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Polemica Asaps-Assogomma - A1

Polemica Asaps-Assogomma - A1

Dopo la paralisi del tratto toscano dell’A1, c’è chi ha accusato la Polstrada di non aver fermato i veicoli sprovvisti di catene o gomme invernali. Attorno alla questione, nasce una polemica fra Asaps (Amici Polizia) e Assogomma (produttori pneumatici).

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Infuriano le polemiche dopo il paradossale blocco autostradale fra Firenze e Arezzo, nell’allucinante notte a cavallo fra venerdì 17 e sabato 18 dicembre 2010. Un po’ pretestuosa l’accusa verso la Polstrada, accusata da qualcuno di non aver fermato tutti i veicoli all’ingresso in autostrada: quelli sprovvisti di catene o gomme invernali avrebbero dovuto essere bloccati. Fine del viaggio per non peggiorare la situazione e per evitare loro l’odissea di 22 ore e 38 chilometri di coda "ghiacciata".

In merito, è intervenuta l’Asaps (Amici Polstrada). Che ha lanciato un’idea per semplificare l’individuazione immediata dei veicoli dotati di pneumatici invernali, evitando errori o spiacevoli e lunghe discussioni. Attualmente le Case costruttrici di pneumatici invernali utilizzano le lettere M + S (Mud and Snow) cioè Fango e Neve stampigliate sul fianco della gomma. Queste lettere sono "pressoché impossibili da identificare in caso di neve in atto e nelle ore notturne". E il più delle volte gli operatori devono attuare il "filtro" con precipitazioni in atto e con temperature rigide. Per ovviare a tali inconvenienti, i Produttori di gomme potrebbero disegnare sul fianco dello pneumatico un cerchio su tutta la circonferenza, analogamente a quanto avviene per le gomme delle auto in Formula uno, di colore rifrangente (per esempio verde). Questo consentirebbe, secondo l’Asaps, di individuare a distanza il mezzo senza bisogno di fermarlo.

Ma gli Amici della Polstrada propongono anche altre soluzioni: simboli posti in particolare evidenza o a rilievo sul lato dello pneumatico come il simbolo del cristallo della neve o la lettera "S" evidenziata con colore rifrangente sensibile alla luce per le ore notturne o altre soluzioni. O addirittura un chip nella gomma invernale, per consentire alla Polizia la rilevazione in automatico con apposito lettore.

Di tutt’altro avviso Assogomma (i Produttori di pneumatici), che ha prima fatto alcune puntualizzazioni sulle catene, e poi risposto polemicamente alla proposta dell’Asaps, pur senza nominarla direttamente. Assogomma ha ricordato che un maggiore utilizzo di pneumatici invernali avrebbe potuto limitare o addirittura eliminare i disagi rendendo più agevole la viabilità sulle autostrade; e che l’uso delle catene può essere indicato in presenza di forti pendenze, non una circostanza tipica delle autostrade ("peraltro la catena lascia alla percezione dell’automobilista la scelta del momento di montaggio, che si potrebbe rivelare ritardato rispetto alla reale necessità"). Senza considerare che avere catene a bordo, se prive di omologazione, di misura diversa da quella corretta, "non può certo favorire la mobilità.

Ma il punto forte è un altro: qui sta la polemica con l’Asaps. Secondo Assogomma, la proposta di una marcatura aggiuntiva colorata e fosforescente da riportare sul fianco del pneumatico invernale o in alternativa montare un chip all’interno dello stesso non può in alcun modo trovare un accoglimento pratico. Anzitutto, gli pneumatici sono soggetti al rispetto di numerose norme tecniche, direttive e regolamenti comunitari; non si può nemmeno pensare di introdurre un chip in una gomma (non un’operazione banale).

E soprattutto, dice Assogomma, per distinguere uno pneumatico invernale occorre verificare l’esistenza della marcatura M+S sul fianco. Ed è possibile, in via empirica e per effettuare un primo screening di controllo, distinguere una vettura che marcia su neve con pneumatici estivi, "perché questi saranno quasi completamente neri mentre, se equipaggiata con pneumatici invernali, appariranno bianchi".




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