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Rimborso Pedaggi Autostradali

Rimborso Pedaggi Autostradali

Le associazioni dei consumatori dure con l’Anas: vogliono che gli automobilisti vengano rimborsati per l’aumento dei pedaggi autostradali verificatosi a luglio. Anche se manca la decisione definitiva da parte del Consiglio di Stato sulle future tariffe.

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Arriva il comunicato ufficiale dell’Anas, il gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale, una società per azioni il cui socio unico è il Ministero dell’Economia: ha dato istruzione a tutte le società concessionarie di sospendere, nei tempi tecnici minimi indispensabili, la maggiorazione tariffaria adottata a partire dal 1° luglio 2010 e prevista dal Decreto legge 78 del 31 maggio 2010, in applicazione delle ordinanze del Tar Lazio e del Tar del Piemonte e del Decreto del Consiglio di Stato. Lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali è operativo, anche per i titolari di sistemi Telepass. Lo ha comunicato l’Aiscat, l’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori.

Ma dopo la decisione dell’Anas di reintrodurre le vecchie tariffe autostradali, l’ufficio legale del Codacons ha avviato le pratiche per intentare una class action in favore degli automobilisti che dall’1 luglio hanno subìto i rincari dei pedaggi. Il rimborso naturalmente spetterà solo se il Consiglio di Stato confermerà nel merito (a fine agosto) la decisione del Tar del Lazio.

Il Governo, spiega il Codacons, deve studiare meccanismi di rimborso automatico in favore di quei cittadini che, utilizzando le infrastrutture stradali, hanno subìto ingiusti incrementi tariffari, ritenuti illegittimi sia dal Tar sia dal Consiglio di Stato. Agli automobilisti dev’essere restituito il maggior pedaggio pagato, fosse anche di pochi centesimi di euro, in quanto è stato palesemente violato un loro diritto, indipendentemente dall’entità del danno.

E se questo non avverrà? Sarà possibile intentare una class action in favore degli automobilisti. Qualora poi, come si vocifera in ambienti bene informati, "il Governo decidesse di fare il furbo e di aggirare le disposizioni dei Tribunali mediante un apposito Decreto legge - attacca il Codacons - non esiteremo a far annullare il Decreto dalla Corte costituzionale, e denunceremo alla Procura della Repubblica i ministri che voteranno a favore del Decreto legge in Consiglio dei ministri, per truffa aggravata e Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

Vediamo quanti soldi ballano. Le misure riguardano una maggiorazione tariffaria, al netto dell’Iva, su tutta la rete autostradale a pedaggio, di un millesimo di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e B (auto, moto, veicoli a 2 assi) e tre millesimi di euro a chilometro per i veicoli pesanti (classi 3, 4, e 5). Era inoltre prevista una maggiorazione tariffaria forfetaria, sempre al netto dell’Iva, di un euro per le classi di pedaggio A e B e di due euro per quelle superiori (classe 3, 4 e 5) presso i caselli di esazione delle autostrade a pedaggio che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta Anas.




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