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Porsche firmerà le sportive VW

Porsche firmerà le sportive VW

A Porsche il Gruppo Volkswagen assegna il mandato di sviluppare la nuova piattaforma destinata alle vetture di altissima gamma. Quelle cioè con propulsore anteriore-centrale e centrale-posteriore. Il marchio di Stoccarda ha così avuto la meglio su Audi.

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Il Gruppo Volkswagen continua senza tregua a tessere la ragnatela per divenire il numero uno al mondo, ai danni di Toyota. Ma inevitabilmente certe scelte sono delicate, anche perché vanno a toccare determinati equilibri interni. È risaputo, infatti, che il gigante tedesco inglobi nella sua sterminata galassia di marchi delle Case si elevatissima qualità, quali Audi e Porsche. In grado di sviluppare le sportive del futuro. E allora, chi scegliere per un compito così importante? Ha vinto Porsche: a lei l’onore e l’onere di pensare a una nuova piattaforma destinata alle vetture di altissima gamma. Quelle cioè con propulsore anteriore-centrale e centrale-posteriore.

Ecco spiegato l’ampliamento del centro ricerca e il reclutamento di 100 nuovi ingegneri. Ecco spiegati gli ingenti investimenti: siamo attorno ai 150 milioni di euro. Lei, la piattaforma protagonista, riguarderà la Porsche Panamera futura, così come le Bentley, le Lamborghini e le Audi stesse. Quattro dei super marchi dell’universo Volkswagen.

È stato l’amministratore delegato VAG Martin Winterkorn a puntare sui tecnici Porsche, chiaramente suscitando (stando ai rumors) qualche malumore all’interno di Audi. Che comunque si prende la sua rivincita, dovendo sviluppare i Suv del Gruppo, fra cui la Porsche Cajun, ossia la baby Cayenne. All’Audi, inoltre, resterà la responsabilità dei pianali a motore longitudinale, quelli nati nel 2007 e che ritroviamo su A4, A5 e Q5. Su quelle ossature, dovrebbero nascere altre vetture.

Al contrario, c’è quiete in Porsche, dopo che Volkswagen aveva ipotizzato l’uso di una propria piattaforma per le sportive di Porsche, a cominciare dalla 911.

Invece, Volkswagen prosegue a sviluppare la nuova piattaforma "modular transverse matrix": lo vedremo nel 2012 con la nuova Audi A3 e poi, più in là, con la futura Golf. In tutto, 40 modelli con l’inedita piattaforma.

Ma in definitiva è il trionfo della Volkswagen stessa. Solo nel 2008, sotto la regia di Ferdinand Piech, uno dei padri padroni dell’auto tedesca, pareva che Porsche dovesse mangiarsi Volkswagen, un po’ come se Ferrari facesse altrettanto con Fiat. Per creare un ambizioso impero automobilistico da 150 miliardi di euro. Infatti, il consiglio di sorveglianza di Porsche aveva dato il via libera per consentire alla Casa di Stoccarda di alzare la sua quota in Volkswagen dal 31% a oltre il 50% del capitale. Alla fine, invece, è stato proprio Wolfsburg a risucchiare nella propria orbita Porsche. E adesso distribuisce i ruoli ai vari marchi. Senza dimenticare che ora l’Italdesign di Giugiaro (il polo torinese di design ed engineering assorbito da poco da Volkswagen) potrebbe essere coinvolta nello sviluppo dei nuovi prodotti tedeschi.




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