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Pirelli ritorna in Formula Uno

Pirelli ritorna in Formula Uno

Dal 2011, per due anni, tutte le monoposto di Formula Uno calzeranno pneumatici Pirelli. Non è la prima volta: si tratta di un ritorno storico, a 20 anni dall’ultima apparizione dell’azienda italiana nel Grande circo. Battuta la concorrenza di Michelin.

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È stata una gara tiratissima, e l’ha spuntata la Pirelli su Michelin: dal 2011, e per i successivi due anni, tutte le monoposto di F1 monteranno le gomme dell’azienda italiana. Lo ha annunciato la Fia (la Federazione internazionale dell’auto) in conferenza stampa, alla presenza dei vertici Pirelli, dal numero uno Marco Tronchetti Provera, al capo del settore Tyre Francesco Gori, fino al direttore R&D Maurizio Boiocchi. Durissima la battaglia per il triennio 2011-2013, anche perché il presidente della Fia, il francese Jean Todt, ha comprensibilmente spinto a favore della connazionale Michelin, in lizza per diventare fornitrice unica delle "scarpe" per tutte le scuderie.

Il fatto è che, dopo aver trionfato in campo internazionale riuscendo a sconfiggere la Michelin, il presidente della Pirelli, Tronchetti Provera, ha dovuto fronteggiare le proteste dei sindacalisti, secondo i quali è assurdo investire in Formula Uno quando l’azienda milanese non naviga nell’oro in terra italiana. Ma Tronchetti Provera ha subito spiegato che il ritorno (dopo 20 anni: in 18 stagioni non consecutive, sei titoli mondiali e 44 vittorie) sui circuiti mondiali non comporterà spese per la Pirelli. Anzitutto, le scuderie non verranno pagate per una fornitura tecnica; inoltre "i nostri budget sono inchiodati: le spese promozionali saranno coperte dai soldi risparmiati riducendo l’impegno in altre categorie".

Essendo un ritorno in Formula Uno a costo zero, gli iniziali timori degli investitori (in passato, il fornitore ufficiale degli pneumatici si era accollato le spese in cambio dell’impatto pubblicitario) dovrebbero scomparire. Le indiscrezioni vogliono che le 12 squadre paghino a Pirelli un milione l’anno (mentre Michelin ne avrebbe chiesti 2,5 l’anno) per il triennio del contratto in cambio di 40mila gomme a stagione. Incasso totale per il gruppo italiano, in 36 milioni, più il ritorno pubblicitario a livello globale.

I punti di forza della Pirelli si sono rivelati la disponibilità a discutere con i team delle caratteristiche tecniche degli pneumatici; il prezzo, molto competitivo.

Secondo Tronchetti Provera, l’avventura Pirelli in Formula Uno porterà soltanto benefici a livello d’immagine, visto che le corse si terranno in Paesi con mercati potenzialmente immensi come Brasile, ma soprattutto i due asiatici Cina e India. Si tratta di ascolti planetari da centinaia di milioni di spettatori, con il nome Pirelli che entra facilmente nelle case dei telespettatori.

La squadra che dovrà progettare gli pneumatici per la F1 (in quattro varianti) sarà composto da 50 persone; lo stabilimento che costruirà le gomme sarà quello di Izmit (Turchia).

E si tenga presente che non è certo l’unico impegno della Pirelli nelle corse: è già presente nel mondiale rally come singolo fornitore, oltreché in GP3, Grand Am, Challenge Ferrari, Trofeo Maserati, Trofeo Lamborghini, e un’ottantina di campionati a livello nazionale.




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