Notizie dal Mondo dei Motori
Pininfarina: Baic o Bolloré?

Pininfarina: Baic o Bolloré?

Non si fermano le indiscrezioni sul carrozziere Pininfarina: all’azienda italiana sono interessate la cinese Baic e la francese Bolloré. E le speculazioni su Pininfarina, che fa gola ai grandi gruppi, causano forti tensioni borsistiche a Piazza Affari.

Dimensione Carattere:

Non sarà più un’azienda florida e di successo, però tira ancora tanto: è Pininfarina, storico carrozziere torinese, fondata nel 1930. Su cui stanno mettendo gli occhi in parecchi, a giudicare dalle indiscrezioni. Oggi l’azienda dispone di tre stabilimenti propri, vicino a Torino: il centro di ricerca e sviluppo di Cambiano, di San Giorgio Canavese e di Bairo. Nell’ottobre del 2009 il centro di verniciatura e lastroferratura di Grugliasco è stato ceduto alla finanziaria della Regione Piemonte, Finpiemonte, che dà in affitto l’impianto alla De Tomaso dell’imprenditore Gianmario Rossignolo, ex dirigente Fiat. Mentre Pininfarina mantiene la galleria del vento.

Interessate a Pininfarina sarebbero il colosso cinese Baic e l’azienda francese Bolloré (fa batterie). Le tensioni conseguenti al gossip hanno creato rialzi inattesi in Borsa: a Piazza Affari, il titolo è stato perfino sospeso per eccesso di rialzo. È la prosecuzione del rally iniziato da alcuni giorni legato all’eventuale cessione di parte o tutti gli asset della storica carrozzeria e casa di design. A poco servono le smentite di Pininfarina stessa.

Il gossip più recente riguarda il finanziere bretone Vincent Bolloré, già partner nell’auto elettrica: avrebbe ufficializzato con una lettera il proprio interesse a entrare nel capitale di Pininfarina con una quota del 30%.

Lo stesso Bolloré ha confermato che insieme al carrozziere produrranno l’auto elettrica: "Solo con Pininfarina si può fare i grandi numeri". E ancora: "Ho detto e ribadisco che siamo interessati a partecipare, se le condizioni saranno interessanti, all’operazione di ristrutturazione del capitale di Pininfarina. E lo abbiamo scritto in una lettera inviata all’inizio di gennaio".

Tuttavia, si fa avanti il gigante orientale Baic (Beijing Automobile Industry Corporation: punta ad acquisizioni mirate per acquisire tecnologia, mercati e know how. E in quest’ottica, Pininfarina varrebbe oro. Ci sono diversi indizi che portano alla Cina: sono già decine i modelli e le dream car disegnati da aziende italiane per conto della case automobilistiche cinesi Jeely, Chery, Byd, Chang’an. Inoltre, Baic non sarebbe nuova a shopping in Europa: vedi Saab. E con Daimler/Mercedes produce in Cina i modelli delle Classe C e della Classe E.

Non per nulla, la Fondazione Italia Cina ha attribuito a Pininfarina il premio "Capital Elite - Migliore testimonianza Made in Italy Design", uno dei più prestigiosi riconoscimenti dei China Awards, la quinta edizione della cerimonia di premiazione di aziende, istituzioni e personalità che meglio hanno colto le opportunità offerte dalle relazioni economiche e culturali tra Italia e Cina.

Di fronte alle tante voci, Pininfarina - su richiesta della Consob - ha comunicato che non è a conoscenza di informazioni tali da giustificare l’attuale andamento delle quotazioni del titolo e ha ribadito che il processo di vendita è in una fase assolutamente iniziale. In base alle informazioni in suo possesso Pininfarina considera inoltre alcune indiscrezioni stampa - relative ad accordi imminenti o già conclusi - prive di qualsiasi fondamento. Stando a Pininfarina, è l’advisor Banca Leonardo che sta raccogliendo le manifestazioni di interesse dei potenziali acquirenti per poi procedere alle fasi successive previste dal mandato ricevuto.

La soluzione finale? Forse vendere l’azienda al miglior offerente, mantenendo magari l’attività della Extra, cioè il design non automobilistico.




Newstreet.it - Auto e Motori

Servizi e Link Consigliati