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Scuola guida con scatola nera

Scuola guida con scatola nera

Sperimentazione al via: nelle province di Torino, Roma e Napoli, 500 vetture di diverse autoscuole saranno dotate di scatola nera. Obiettivo della raccolta dati, migliorare la preparazione nella pratica di guida del candidato a conseguire la patente.

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Avete presente quel dispositivo installato a bordo di un aereo per registrare una serie di dati durante il movimento e conservarli in caso di incidente? Sì, la scatola nera. Ecco. Nelle prossime settimane, nelle province di Torino, Roma e Napoli, 500 vetture delle autoscuole saranno dotate proprio di black box. La sperimentazione, che si chiama "Progetto sicuri con l’Autoscuola", è frutto di un accordo sottoscritto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la Fondazione Ania (Assicurazioni) e l’Anfia (Costruttori auto nazionali). Le scuole guide verranno designate dalle due maggiori associazioni di categoria, cioè Confarca e Unasca.

La sperimentazione delle scatole nere, che avrà durata di un anno, in caso di successo verrà estesa per un triennio. L’obiettivo è migliorare la preparazione nella pratica di guida del candidato al conseguimento della patente. Infatti, la black box, registrando ogni movimento, consente di introdurre sistemi di verifica dell’attività didattica eseguita dall’autoscuola quali durata, luogo e orario di svolgimento delle lezioni di guida. Nonché le manovre e i percorsi effettuati, oltre alla tipologia delle strade percorse.

Chiaramente, il progetto risponde anche alle innovazioni normative contenute nel Codice della strada emanato ad agosto 2010, per quanto riguarda il conseguimento della patente di guida e della carta di qualificazione del conducente, che prevedono un determinato numero di ore di esercitazione pratica anche su strade extraurbane, compresa la visione notturna.

Tutti i dati raccolti dalle scatole nere nel corso della sperimentazione saranno trasmessi alla Direzione generale della Motorizzazione. Una memoria storica utilissima per valutare la formazione del candidato al conseguimento della patente. Al contempo, sarà possibile verificare il miglioramento del livello qualitativo dell’istruzione fornita dalle autoscuole.

Se la sperimentazione andrà bene, si potrà poi pensare alla fase due: l’installazione obbligatoria delle scatole nere su tutti i veicoli utilizzati dalle autoscuole. Per innalzare il livello di preparazione e di responsabilità dei conducenti, a favore della sicurezza stradale.

A dire il vero, alla scatola nera ci hanno già pensato le Assicurazioni da anni. Ma sono stati fatti scarsi passi in avanti: le Compagnie che fanno sconti sulle Rca in cambio dell’installazione della black box sono poche. Le riduzioni tariffarie non sono granché. E della sperimentazione Isvap (vigila sulle Assicurazioni) che ha riguardato numerosi assicurati, i quali hanno circolato con la scatola nera in auto, non s’è saputo più nulla.

E nell’aprile 2010, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, dichiarò che lo vorrebbe obbligatorio su tutte le auto per contrastare la guida spericolata. Se non può prevenire gli incidenti, "serve da deterrente in quanto registra tutti i comportamenti degli automobilisti".

A questo punto, l’auspicio di Newstreet.it è che stavolta la sperimentazione della scatola nera in autoscuola porti a risultati positivi in termini di diminuzione degli incidenti che vedono per protagonisti i ragazzi. Una maggiore formazione e consapevolezza, se passa attraverso un marchingegno come la black box, è la benvenuta.




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