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Renault Fluence nata per la città!

Renault Fluence nata per la città!

Pur avendo dimensioni generose, la Renault Fluence con il suo motore elettrico silenzioso, pulito ed economico si attesta fra le macchine più adatte al traffico cittadino

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Ci sono persone che colpiscono e conquistano al primo sguardo, salvo rivelarsi molto meno interessanti di quello che si ci immaginava una volta approfondita la conoscenza. L’approccio con la Renault Fluence Z.E. è di segno esattamente opposto.

Le sue forme da compatta berlina a tre volumi, tipologia poco apprezzata dagli automobilisti italiani che, all’interno di questo segmento, preferiscono di gran lunga le 5 porte, non sono di quelle che fanno girare la testa o che spingono a varcare le porte di un autosalone. Intendiamoci, non che la Fluence sia brutta, tutt’altro. Anzi, alcuni elementi come i proiettori a led o i cerchi dal disegno “a vortice”, in grado di ottimizzare tra l’altro il coefficiente aerodinamico, contribuiscono a renderne più originale e hi-tech l’aspetto. Niente di particolarmente brutto o sgraziato quindi, ma, parafrasando la celebre “Albachiara” di Vasco Rossi, neanche “un particolare per farsi guardare”.

Ma una volta messa in moto… scatta il colpo di fulmine
A volte l’apparenza inganna: Renault Fluence Z.E., con il suo aspetto un po’ demodé, è in grado di conquistare non appena si passa ai fatti. La messa in moto, che avviene premendo un pulsante e nel più totale silenzio, ci fa calare in un mondo pulito fatto di emissioni zero e ci fa subito passare dalla parte “dei buoni” che non sporcano e non inquinano la città con gas inquinanti e polveri sottili, ma non è tutto. Alla pressione sul pedale del gas (anche se, in questo caso, la parola gas è assolutamente bandita ed è più corretto parlare semplicemente di acceleratore), oltre alla piacevole sensazione di tranquillità che genera il silenzio, si viene piacevolmente colpiti da un’accelerazione fulminea che consente di muoversi con una brillantezza impensabile e di divincolarsi con facilità dalle maglie del traffico cittadino.

Come al cinema
La comodità dell’abitacolo, sia nei posti anteriori che in quelli posteriori, la facilità di guida e la perfetta insonorizzazione che non fa giungere all’interno alcun fruscìo aerodinamico e nemmeno il ronzio del motore elettrico, con quell’effetto filovia che si percepisce a volte su vetture full-electric, rende ogni trasferimento a bordo di Fluence un’esperienza rilassante e piacevole. Il mondo esterno scorre attraverso le ampie superfici vetrate regalando un effetto cinema in 3D. Alla guida di Fluence ci si rilassa e, non fosse per il fatto di dover comunque impugnare un volante, pop-corn e coca cola sarebbero l’accompagnamento ideale.

Spazio a volontà… ma serve davvero?
Mentre ci godiamo tutte queste sensazioni positive al volante della bella Fluence (si, oramai ci ha conquistato e non fa niente se fuori continua a non essere bella come una top model), ci sorge un solo dubbio. Visto l’utilizzo esclusivamente cittadino per cui sono state progettate queste auto elettriche, ha senso una lunghezza di 4,75 metri, un bagagliaio da oltre 317 litri (con l’unico limite di non poter abbattere lo schienale posteriore per la presenza del pacco batterie) e tanto spazio da poter affrontare anche le ferie d’agosto con famiglia al seguito? Forse in un futuro sì, quando l’autonomia delle batterie supererà la soglia dei 100 km (che nell’utilizzo pratico possono anche scendere ad un’ottantina), la rete di colonnine di ricarica diventerà capillare almeno quanto quella dei distributori tradizionali ed i tempi di ricarica diventeranno minimi. Oggi “vediamo meglio” auto più compatte ed a misura di città pur riconoscendo tutti i meriti a questa berlina francese. Viste le qualità del prodotto, confessiamo che non vediamo l’ora di metterci alla guida della più compatta e affascinante Zoe che al medesimo pacchetto tecnologico aggiunge forme più giovani e misure da città.

Ricarichiamoci
Dopo un paio di giorni di staffetta casa-ufficio (più qualche commissione in giro per la città), per un totale di circa 60 km, l’indicatore di carica, del tutto analogo a quello presente sul display di un comune telefonino, comincia ad avvicinarsi ai valori più bassi. Un ulteriore e più preciso indizio ci viene dal numero che compare sotto al tachimetro e che ci indica l’autonomia residua in km in poco più di 20 (lo ammettiamo, non abbiamo lesinato sugli scatti al semaforo e gli stop and go nel traffico).

Siamo fortunati. Proprio nelle vicinanze del nostro ufficio è presente una colonnina di ricarica. E’ la prima volta che mettiamo in pratica quanto visto in tante presentazioni e siamo curiosi di vedere se anche nella “vita reale” è tutto così semplice e veloce. Alla prova dei fatti tutta la praticità e la facilità di questo sistema di ricarica vengono confermate. Avvicinando una scheda tipo carta di credito al display della colonnina veniamo riconosciuti ed il sistema si attiva. A questo punto basta collegare la spina in dotazione della vettura (sono presenti due tipi di attacchi, uno trifase rapido ed uno tradizionale per alimentarsi da normali prese di corrente domestiche) e selezionare la porta utilizzata, né più né meno come avviene in un qualsiasi self service, dove dopo aver introdotto il denaro, occorre scegliere il numero dell’erogatore da utilizzare. A questo punto la ricarica si avvia automaticamente come indicato sul display della colonnina e continuerà fino al raggiungimento del “pieno” di energia o fino a quando non decideremo di interrompere l’operazione. L’importo ci verrà addebitato automaticamente grazie alla carta con micro chip con la quale ci siamo fatti riconoscere ed abbiamo avviato la ricarica. La stessa carta posta davanti al display in colonnina ci servirà per interrompere la ricarica e scollegare la spina, operazione impossibile sia dalla parte della colonnina che da quella della vettura, per evitare che qualche burlone stacchi la spina per collegarla ad un’altra auto caricandola a nostre spese o semplicemente per affermare la propria stupidità. Per quanto riguarda i tempi, utilizzando la modalità trifase (più rapida) abbiamo verificato il raggiungimento del 75% di carica in 6-7 ore. Il dato non deve spaventare chi fa della vettura un utilizzo urbano o per il classico tragitto casa-ufficio. Avendo la possibilità di ricaricare la vettura quotidianamente, senza aspettarne l’esaurimento, ogni mattina si potrà disporre del massimo della carica e contare sulla totale autonomia.




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