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Riecco il Ponte sul Po

Riecco il Ponte sul Po

Dopo il crollo di fine aprile 2009, che aveva provocato violente polemiche, l’Anas inaugurato il ponte sul Po, tra Piacenza e San Rocco al Porto (Lodi), che unisce Emilia e Lombardia. Rispettando la scadenza prefissata. Una nuova opera di 11 campate.

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È andata di lusso due volte. La prima volta, in quel maledetto 30 aprile 2009, quanto a Piacenza crolla il Ponte sul Po, provocando quattro feriti, uno in modo grave. Feriti che sono stati tutti risarciti, tranne uno con il quale si sta per trovare l’accordo. Ma poteva essere una strage. Sulle cause del crollo è aperta un’inchiesta della Procura di Lodi. Sembra emergere una conferma dell’ipotesi di una frattura, una "cricca" come dicono i tecnici, nell’acciaio, in un punto che non doveva sostenere carichi e in cui era occulta.

E la seconda volta, adesso, perché la ricostruzione del Ponte è avvenuta rispettando le tempistiche prestabilite. Siamo di fronte a un mezzo miracolo, visto che in Italia le opere vengono sempre terminate anni dopo la scadenza prestabilita.

A 19 mesi dal crollo del vecchio Ponte sul Po, piacentini e lodigiani tornano ad attraversare il grande fiume su un fondo stradale asfaltato. Infatti, il 18 dicembre, in corrispondenza del chilometro numero 262,8 della strada statale 9 "via Emilia", si è tenuta la cerimonia di apertura al traffico del nuovo Ponte sul fiume Po tra Piacenza e San Rocco al Porto (Lodi). Cui hanno partecipato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, e il presidente Anas, Pietro Ciucci.

La nuova opera è formata da 11 campate, ciascuna del peso di 650 tonnellate, per un totale di 7.000 tonnellate. Per realizzarlo hanno operato 160 uomini dell’impresa esecutrice per oltre 450mila ore. È costituito anche da 30mila metri cubi di calcestruzzo, 4.500 metri lineari di diaframmi, 6.600 metri lineari di micropali .
L’impalcato largo 14,5 metri comprende le barriere laterali, la carreggiata stradale, un marciapiede di servizio. La lunghezza dell’opera è di 1,1 chilometri.

Il progetto del Ponte è stato redatto sulla base di criteri innovativi massimizzando durata e sostenibilità: si è andati oltre la classica impostazione fondata sui criteri di architettura, sicurezza statica e funzionalità. Triplicato l’intervallo temporale previsto per la manutenzione straordinaria, portato a 50 anni. La soluzione tecnica prescelta minimizza l’emissione di gas responsabili dell’effetto serra, per l’intero ciclo di vita dell’opera, rispetto alle altre soluzioni prospettate.

Il ministro Matteoli ha ricordato che, quando l’anno scorso è crollato il Ponte, c’erano due ipotesi: quella di tentare di ripristinare il vecchio ponte, oppure di realizzarne uno nuovo in un anno. "Questa seconda scelta è stata ripagata".




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