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Rc auto: un autunno di rincari

Rc auto: un autunno di rincari

Facile fare una previsione dopo tutti i problemi del settore Rca evidenziati dall’Ania, l’associazione che rappresenta le Assicurazioni. Con un unico dubbio che sorge spontaneo: ma possibile che esista sempre un valido motivo per rincarare le tariffe?

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Nell’àmbito dell’Indagine conoscitiva sul settore Rc auto (volta a capire perché le tariffe salgono sempre), Fabio Cerchiai, numero uno dell’Ania (Assicurazioni), è stato ascoltato dalla commissione Industria, commercio e turismo del Senato. Attenzione, il quadro che ne emerge è drammatico e non lascia presagire nulla di buono. A nostro avviso, in autunno sono probabili nuovi rincari delle Rc auto. L’unica perplessità è che le Compagnie trovano sempre una valida ragione per alzare i listini: ma è mai possibile? Comunque, ecco la lunga lista di lamentele dell’Ania.

Anzitutto, l’Ania snocciola i numeri della Rca, che protegge il patrimonio di quasi 45 milioni di proprietari di autoveicoli, ciclomotori, moto, camion e natanti. In Italia la circolazione dei veicoli provoca ogni anno quasi 5.000 morti e 1.000.000 di feriti o presunti tali. Per esercitare in modo sostenibile l’attività di impresa, l’assicuratore deve necessariamente raggiungere un equilibrio tecnico tra le risorse ricavate dai premi raccolti e le "uscite" derivanti dai risarcimenti dei danni. La realtà italiana è che, a fronte di una significativa riduzione dei premi (complessivi e unitari) registrata tra il 2005 e il 2009, il numero dei sinistri accaduti e il costo dei risarcimenti non sono scesi in pari misura. Anzi, il costo complessivo dei sinistri ha mostrato nel triennio 2007-2009 una tendenza alla crescita.
A ciò si deve aggiungere il fatto che il sistema Rc auto in Italia presenta anomalie strutturali. Se non risolte in tempi brevi, queste anomalie potrebbero determinare una dinamica progressiva di crescita dei costi e dei prezzi, innestando una spirale pericolosissima.

A suo tempo l’indennizzo diretto, la tabellazione normativa delle invalidità fino al 9%, gli investimenti in sicurezza stradale hanno facilitato il contenimento della dinamica dei costi e permesso, nel quinquennio 2005-2009, una riduzione dell’11,8% del prezzo medio pagato dagli assicurati. Negli ultimi cinque anni, stando ai dati Ania, la riduzione del prezzo medio dell’assicurazione Rc auto è stata pari a -1,5% nel 2005, -0,8% nel 2006, -2,7% nel 2007, -3,6% nel 2008 e -3,9% nel 2009. In termini reali, ossia al netto dell’inflazione - pari nel periodo al 10,4% - il prezzo medio della copertura Rc auto è diminuito nel quinquennio di oltre il 20%. Percentuali contestate dalle associazioni dei consumatori, che ritengono esserci stati solo rincari notevoli.

Nel 2009, a parità di veicoli assicurati, la raccolta premi è diminuita del 3,6%. Il costo dei sinistri, invece, è aumentato del 3%, anche per il repentino e pesante effetto dei nuovi criteri, adottati da molti tribunali, per i risarcimenti relativi alle lesioni più gravi. Su 100 euro di premi incassati, le imprese ne hanno spesi 108. Da qui la tendenza al rialzo dei prezzi, su cui incide, peraltro, l’innalzamento dei massimali minimi di legge previsto dalla normativa europea.

Secondo l’Istat, a livello di mercato, le tariffe, vale a dire i "listini prezzo" che risultano più alti di quanto effettivamente pagato per l’acquisto o il rinnovo della polizza Rc auto, mostrano a maggio 2010 un aumento del 7,4% rispetto ai dodici mesi prima: parte dell’aumento dipende dall’innalzamento, entrato in vigore obbligatoriamente nel dicembre 2009, dei massimali minimi di legge previsto dalla normativa europea. In particolare, si è passati dal massimale unico di 774.685 euro al massimale minimo di 2,5 milioni di euro per i danni alla persona e di 500.000 euro per i danni a cose.

La frequenza sinistri, definita come il rapporto tra tutti i sinistri accaduti e i veicoli assicurati è stata pari nel 2009 all’8,6%. È un valore doppio di quello della Francia e supera di oltre il 30% quello della Germania. In termini meno tecnici, vuol dire che per ogni veicolo noi abbiamo il doppio dei sinistri che in Francia e il 30% in più della Germania. L’anomalia rispetto agli altri Paesi emerge in modo netto se si confrontano gli indici che combinano frequenza e costo medio, ossia se si confronta il costo totale dei risarcimenti a parità di veicoli. L’Italia è in testa a questa non invidiabile classifica.

Il costo totale dei risarcimenti (comprensivo sia dei danni a cose sia dei danni alle persone) nel 2009 è stato pari a 15 miliardi; di questi circa i due terzi (ossia ben 9,5 miliardi) sono relativi a danni fisici. In particolare, 3,5 miliardi sono risarciti per invalidità permanenti comprese tra uno e nove punti, mentre circa 6 miliardi per morti o per invalidità superiori. La fortissima incidenza dei risarcimenti derivanti dai danni alla persona dipende, essenzialmente, dal fatto che abbiamo ogni anno un milione di feriti, in quasi quattro milioni di sinistri. In termini più tecnici, la percentuale di sinistri con almeno un danno alla persona è in Italia pari a circa il 21%: è un valore doppio di quello osservato negli altri paesi europei. Ma peggio, in ben 16 province supera il 30% con punte del 40% a Crotone, Brindisi, Taranto e Foggia.




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