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Seat Leon Cupra

Seat Leon Cupra

Un brivido caldo attraversa ogni membro della folta e giovanile “community” Seat: la Leon Cupra è tornata, più sexy e potente che mai.

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Dal mese scorso il 2 litri turbo benzina 2.0 TSI da 280 CV, fiore all’occhiello della ricerca Volkswagen applicata ai motori quattro cilindri, spinge così anche la storica compatta spagnola, da anni e anni sinonimo di “high performance” alla portata del “popolo”. Non solo cavalli vapore: la Cupra di ultima generazione, nientemeno che la Seat più potente di ogni tempo, gode dei favori della critica anche grazie al telaio sorprendentemente reattivo (regolazione adattiva dell’assetto, differenziale autobloccante anteriore), al delizioso cambio doppia frizione DSG a 6 rapporti, infine a un design accattivante (i.e. proiettori full Led) che la individua dal resto della gamma al primo sguardo, senza per questo suscitare nel pubblico reazioni di diffidenza. Tutto questo a un prezzo che richiama l’asticella del divertimento a una soglia raggiungibile da molte tasche: già a partire da 32.200 euro si prenota un’esperienza di guida degna dell’elite dei marchi sportivi. A cinque porte e – per la prima volta – anche in formato 3 porte SC (Sport Coupé).

Duemila turbo: odissea nello spazio
Partiamo, per una volta, dal motore stesso, cuore pulsante – dal debutto delle serie Cupra nel 1996 - di qualsiasi esemplare curato dalla divisione “racing”. Sono diversi i dettagli che sottolineano il carattere altamente performante del nuovo quattro cilindri: trasferiscono le forze all’albero motore pistoni in alluminio modificati e bielle più rigide, unitamente a cuscinetti a loro volta di primo impiego. Il carter in ghisa grigia è stato rinforzato in corrispondenza della copertura e delle sedi dei cuscinetti principali, mentre la testata cilindri è realizzata in una nuova lega particolarmente leggera di alluminio/silicio, caratterizzata in più da rigidità e resistenza anche alle elevate temperature. Il grande turbocompressore, anch’esso di nuova concezione, è progettato per reggere temperature dei gas di scarico fino a 1.000°: con una pressione di sovralimentazione massima di 1,1 bar, esso è in grado di comprimere ben 900 kg (765.000 litri) di aria all’ora. Un efficiente intercooler aria-aria raffredda notevolmente la temperatura dell’aria compressa, aumentando così la massa disponibile per la combustione, indi la quantità di ossigeno. La valvola di scarico a regolazione elettronica è infine estremamente rapida e precisa: abbassando la pressione di sovralimentazione di base - e quindi la contropressione allo scarico - in condizioni di carico parziale, essa riduce notevolmente il lavoro di pompaggio.

Dà il meglio sotto pressione
Risultato degli sforzi congiunti di officine tradizionali e reparto corse Seat è in definitiva un prodotto da 280 CV di potenza (265 CV nella sua controfigura depotenziata) e 350 Nm di coppia ad un regime di rotazione compreso tra i 1.750 e i 5.600 giri/minuto. D’altra parte, le soluzioni tecnologiche che fanno del 2.0 TSI un pioniere della categoria sono molteplici. Una di queste è indubbiamente l’iniezione indiretta supplementare che integra l’iniezione diretta di benzina FSI nelle fasi di carico parziale, riducendo consumi ed emissioni di particolato. L’iniezione FSI, che sviluppa una pressione massima di 200 bar e subentra nelle fasi di avviamento e di carico elevato, avviene tramite iniettori maggiorati con sei fori ciascuno. Il livello di riempimento dei quattro cilindri è quindi sempre ottimale. L’albero a camme di aspirazione e quello di scarico possono essere regolati mediante un angolo di manovella rispettivamente di 60° e 30°, in più - sul lato di scarico - il sistema di sollevamento variabile modula l’alzata delle valvole in due fasi.

Spiriti bollenti da raffreddare
A loro volta, gli otturatori del turbo fanno sì che l’aria in entrata segua determinati percorsi. Attorno al collettore di scarico, integrato nella testata dei cilindri, scorre poi il liquido di raffreddamento, trovata che riduce la temperatura dei gas di scarico e accelera il riscaldamento del motore dopo un avviamento a freddo. L’innovativo sistema di gestione termica prevede nel suo complesso due valvole rotanti a cassetto inserite in un unico modulo, le quali regolano il flusso del liquido di raffreddamento per fare in modo che l’olio motore raggiunga rapidamente la temperatura di esercizio dopo l’avviamento. In questo modo, si ottiene sempre il miglior equilibrio tra attrito (minimo) ed efficienza termodinamica (elevata).

Campionessa di “spending review”
Un innovativo rivestimento dei mantelli dei pistoni e dei cuscinetti anti-attrito sugli alberi di equilibratura riduce l’attrito, mentre la pompa dell’olio si attiva secondo necessità. Il sistema start/stop e di recupero dell’energia in frenata, di serie, contribuiscono poi a migliorare l’efficienza generale. E a proposito di rapporto consumi/prestazioni: diciamo subito che in configurazione 280 CV, la Cupra accelera da 0 a 100 km/h rispettivamente in soli 5,7 secondi nella versione con cambio DSG, disponibile a richiesta, e in 5,8 secondi in quella con cambio manuale. La velocità massima è autolimitata elettronicamente a 250 km/h. Nonostante valori da Gran turismo, il consumo medio è di soli 6,4 litri (DSG) e 6,6 litri (cambio manuale), a fronte di emissioni di CO2 che si attestano a 149 e 154 g/km. Una voce, quella relativa alla produzione di diossido di carbonio, addirittura inferiore di 41 grammi rispetto al modello precedente. La versione 5 porte con cambio DSG, a sua volta, registra ufficialmente 6,6 l/100 km.

