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Rc Auto sempre più care

Rc Auto sempre più care

Diventa più aspro il confronto fra le Assicurazioni, secondo cui le Rca salgono per colpa delle truffe, e le associazioni dei consumatori, che denunciano rincari non giustificati: dal 1994, +174%. E scendono in campo anche gli agenti assicurativi.

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Ne ha fatta di strada l’assicurazione Rc auto dal 1994: quello è l’anno decisivo, dal quale le tariffe non vennero più fissate da una commissione dello Stato per tutte le Assicurazioni; ma erano le Compagnie stesse che potevano liberamente stabilire i prezzi Rca. Una liberalizzazione, appunto. Resta tuttavia da capire se la strada fatta dalla Rca per volere del legislatore dell’epoca, sia positiva, con vantaggia a favore del consumatore; oppure se si tratti di un percorso lastricato di rincari e ostacoli. Stando a quanto appena comunicato dalle associazioni dei consumatori, questa seconda ipotesi parrebbe la più probabile, in quanto i rincari arriverebbero addirittura al 173% dal 1994 a oggi.

E non si deve neppure ragionare sul lungo termine: secondo Federconsumatori, solo nel 2010, le Rc auto sono rincarate addirittura del 18%. Con guidatori virtuosi, in prima classe di merito e senza aver causato incidenti, che si sono visti chiedere dalle Assicurazioni Rca molto più elevate.

L’Adoc va oltre: le tariffe assicurative medie pagate ogni anno in Italia sono di 407 euro, contro i 172 euro dei cugini di Francia e i 222 della Germania. In più, il mercato in mano a pochi grandi Gruppi assicurativi, che detengono la maggioranza anche delle Assicurazioni operanti online. L’inevitabile rischio è che si formi un cartello a danno dei consumatori.
Le Assicurazioni non ci stanno e replicano punto su punto. Il cuore della "difesa" delle Compagnie si chiama "truffe": gli incidenti inventati, specie al Sud, con richieste gonfiate, passeggeri lesionati che sbucano d’improvviso, colpi di frusta senza eguali in Europa, testimoni di sinistri sempre pronti a dire "io c’ero e ho visto tutto". Il presidente della Fondazione Ania, Sandro Salvati, sostiene inoltre che gli italiano sono troppo maleducati anche alla guida dell’automobile e con il loro comportamento causano troppi incidenti. Per quanto riguarda i rincari delle Rca, lo stesso Salvati afferma che, su quaranta milioni di assicurati, qualche caso "incongruo ci può essere stato"

E la storia del cartello, con i Gruppi assicurativi che aumentano i prezzi tutte insieme? Risposta di Salvati, al Corriere della Sera: "Una balla, come quella dell’aereo che non è mai caduto sul Pentagono". Si guardi alla Francia, spiega Salvati, dove la frequenza dei sinistri è la metà di quella italiana. Oltretutto, "l’85% del costo dell’Rc auto sono soldi che prendiamo e redistribuiamo per rimborsare i sinistri",

Ma è la statistica a far venire i brividi. Grosso modo, secondo Salvati, su 10 automobilisti, tre sono truffatori: "Per colpa di tre persone che portano a casa migliaia di euro inesistenti ce ne sono sette che vedono aumentare i prezzi".

È davvero difficile uscirne, anche perché ci sono interessi in gioco colossali. Il dubbio, tuttavia, è che la Rca sia aumentata anche per via della crisi economica: questa spinge le Compagnie a alzare le tariffe. Una specie di manovra per compensare le uscite.

Nel frattempo, si fanno sentire anche gli agenti assicurativi. Giovanni Metti, presidente nazionale dello Sna, il Sindacato degli agenti di assicurazione rivolge cinque domande all’Ania (la "Confindustria delle Compagnie"): quali iniziative sono state prese nei confronti delle Imprese che abbandonano il mercato assicurativo, in particolare nel Meridione, creando grave danno ai consumatori e determinando una vera e propria emergenza sociale? Perché nonostante le liberalizzazioni del mercato assicurativo, introdotte con la Legge Bersani, non si è attivato un efficace processo concorrenziale tra le Compagnie? Le Imprese hanno fatto un’efficace politica di contrasto alle frodi oppure hanno preferito trasferire gli oneri sulla collettività? Le Compagnie hanno spesso in comune amministratori e dirigenti: come si ritiene di ovviare a questa evidente alterazione dei livelli concorrenziali tra le Imprese? Perché l’Ania rifiuta di confrontarsi con gli agenti, per adeguare l’accordo nazionale fra le parti alla normativa attuale?




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