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Pirati della Strada - Mese nero

Pirati della Strada - Mese nero

Il Codice della strada si inasprisce? Non basta: servono più controlli sulle strade contro chi guida in stato d’ubriachezza. Lo dimostra il settembre nero della pirateria stradale: ben nove morti e 76 feriti, con 61 eventi registrati dalle autorità.

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Ad agosto è arrivato il nuovo Codice della strada: obiettivo delle norme più dure, arginare il fenomeno della guida in stato d’ebbrezza e, di conseguenza, della pirateria stradale. Perché spesso il pirata (causa un incidente e scappa) diventa tale in stato alterato da alcol. Ma a quanto pare le multe più salate non bastano: servono controlli più assidui. Infatti, a settembre, ci sono stati nove morti e 76 feriti a seguito di 61 eventi registrati dall’Asaps (amici Polstrada). Oltre ai nove eventi mortali (il 14,8% della casistica), ci sono 52 episodi con lesioni fisiche (85,2%).

Il dramma è che, dei 61 pirati, ne sono stati identificati 47 soltanto: un misero 77% (20 arresti e 27 denunce a piede libero, rispettivamente 42,6 e 57,4% sul totale dei noti). Il pirata ha parecchie probabilità di farla franca.

Per quanto riguarda il peso delle ebbrezze (25,5% rispetto al dato sui nove mesi che è fermo a 28,2%), il numero di ubriachi sarebbe anche più elevato se i pirati fossero stati subito identificati: venendo acciuffati a distanza di ore o a giorni dall’evento che avevano provocato, è impossibile l’accertamento sulle loro condizioni psicofisiche al momento del sinistro. I pirati hanno tempo di "buttare fuori" alcol e droghe di vario genere.

Dei 47 pirati della strada acciuffati, 13 sono risultati essere cittadini stranieri (27,7%): tantissimi, in proporzione al numero di extracomunitari in Italia. Le utenze deboli pagano come sempre un tributo molto alto a questa fattispecie di criminalità stradale. Su un totale di 85 vittime, 11 minori (12,9%) e sette anziani (8,2%). In 17 casi i pirati hanno colpito pedoni, causando un morto e 19 feriti, mentre in altri 11 eventi nel mirino sono finiti i ciclisti, con un decesso e 10 ospedalizzazioni. Gli under 14 finiti in ospedale sono stati in tutto sei.
Da gennaio a settembre, 420 gli atti di pirateria: ci stiamo avvicinando pericolosamente al numero record rilevato nel 2009, quando il bollettino raggiunse quota 482, con 91 morti e 592 feriti. Nei primi 9 mesi del 2010, abbiamo all’attivo 67 uccisioni e 546 ricoveri ospedalieri. I pirati identificati dalle Forze dell’ordine sono in tutto 326 (77,6%).

Ma cosa cosa dice il Codice della strada sull’omissione di soccorso? L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona. Le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l’accertamento delle responsabilità.

Chiunque non ottempera all’obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole cose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 259 euro (e taglio di quattro punti della patente a punti). Se dal fatto deriva un grave danno ai veicoli coinvolti tale da determinare l’applicazione della revisione, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

In caso di incidente con danno alle persone, chi non ottempera all’obbligo di fermarsi è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni. Chiunque scappa, senza prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite, è punito con la reclusione da un anno a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per un periodo non inferiore a un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.

Ma occhio: l’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. Insomma, c’è pure il pirata degli animali. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di 389 euro..




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