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Peugeot RCZ, ti conquista con lo stile

Peugeot RCZ, ti conquista con lo stile

Le armi della RCZ sono molteplici e tutte affilate. Si parte da un design affascinante per arrivare ad un comportamento dinamico e ad una cura realizzativa eccellente

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Con il lancio della coupé RCZ, Peugeot ha debuttato in un nuovo segmento andando a sfidare senza timori reverenziali concorrenti del calibro delle più blasonate coupè teutoniche. Le armi della RCZ sono molteplici e tutte affilate. Si parte dal design originale ed affascinante che ha per primo prefigurato il nuovo corso del marchio, per arrivare ad un comportamento dinamico e ad una cura realizzativa di assoluta eccellenza. Peugeot punta così ad allargare la propria offerta anche in segmenti premium, pur non perdendo la sua caratterizzazione di Casa generalista. RCZ è infatti assolutamente accessibile pur vantando sorprendenti caratteristiche da vera supercar.

L’apparenza...conta
Lo confessiamo, non siamo di quelli che dicono che la bellezza non conta. In realtà anche in fatto di automobili, l’impatto visivo è quello che ti fa avvicinare (in questo caso entrare in una concessionaria) e dobbiamo dire che le forme quantomai seducenti e particolari della RCZ ci hanno conquistato da subito, fin dalla sua prima versione. Figuratevi questo secondo restyling ancora più ammiccante con quel nuovo frontale più slanciato, filante ed elegante. Tra le novità, donano molto allo sguardo ammaliatore della coupé transalpina, i proiettori dall’aspetto felino con mascherina brunita e luci allo Xeno. Insomma, la RCZ si rivela fin da un primo sguardo un’autentica rubacuori, e lo abbiamo constatato anche nel corso della prova quando siamo stati avvicinati da un gran numero di curiosi interessati alla nostra “francesina” ed accolti spesso da sguardi di ammirazione e curiosità per questa Peugeot che non ti aspetti. Ah, se non ci fosse la crisi...quanti fans in più avrebbe questa bellissima vettura. Lo stile riprende senza alcun compromesso le linee della concept presentata nel 2007 al Salone di Francoforte. Il design dinamico ed elegante allo stesso tempo è caratterizzato dalla doppia curvatura del lunotto posteriore quasi in stile Zagato (ma le citazioni nobili come vedremo sono più di qualcuna), dalla continuità delle linee del padiglione e del tetto e dal cofano anteriore particolarmente avvolgente realizzato in alluminio. La cura realizzativa e la raffinatezza delle finiture si evincono da ogni particolare a partire dagli archi laterali in alluminio e dallo spoiler posteriore retrattile che fuoriesce superati i 55 km/h ed aumenta il proprio angolo di incidenza oltre i 155 km/h. I passaruota posteriori muscolosissimi ed allargati ricordano addirittura quelli di una fuoriserie come la Bentley Continental GT (e scusa se è poco su una Peugeot da poco più di 30 mila Euro). Anche all’interno, la RCZ sottolinea la propria esclusività grazie all’impiego di materiali pregiati e piacevoli al tatto e ad un’impostazione generale da coupé di rango. La posizione di guida è perfetta e consente di assaporare in pieno le sensazioni da vera sportiva che la RCZ è in grado di regalare. Da segnalare che la nostra versione THP da 200 CV era equipaggiata con interni in pelle totale con cuciture a vista davvero raffinato, come bellissimi sono i sedili anteriori con poggiatesta integrato, anche in questo caso da sportiva di altissimo rango.

Ma qui c’è anche...tanta sostanza
L’aspetto da purosangue non deve trarre in inganno in merito alle doti di versatilità della “fuoriserie” Peugeot: il comfort di bordo è eccellente ed il vano di carico è eccezionale e varia da 384 a 760 litri ribaltando i sedili posteriori (per la cronaca, già in configurazione normale consente di stipare due sacche da golf e relativi carrellini). Anche l’offerta motoristica della RCZ conferma che ad un look da inaccessibile supercar, abbina doti di praticità, versatilità ed appunto accessibilità, a misura di persona “normale”. La proposta si articola infatti su 3 proposte tutte in grado di regalare ottime prestazioni a fronte di emissioni e consumi contenuti. Si parte con il conosciuto 1.6 THP da 156 CV disponibile anche con cambio automatico a sei rapporti, per continuare con il 2.0 HDi da 163 CV. Al top di gamma il 1.6 THP ad iniezione diretta turbo Twin-Scroll e sistema di alzata variabile delle valvole VTi da 200 CV, quello che equipaggiava la nostra vettura. Come si è comportata la vettura? direi in modo sorprendente. Con la RCZ è possibile intatti, andare a fare la spesa per la settimana, utilizzarla per il casa-ufficio quotidiano senza svenarsi in costi di carburante (i consumi con una guida normale sono nell’ordine dei 15 km/l) tenuto conto che stiamo pur sempre parlando di una vettura da 200 CV che scatta da 0 a 100 km/h in poco più di 7 secondi. Nel weekend uscire dalla città è un vero piacere. Nei trasferimenti autostradali RCZ fa valere il suo comfort ed i consumi contenutissimi a velocità codice, ma ancora di più sulle strade miste siano esse costiere che strade di collina o montagna, dove le doti dell’autotelaio e le prestazione del motore che riprende “alla grande” fin dai regimi più bassi rende la guida appagante e divertente. La sorpresa più grande però, quello che non ci saremmo aspettati da una granturismo così confortevole e versatile al di là dell’immagine, è la sua efficacia in pista. L’assetto perfetto consente di affrontare le curve in piena accelerazione senza accusare eccessivo sottosterzo anche disattivando i controlli elettronici. Senza alcuna fatica è possibile mantenere un buon ritmo anche tra i cordoli ed anche freni ed ammortizzatori consentono di fare il tutto con grande naturalezza. Non per niente RCZ opportunamente preparate danno vita ad un appassionante monomarca e la bontà della vettura da cui si parte per questa trasformazione ci è apparsa davvero notevole ed un ottimo punto di partenza.




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