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Rc Auto - Rincari senza fine

Rc Auto - Rincari senza fine

L’Ania, che rappresenta le Assicurazioni, sostiene che nel 2010 le Rc auto siano rincarate del 4,8%. Ma gran parte delle associazioni dei consumatori non ci stanno, e parlano di un +30%. Nel frattempo, arrivano statistiche preoccupanti sulle infrazioni.

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Newstreet.it giudica piuttosto duro il recente intervento del presidente dell’Ania (Assicurazioni), Fabio Cerchiai. Che ha scatenato la reazione di gran parte delle associazioni dei consumatori. Ma sintetizziamo per voi i punti essenziali dell’intervento di Cerchiai. Il quale è partito dal Protocollo d’intesa del 2003, sottoscritto insieme al Governo e a molte associazioni dei consumatori: obiettivo, maggiore efficienza nel processo di liquidazione dei danni, maggiore trasparenza, contenimento generale dei prezzi. A seguito di quegli accordi, nel 2004, ecco la Fondazione Ania per la Sicurezza stradale (su cui torneremo dopo), al fine di identificare e favorire il contenimento di un’incidentalità troppo elevata.

Dopodiché, il passaggio a un aspetto cruciale: la concorrenza fra le Assicurazioni. Per Cerchiai ha operato attivamente in questi anni, "come è dimostrato da una crescente diversificazione dei prodotti e dei prezzi offerti dalle singole Compagnie". Nel quinquennio 2005-2009, si era registrato un calo del premio medio per l’assicurazione obbligatoria dell’11,8%. Ciò aveva significato, per le imprese, una riduzione della raccolta e, per gli italiani, una minore spesa in valore assoluto.

Tema scottante: le misure strutturali. In assenza dei necessari interventi, aveva previsto l’Ania, la pressione dei costi sarebbe divenuta insostenibile e, quindi, sarebbe stato inevitabile un aumento dei prezzi. Tale circostanza si è inesorabilmente verificata. Nel 2010 si è tornati a un aumento della raccolta premi (+4,5%), frutto dell’inevitabile aggiustamento tariffario.

Siamo a posto, allora? No: l’equilibrio economico non è stato ancora raggiunto. Per ogni 100 euro di premi incassati, infatti, le Imprese hanno avuto costi per quasi 106. Il costo dei sinistri pagati dalle Compagnie è, in Italia, tra i più alti d’Europa, decisamente superiore a quello di Germania e Francia. E il costo medio, dal 2000 al 2010, è cresciuto del 45%. I guai: frequenza sinistri da circolazione stradale di molto superiore a quella riscontrabile nei maggiori paesi europei (doppia rispetto a quella della Francia); diffusione delle frodi; abnorme numero dei danni alla persona di lievissima entità, in larga parte di natura speculativa. Insomma, altre piccole truffe. In alcune Province, l’incidenza dei sinistri con danni alla persona raggiunge il 40% (la media europea è del 10%). E un milione di feriti in incidenti stradali ogni anno è una cifra che non ha eguali. In più, assenza di una normativa organica per il risarcimento dei danni gravi alla persona. Infine, provvedimenti legislativi tecnicamente sbagliati, come quelli che nel 2007 hanno distorto il sistema bonus malus o che hanno aumentato i costi di distribuzione mediante l’introduzione del divieto di monomandato agenziale. Oltre alla incertezza sulla procedura di risarcimento diretto (facoltativa, secondo la Corte costituzionale).

Fra le soluzioni individuate da Cerchiai, un’agenzia antifrode con poteri e responsabilità investigativi, che possa avvalersi del principio della procedibilità d’ufficio da parte della Magistratura: "Abbiamo apprezzato il personale interessamento in merito del ministro dello Sviluppo economico e confidiamo in un suo diretto intervento affinché le problematiche esposte possano trovare adeguate soluzioni". E ancora: non si può "denunciare la presenza di oltre tre milioni di veicoli non assicurati, senza andare alle radici del fenomeno e intervenire per reprimere la più elementare delle frodi assicurative: la violazione dell’obbligo di assicurarsi". Per chiudere, e qui Cerchiai ha tutto l’appoggio di Newstreet.it, è "del tutto irragionevole e incoerente il provvedimento che consente alle Province un’ulteriore imposizione, sino al 3,5% del premio, aggravando un già troppo elevato carico fiscale sull’assicurazione obbligatoria".

Ma a proposito di quel 4,5% di rincaro Rca nel 2010, qualche associazione dei consumatori ha protestato vibratamente. In Italia, "si spende il doppio che in Europa per la Rca e il costo delle polizze è in continuo aumento tra il 15 e il 18%, dati confermati anche da Istat e Isvap": parola di Carlo Pileri, presidente dell’Adoc , che rincara la dose: "L’Ania, affermando che i premi sono calati del 7,6% negli ultimi sei anni, dimostra di non conoscere questi dati".




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