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RC Auto: le Province aumentano!

RC Auto: le Province aumentano!

Sono già undici le Province che hanno alzato le tasse Rca, dieci delle quali di 3,5 punti percentuali. Così l’aliquota sale dal 12,5 al 16%. Un’ennesima batosta, proprio mentre il Garante della concorrenza denuncia il fallimento dell’indennizzo diretto.

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Rc auto, è un terremoto. In undici Province sale l’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore esclusi i ciclomotori. Le deliberazioni di variazione dell’aliquota della tassa sulle Rca sono previste dall’articolo 17, comma 2, Decreto legislativo 6 maggio 2011, numero 68. A decorrere dal 2011, l’aliquota, pari al 12,5%, può essere aumentata o diminuita in misura non superiore a 3,5 punti percentuali. E dal 2012 l’imposta Rca costituisce tributo proprio derivato delle Province. È l’attuazione del federalismo fiscale.

Sono state anche fissate le modalità operative per la pubblicazione delle delibere di variazione dell’aliquota dell’imposta Rca. Le Province devono inviare le deliberazioni alla Direzione federalismo fiscale del dipartimento delle Finanze, tramite posta elettronica certificata. E se le Province non dispongono del servizio di posta elettronica certificata? Fino al 30 giugno 2012, possono inviare le deliberazioni mediante posta elettronica "normale". La risoluzione n. 2 del 16 giugno 2011 ha poi risolto alcune problematiche in ordine all’applicazione delle disposizioni concernenti l’imposta sulla Rca.

Risultato, al 23 giugno 2011, sono undici le Province che hanno sfrutta le nuove disposizioni, con effetto dal 1° agosto 2011. Il guaio è che nessuna ha abbassato l’aliquota. C’è stato un aumento di 3,5 punti percentuali per le Province di Alessandria, Benevento, Bologna, Chieti, Cremona, Forlì-Cesena, La Spezia, Pescara, Verona e Vibo Valentia. Totale tasse, 16%. Per la Provincia di L’Aquila +3 punti percentuali: totale, 15,5%.

L’attuale 23% di tasse (12,5 alle Province, più il contributo al Servizio sanitario nazionale del 10,5%) diverrà del 26,5% in dieci Province e del 26% a L’Aquila. Siamo solo all’inizio, perché altri Enti locali approfitteranno della norma.

Incredibile l’impatto ragionando non in punti percentuali: si ha una variazione dl 15% rapportando quei 3,5 punti di aumento ai 23,5 punti; se invece si rapporta il 3,5 alla sola aliquota di base del 12,5 dell’imposta, l’incremento è del 28%. E Newstreet.it urla allo scandalo.

Nel frattempo, chi alza la voce è l’Antitrust. Sentite il presidente, Antonio Catricalà: "I primi dati dell’analisi sulla Rca evidenziano una grande differenziazione tra le aree geografiche del Paese: gli assicurati del Sud si trovano a dover corrispondere premi nettamente maggiori rispetto a tutti gli altri, fino al 20%. Emergono su scala nazionale consistenti aumenti dei premi nel 2010, anche del 25% per assicurare un autoveicolo e di oltre il 35% nel caso di un motociclo. Nella zona euro, soprattutto in Francia, gli aumenti sono contenuti. È vero che in Italia è aumentato anche il costo medio dei risarcimenti, ma il quadro che risulta è di un mercato in cui le Compagnie riversano sui consumatori le maggiori spese derivanti dall’inefficienza". "L’amara sintesi - parole di Catricalà - è che il meccanismo dell’indennizzo diretto non ha funzionato e che occorre intervenire con una riforma di sistema che rilanci la competizione tra le Imprese".

Ma ecco la risposta di Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania, l’Associazione delle Compagnie: "Gli aumenti delle polizze Rc auto denunciati dall’Antitrust non dipendono dalle Compagnie, ma dalle inefficienze del sistema, esterne alle imprese". Insomma, stando a Cerchiai, serve una riforma del settore che agisca sui costi impropri, sulla diffusione della speculazione sulle frodi, sullo sconvolgimento del sistema bonus/malus che da solo ha determinato una inefficienza tariffaria del 10%, e sulla mancata costruzione della tabella sulle invalidità più gravi.




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