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RCA - Indennizzo Diretto, funziona?

RCA - Indennizzo Diretto, funziona?

Perfino l’Antitrust mette nel mirino l’indennizzo diretto e il risarcimento in forma specifica. Segno evidente che queste norme, oltre a non aver portato benefici in termini di riduzione delle tariffe Rc auto, non convincono neanche gli addetti ai lavori.

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Nell’àmbito di un’indagine conoscitiva del Senato sulla Rca che schizza alle stelle, c’è stata anche l’audizione del presidente dell’Autorità garante della concorrenza, Antonio Catricalà. A parte le considerazioni sul mercato Rca in Italia (nel 2009 la raccolta di premi è stata 17 miliardi di euro), il punto importante della relazione dell’Antitrust riguarda la concorrenza: nonostante l’inizio della liberalizzazione sia stato decretato, in attuazione del diritto comunitario, fin dal 1994, non si è attivato un efficace processo concorrenziale e conseguentemente non si è avuto un riflesso positivo sul contenimento dei prezzi. Questo il verdetto del Garante.

La scarsa vivacità della competizione che si riscontra in questo settore, dice l’Antitrust, è conseguenza della tenuità della concorrenza che si registra in genere nei mercati assicurativi e finanziari. Troppi cartelli, troppi gruppi che non fanno vera concorrenza. Inoltre, le relazioni verticali di esclusiva tra produttori (le Compagnie) e i distributori (gli agenti, spesso di ridotte dimensioni e pressoché nulla autonomia economica e contrattuale) hanno accresciuto i costi dell’attività di ricerca per i consumatori, contribuendo a irrigidire la domanda in un contesto in cui la stessa è già piuttosto anelastica per effetto dell’obbligatorietà della polizza.

È stato introdotto, dal febbraio 2007, il meccanismo di risarcimento diretto, per il quale il danneggiato può rivolgersi alla propria assicurazione per ottenere la refusione dei danni subiti e questa a sua volta potrà chiedere all’assicurazione del danneggiante la compensazione delle spese sulla base però non dei costi effettivamente sostenuti, ma di una somma forfetaria corrispondente al costo medio storico. L’insieme di questi cambiamenti non sembra però aver sortito i miglioramenti attesi.

Problematiche appaiono le modalità con le quali si stanno determinando gli importi delle compensazioni tra le Compagnie. La nuova procedura risarcitoria prevede che per ciascun danno liquidato venga riconosciuto alla Compagnia gestionaria (quella del danneggiato) il diritto a ricevere dalla Compagnia debitrice (l’Assicurazione del responsabile) una somma determinata forfetariamente sulla base del costo medio dei sinistri rilevato nell’annualità assicurativa precedente. La compensazione tra le due Compagnie non ha quindi a oggetto le somme effettivamente erogate dalla Compagnia gestionaria, ma un ammontare definito su una media di costi e uguale per i vari danni (salva la possibilità di introdurre talune differenziazioni). La Compagnia del danneggiato risarcisce, invece, il proprio cliente per l’effettivo ammontare del danno subito. Ma qui (anche a causa del meccanismo troppo complesso) nascono forti problemi, con ripercussioni negative sui prezzi.

Ancora è opportuno approfondire il significato di prassi contrattuali poste in essere da alcune compagnie volte a promuovere, come unica modalità, il risarcimento in forma specifica e senza, nella sostanza, consentire i risparmi di spesa che la legge avrebbe richiesto: c’è la possibilità che le compagnie introducano nei contratti nuove clausole "che prevedano il risarcimento del danno in forma specifica con contestuale riduzione del premio per l’assicurato". Insomma, anziché vedere i soldi del rimborso, l’automobilista può accontentarsi di una riparazione in una carrozzeria convenzionata; in cambio paga una Rca più bassa.

Queste prassi, se poste in essere da operatori dominanti o da insiemi di imprese con un’elevata quota di mercato complessiva, possono presentare problemi sotto il profilo concorrenziale soprattutto nei rapporti con le officine di riparazione: sistemi di convenzionamento irragionevolmente selettivi potrebbero causare pregiudizi ai riparatori esclusi. Nei confronti dei consumatori, invece, il pregiudizio potrebbe sostanziarsi nella perdita di possibilità di scelta. In questi casi, l’adeguatezza dell’informazione preventiva al consumatore diviene essenziale poiché la scelta della compagnia potrebbe dipendere anche dal fatto che convenziona una determinata officina piuttosto che un’altra. Più in generale, anche quando la modalità del risarcimento in forma specifica è meramente opzionale per il danneggiato, esiste un problema delle reti di officine di autoriparazioni convenzionate.

Numerose associazioni di settore lamentano che nel concreto queste politiche avrebbero un impatto pregiudizievole sull’autonomia dei singoli artigiani sia riguardo alle modalità di scelta di altri operatori il cui intervento possa essere necessario per la riparazione del danno sia in relazione all’approvvigionamento dei pezzi di ricambio che sarebbero acquistati e forniti dalla Compagnia attraverso distributori convenzionati..




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