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Prezzo benzina: Aumento vertiginoso

Prezzo benzina: Aumento vertiginoso

Con le accise appena introdotte, il prezzo della benzina vola a 1,61 euro il litro. Anche perché al costo industriale e alle tasse, va sempre aggiunta l’Iva del 20% che va nelle casse dello Stato. Le associazioni dei consumatori parlano di massacro.

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Massacro, dicono le associazioni dei consumatori. Sì, in effetti è la parola adatta a rendere l’idea. La benzina vola a 1,61 euro il litro con le ultime accise (tasse) e il pieno svuota il portafoglio degli automobilisti, proprio a un passo dall’esodo estivo. Sentite l’Adoc: "Un record storico che proietta l’Italia tra i Paesi più cari d’Europa, preceduta di poco solo da Grecia, Danimarca e Olanda". Risultato, secondo i calcoli Adoc, gli italiani subiranno un aggravio complessivo di 54 euro solo per i costi dei pieni. Nei primi sei mesi del 2011 la benzina è costata in media 1,52 euro al litro, in un solo giorno si è registrato un aumento del 5,9%. Da noi la benzina costa in media l’8,7% in più della media europea, attestata a 1,48 euro al litro. Spendiamo il 28% in più della Slovenia, il 18% in più che in Svizzera, il 22% in più della Spagna.

Ma come si è arrivati al più recente rialzo (col diesel a 1,49/litro)? Stavolta, i Petrolieri (che pure sono stati nel mirino per mesi) non c’entrano. È lo Stato che cerca soldi con le accise. Stando ai conteggi della Figisc (gestori), le accise su benzina e gasolio aumentano di 4 eurocent/litro (78 delle vecchie lire), che, addizionate dell’Iva del 20% diventano 4,8 eurocent/litro (93 delle vec-chie lire). Lo stabilisce una Determinazione del direttore dell’Agenzia delle dogane, per fronteggiare situazioni di emergenza di rilevanza nazionale: si tratta dell’emergenza profughi, cioè dell’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a paesi del Nord Africa.

La stangata va ad aggiungersi a quella già determinata dal 6 aprile scorso (pari a 0,73 eurocent/litro + Iva) per il sostegno al Fondo Unico per lo Spettacolo, e dal 1° luglio vi si aggiungono 0,2 eurocent/litro (più Iva al 20%). Come dire - secondo la Figisc - che, dal 6 aprile, l’aumento al 1° luglio è di 0,059 euro /litro, che diventano 0,071 con l’Iva (ossia 138 lire al litro).

Il fatto è che dal 1995 gli aumenti di accisa sono stati introdotti per finanziare la missione nei Balcani, per pagare il contratto dei lavoratori del Trasporto pubblico locale, per sostenere il Fondo unico spettacolo (soldi al cinema di qualità...), e ora c’è l’emergenza profughi. Quest’ultimo provvedimento di aumento dovrebbe essere limitato al 2011. Ci credete?

E non consola sapere che, se nel 1960 il carico fiscale sulla benzina pesava per il 68% e il prezzo industriale per il 32%, nel 2011 mediamente (prima dell’aumento delle accise) il carico fiscale ha pesato sul prezzo finale per il 54% ed il prezzo industriale per il 46%.

In attesa di capire se la soglia di 1,61 euro/litro verrà sfondata, è interessante quanto ha detto Luca Squeri, numero uno Figisc: "Ben dieci proposte di riforma del settore distribuzione carburanti: tante sono state elaborate e depositate. Con tutto il rispetto, sarebbe interessante sapere se anche nei nove Paesi dell’Unione europea dove si paga la benzina più cara che in Italia vi sia un così ampio dispiego di attività parlamentare e un così ricco florilegio di legislazione attorno alla questione dei carburanti. Parliamo di Grecia, Olanda, Danimarca, Finlandia, Portogallo, Regno Unito, Belgio, Germania e Irlanda".

E ancora, a proposito delle pompe bianche e del presunto prezzo più basso che si può trovare in una di quelle aree no logo, ecco Squeri: "Il prezzo di pompe bianche e Grande distribuzione è possibile non in quanto questi operatori abbiano il magico potere di ridurne la consistenza, ma perché semplicemente hanno potuto (per primaria miopia e irresponsabilità dell’industria petrolifera) giovarsi a costi nulli dei sistemi di raffinazione e logistica costi che la medesima industria petrolifera ha, invece, riversato sul resto della rete". E se questi operatori di nicchia dovessero farsi carico di tali costi? "Certamente la loro condizione di vantaggio sui prezzi ne risulterebbe fortemente ridimensionata".




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