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Ricorsi ancora più costosi

Ricorsi ancora più costosi

Dal 31 luglio costa di più presentare ricorso contro una multa al Giudice di pace: si passa dai vecchi 38 euro introdotti solo a gennaio 2010, a 41 euro. Un brutto scherzetto in pieno esodo estivo: ora i ricorsi sono destinati a diminuire ulteriormente.

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Gli aumenti ai danni degli automobilisti non conoscono tregua: tutto corre a mille all’ora anche in agosto. Anzi, l’impressione è che proprio nel pieno dell’estate, quando gli italiani sono in tutt’altre faccende affaccendati, chi governa preferisca introdurre altri balzelli. Che magari, data l’atmosfera vacanziera dei cittadini, passano un po’ sotto silenzio. Il più recente rincaro sulla tassa del ricorso al Giudice di pace fa probabilmente parte di quella schiera di imposte insidiose: dal 31 luglio, il contributo unificato che deve essere pagato per opporsi a una multa del Codice della strada balza da 30 a 33 euro. Che vanno sommati agli 8 euro di "bolli": totale 41 euro anziché 38.

Lo nuova norma è prevista nell’articolo 48-bis della Legge numero 122 del 30 luglio 2010, che ha convertito con modificazioni il Decreto legge numero 78 del 31 maggio 2010 (la cosiddetta manovra economica). Si tratta di 41 euro che incideranno pesantemente. Infatti, fino al 31 dicembre 2009, tutte le opposizioni al Giudice di pace (regolate dall’articolo 23 della legge numero 689 del 24 novembre 1981) erano gratuite; dal 1° gennaio 2010, la Legge finanziaria ha stabilito che anche le multe stradali siano assoggettati al pagamento del contributo unificato (30 euro) e delle spese forfetizzate (otto euro), secondo le disposizioni previste dal Decreto del presidente della Repubblica numero 115 del 30 maggio 2002 (testo unico sulle spese di giustizia). La conseguenza è stata drammatica: i ricorsi nelle Cancellerie dei Giudici di pace si sono dimezzati d’incanto. Una vittoria per gli enti accertatori, specie per i Comuni che con autovelox e altre marchingegni fanno cassa. E adesso l’aumento a quota 41 euro globali.

Se si considera che un divieto di sosta costa una quarantina di euro, o che per un passaggio (controllato dalle telecamere) non permesso se ne spendono un’ottantina, è evidente che versarne subito allo Stato 41 non conviene.

E non finisce qui. Il contributo unificato era di 30, 70 o 170 euro a seconda dell’importo delle sanzioni; dal 31 luglio, sale da 30 a 33 euro per le sanzioni fino a 1.100 euro, da 70 a 77 euro per le multe oltre 1.100 euro e da 170 a 187 euro per i verbali di valore indeterminabile (quando c’è di mezzo la patente). Per l’automobilista, un ultimo regalino prima delle meritatissime vacanze.

Fra l’altro, il rincaro arriva proprio quando vengono resi noti i bilanci drammatici dei Comuni, che chiudono spesso con un rosso profondo. Il timore è che gli Enti locali, non trovando denaro altrove, si rifacciano su chi ha l’auto, intensificando i controlli elettronici del Grande Fratello. Che ha un grande alleato: la tassa di 41 euro.




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