Nido d’ape su parete rocciosa
Un passo indietro al design: al bando ogni esagerazione, tuttavia gli indizi che rivelano la natura aggressiva della Cupra, pur distribuiti con equilibrio e discrezione, a un occhio attento non sfuggono affatto. Immancabile caratteristica di ogni modello Cupra (termine che sta per “Cup Racing”) sono innanzitutto le cinque piccole aperture sul porta targa, segno visivo che sottolinea le prestazioni della quale il mezzo è capace. Anche la forma della presa d’aria inferiore contribuisce a enfatizzare la stabilità e la tenuta di strada. Proprio grazie alle ampie feritoie e all’inserto a nido d’ape dal design più tridimensionale, il nuovo frontale convoglia tutta l’aria necessaria verso il motore e l’impianto frenante. In termini di audacia, il posteriore non è da meno: l’inserto nero del paraurti accentua la larghezza della vettura, mentre il diffusore e i due terminali di scarico ovali a sbalzo lasciano immaginare la potenza del sistema a monte. I proiettori full Led, di serie, hanno il merito di consumare meno energia e durare molto più a lungo. La temperatura di colore pari a 5.300 Kelvin è simile a quella della luce del giorno (5.500 Kelvin): l’affaticamento della vista si riduce. Inconfondibile, infine, il disegno a forma di freccia. Altre Cupra-manie? I cerchi in lega da 19" con finitura bicolore titanio, pinze freno tinte di rosso recanti il logo originale, lunotto e vetri posteriori oscurati, gusci neri per gli specchietti retrovisori.

Il diavolo veste Alcantara
L’abitacolo riprende il carattere degli esterni. Lo spazio anteriore per conducente e passeggero è progettato secondo dettami tutto sommato sobri: comandi dalla localizzazione intuitiva, consolle centrale estremamente funzionale, quadro strumenti pulito e ornato da finiture bicolore. Cupra fino al midollo è poi l’esclusivo volante sportivo, leggermente appiattito nella parte inferiore, dal rivestimento imbottito in pelle traforata dell’impugnatura che favorisce la maneggevolezza. I sedili vestono Alcantara: tema grigio scuro con cuciture bianche, cuscini laterali bianchi e inserto bianco nei pannelli porta. I pedali e il sottoporta? In alluminio, of course (o in nero lucido). Focus sull’illuminazione: le luci a Led nei rivestimenti delle portiere riprendono il design interiore e diffondono un clima accogliente, grazie inoltre al “Cupra Drive Profile” l’illuminazione interna si adatta alla modalità dinamica prescelta. Luce rossa in assetto “Cupra” e “Sport”, mentre nelle impostazioni “Comfort” e “Individual” esce un fascio bianco. In generale, la cura dei dettagli passa il test: cuciture precise su volante e pomello del cambio, funzionamento regolare delle bocchette per l’aria, modanature a effetto 3D, superfici piacevoli da accarezzare.

Il ruggito del Leon
Scaraventata in pista, o su strade aperte al traffico che ne esaltino il Dna da guerriera, la Leon più performante della famiglia riscrive i record del marchio a ogni passaggio sotto le fotocellule. E non solo per effetto del “trapianto” di cavalli. È anche grazie alla regolazione adattiva dell’assetto DCC, al differenziale autobloccante anteriore e allo sterzo progressivo di serie, se la Cupra 2014 raggiunge velocità notevolmente più elevata rispetto all’edizione precedente. Il prestazionale impianto frenante dalle inconfondibili pinze rosse, per “lei” appositamente progettato, è inoltre garanzia di decelerazione potente e sicura. Nel contempo, la Leon “da gara” restituisce un piacere di guida quotidiano e un livello di comfort passeggeri anche sulle lunghe percorrenze che della vettura estrema non hanno proprio niente. Chiave dell’eccezionale dinamica della Leon Cupra è la combinazione di peso ridotto e rigidità della struttura: nonostante le dotazioni complete, il nuovo modello è 55 kg più leggero della versione passata. La regolazione adattiva dell’assetto DCC è inoltre ancora più sensibile e reattiva, essendo in grado di adattare le caratteristiche di ammortizzazione alle condizioni del momento in pochi millisecondi.

DSG: Deutschland Sei Grande
Un elogio conclusivo al proverbiale DSG, gentile prestito di “mamma” Volkswagen: in alternativa a un classico cambio manuale a sei rapporti, con scatola leggera in magnesio e innesti brevi, rapidi e precisi, la dinamica della Cupra può essere governata dal miglior automatico doppia frizione disponibile su vetture medio piccole. Fluido, veloce, intelligente: il DSG sembra leggere nel pensiero del guidatore e assecondare le sue richieste di maggior ripresa o, al contrario, di marcia il più possibile economica. Il conducente può utilizzare il selettore o i comandi al volante (disponibili a richiesta). Oltre alla modalità manuale, sono ovviamente disponibili i programmi completamente automatici: la modalità “D” è configurata per una guida a bassi regimi e parca nei consumi, mentre la mappatura “S” è studiata per uno stile di guida sportivo e regimi del motore più elevati. In manuale o in automatico, in circuito o su strada, a 3 o 5 porte: la Leon Cupra tiene vivi i sogni dei giovani “smanettoni”. E protegge la fama sportiva che Seat, crisi o non crisi, conserva dalla notte dei tempi..




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