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Renault Twizy: bella ed efficiente!

Renault Twizy: bella ed efficiente!

ll primo impatto con Renault Twizy è spiazzante. Non assomiglia a nulla di esistente. A metà strada tra un motociclo ed una microcar, quello che è certo è che ispira simpatia

Video  Twizy: nasce l’urban crosser

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Il primo impatto con Renault Twizy è piuttosto spiazzante. Non assomiglia a nulla di esistente e, con quelle sue caratteristiche a metà strada tra un motociclo ed una microcar, è difficilmente catalogabile all’interno di schemi tradizionali. Quello che è certo, e lo abbiamo riscontrato nel corso di tutta la durata della nostra prova, è che Twizy calamita le attenzioni come e più di una supercar e sicuramente ispira una grande simpatia. Insomma Twizy è sicuramente un veicolo che piace.

Si apre come una Lambo
L’aspetto futuristico e simpatico riscuote successo al primo sguardo. Ma l’appeal innato di Twizy si amplifica ulteriormente all’apertura delle portiere che, lo ricordiamo, sono un optional da 600 Euro. L’apertura verso l’alto in stile Lamborghini genera quasi sempre ohh! di meraviglia negli involontari spettatori, soprattutto nei più giovani che forse rivedono in Twizy le sembianze di molti dei loro modellini “da cartone animato”.

Più di una moto, ma non è un’auto
Una volta completata l’operazione di apertura porte che avviene in modo agevole grazie al sistema che solleva automaticamente la portiera una volta sbloccata la maniglia, si accede all’abitacolo. Anche in questo caso Twizy sovverte gli schemi tradizionali proponendo una disposizione dei sedili a tandem. Pilota e passeggero siedono uno dietro l’altro in stile motociclistico, con il secondo che deve fare i conti con la generosità del guidatore. Se quest’ultimo ama una posizione di guida troppo distesa, il già risicato spazio a disposizione dell’ospite diventa davvero troppo esiguo e si aggiunge ad un accesso che non è dei più semplici e richiede un minimo di agilità. A questo proposito per le esponenti del gentil sesso che vorranno “accomodarsi” sul sedile posteriore, sono assolutamente da sconsigliare gonne troppo strette o mini vertiginose. Molto più soddisfacente la situazione per il guidatore che può contare su una salita a bordo comoda e priva di “barriere architettoniche”, su un sedile minimalista ma avvolgente e dotato di poggiatesta integrale e su buone volumetrie sia in senso orizzontale che verticale.

Trasporta il giusto per la città
Twizy dispone di due comodi cassetti portaoggetti nella plancia anteriore e di un vano dietro al sedile posteriore dalla capienza di 31 litri, non molto, ma più che sufficiente per alloggiare documenti, oggetti personali e anche l’adattatore per effettuare la ricarica dalle normali prese di corrente domestiche. Per esigenze superiori come sacchetti della spesa o borsoni sportivi, è possibile utilizzare lo spazio riservato al passeggero. In opzione è diponibile un borsone da agganciare al sedile posteriore che incrementa la capienza del vano di carico fino ad 81 litri.

Sembra un go-kart e parcheggia ovunque
Una volta avviato il motore girando la chiave come su una vettura tradizionale (è forse l’unica cosa che la fa somigliare ad una classica automobile), si seleziona la marcia premendo un pulsante posto alla sinistra del volante. Si perché al posto del cambio, Twizy ha tre pulsanti, uno per la marcia in avanti, uno per la retromarcia ed uno per il folle. Una volta inserita la marcia, guidare Twizy è un gioco da ragazzi. Acceleratore e freno rispondono ambedue alla grande ad ogni sollecitazione. Le dimensioni ultracompatte (Twizy è lunga appena 2,34 m, larga 1,24 m e alta 1,46 m) ed il sibilo e messo dal motore elettrico che giunge all’orecchio poco attutito da una struttura esterna ridotta all’osso e dalla mancanza di finestrini (non disponibili nemmeno a richiesta), ci fanno tornare alla mente i cari vecchi autoscontri, per molti di noi il primo approccio con un volante. L’aspetto ludico della guida di Twizy non si ferma qui. La vetturetta scatta ai semafori lasciandosi alle spalle il traffico della città e suscitando una certa meraviglia nei guidatori di vetture tradizionali, anche di un certo lignaggio, che ci vedono guizzare con un’agilità sorprendente (Twizy passa da 0 a 50 km/h in poco più di 6 secondi). Molti sono quelli che, giunti al semaforo successivo, si sono avvicinati chiedendoci informazioni sulla vettura e sulla sua cavalleria. I 17 CV erogati (esiste anche una versione depotenziata ed omologata come quadriciclo leggero per essere guidabile con patente A già a partire dai 16 anni) appaiono più che sufficienti per muoversi con brillantezza nel traffico urbano complice anche una massa che supera di poco i 450 Kg, inclusi i 100 Kg della batteria. Divertente, facile e brillante, Twizy non finisce di gratificare il suo proprietario nemmeno una volta giunti a destinazione. Il problema del parcheggio è paragonabile a quello che si avrebbe a bordo di un maxi scooter, quindi praticamente pari a zero. Un vantaggio non da poco, che si aggiunge all’accesso ai sempre più “vietati” centri cittadini, libero da vincoli e balzelli di vario genere.




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