi lutti e costi sociali diminuiscano è fondamentale che in Italia nasca una nuova cultura delle regole", parole di Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania per la sicurezza stradale, la onlus nata per volontà delle Compagnie di assicurazione per tutelare la vita e ridurre il numero di incidenti stradali. Ecco perché la Fondazione ha presentato la nuova campagna di comunicazione, in piena estate.

Nel 2009, è stato affrontato il tema della velocità e dell’alcol e nel 2010 quello della guida distratta. Nel 2011 la Fondazione Ania ha deciso di combattere i comportamenti scorretti che gli italiani assumono quando sono al volante, lanciando un messaggio chiaro e inequivocabile: quando siamo alla guida ci sono regole che vanno rispettate. Sempre. Se ciò non avviene rischiamo di ucciderci o di uccidere.

I numeri sono tanto bizzarri quanti impressionanti. Il 91% degli italiani condanna la violazione delle principali regole di convivenza civile, comprese quelle stradali. Nonostante ciò, il 58% ritiene che quando si è al volante non viene rispettato il Codice della strada. E oltre il 70% degli automobilisti dichiara di infrangere le regole, pur essendo consapevole (lo ha dichiarato oltre l’80% degli intervistati) dei rischi e delle conseguenze sociali ed economiche degli incidenti stradali. Insomma, si rischia di morire.

Ma quali le infrazioni considerate più gravi? Guidare in stato psico-fisico alterato (76%), passare con il semaforo rosso (60%) e superare i limiti di velocità (52%). Tant’è vero che sono le ricerche a dirlo: gli incidenti stradali sono causati nell’80% dei casi da errati comportamenti umani.

La campagna di comunicazione della Fondazione Ania viene sviluppata su due tematiche che verranno diffuse su web, stampa, radio e televisione. Sia il messaggio su stampa sia il messaggio televisivo sono molto forti. D’altronde, "sulle strade del nostro Paese - si spiega Salvati - nel 2009 si sono registrati un morto e 70 feriti ogni due ore. Oltre un milione di feriti in un anno, tra i quali 20mila invalidi gravi che vedono, in un attimo, la propria vita sconvolta".

Ma arriverà mai l’omicidio stradale? Secondo Salvati, "il legislatore dovrebbe prendere atto che, sulla base del sondaggio Ispo, l’84% degli italiani, e in misura forte i giovani, si è dichiarato favorevole all’introduzione del ’reato stradale’ e, quindi, dovrebbe agire di conseguenza". In effetti c’è la proposta di legge è stata predisposta attraverso un lavoro comune fra Associazione Lorenzo Guarnieri, Associazione Gabriele Borgogni, Associazione amici e sostenitori della polizia stradale, Comune di Firenze, Polizia municipale di Firenze e Aci Firenze: l’idea è introdurre pene più pesanti nel caso di lesioni gravi o morte provocate da un guidatore di un veicolo che si pone alla guida in condizioni di ebbrezza (tasso alcol superiore a 0,8 g/l) e/o sotto l’effetto della droga.




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