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Seat Mii Ecofuel: il Metano una scelta efficace

Seat Mii Ecofuel: il Metano una scelta efficace

Perché Seat? Perché ha visione d’insieme. E sa piazzare sul mercato, su saggio impulso di “mamma” Volkswagen, il modello giusto al momento giusto.

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Mii Ecofuel è l’ennesimo esempio. Le vie del Signore sono infinite, quelle del risparmio - purtroppo - no. Anche dopo aver rimborsato in toto il finanziamento per l’acquisto, l’auto continua ad essere fonte di spesa. E oggi che le tasche degli italiani si alleggeriscono a vista d’occhio, la scelta del carburante al quale votarsi per i successivi 5-6 anni fa più che mai la differenza tra un progetto sostenibile e uno - economicamente parlando - fallimentare. E allora: benzina? Gasolio? No grazie, vado a “gas”. Oltre alla classica Panda, da qualche mese i fan delle utilitarie a metano possono finalmente pescare da un mazzo più ricco. Che conta una carta in più, anzi tre.

Già, perché se è vero che tra VW up!, Skoda Citigo e Seat Mii le differenze si contano sulle dita di una mano, e si limitano ai tratti di stile che marcano la coerenza all’uno o all’altro marchio del Gruppo (Volkswagen), è altrettanto vero che ognuna di esse diffonde nel traffico un messaggio diverso. A Seat tocca storicamente difendere il lato sportivo: ma a dire il vero, di “racing”, la Mii alimentata a gas naturale conserva ben poco. È semmai alla razionalità di esercizio, che è orientata la piccola spagnola di passaporto tedesco (e cittadinanza slovacca, dato l’assemblaggio nel sito VW di Bratislava).

Mii piaci
La citycar che all’interno della singolare “troika” a motore rappresenta il marchio Seat comunica fin dal primo sguardo l’appartenenza alla propria famiglia. Mii è infatti auto dal design purista, attuale e dinamico al punto giusto. Le linee che la tratteggiano sono essenziali, ma è proprio così che esprimono al meglio la qualità stilistica del prodotto. Volumi e superfici sono inoltre ben strutturati, mentre ogni singolo dettaglio racconta di un processo produttivo portato a termine con la massima precisione. È il classico profilo “a freccia”, anche sul frontale della Mii, a contraddistinguere l’immagine del brand: la calandra a forma trapezoidale, la griglia sportiva a nido d’ape, la cornice nera, il logo Seat disposto centralmente e il disegno a “V” del cofano sono ormai elementi inconfondibili. Gli ampi gruppi ottici contribuiscono dal canto loro a conferirle un look deciso. La presa d’aria inferiore è perfettamente integrata nel paraurti, così come le linee orizzontali valorizzano visivamente la larghezza della vettura.

Ai marcati passaruota e alla linea che corre sotto i finestrini il compito invece di caratterizzare la fiancata. Il posteriore è infine individuato da spoilerino e luci triangolari, per una sagoma inconfondibile anche al buio. Proprio la verticalità del portellone racchiude il segreto dell’eccezionale (almeno per la categoria) spaziosità della Mii. Leggermente frizzante Mii anche è una delle vetture più leggere del segmento A: la versione base pesa solo 854 kg (senza conducente). Il segreto risiede nel peso della scocca: solo 270 kg, comprese le parti mobili. Nonostante la leggerezza, la struttura garantisce rigidità e precisione di comportamento.

Una carrozzeria da peso piuma è quella inoltre che ha permesso agli ingegneri di optare per propulsori, impianto di scarico, cambio, serbatoio e componenti della trasmissione più compatti. Un ulteriore punto di forza da spendere contro la concorrenza è poi l’ottimo comportamento per quanto riguarda acustica e vibrazioni: la rumorosità interna è piuttosto limitata, e la sensazione di solidità è quasi pari a quella di una vettura di livello superiore. Anche l’aerodinamica è stata accuratamente perfezionata: lo spoiler anteriore convoglia l’aria in modo mirato al sottoscocca, mentre i deviatori di flusso la incanalano nei passaruota. Grazie a una superficie anteriore di 2,07 mq, il coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) è infine pari a 0,32.

A metano vai lontano
Ma andiamo ora dritti al cuore del “tema” Ecofuel. Se il prezzo al Kg si aggira attorno a 1 euro, la spesa per percorrere 100 km ammonta a 3 euro scarsi (2,9 kg/100 km), un dato che a ben guardare ricalca quello promesso dalla tanto attesa – ma ancora zoppicante – auto elettrica. Autonomia? 350-400 km di indipendenza dalle stazioni di rifornimento sono garantiti anche a chi maltratta l’acceleratore. Meglio, ovviamente, “mappare” in anticipo il territorio e memorizzare le coordinate dei distributori. Un problema, vista la copertura piuttosto capillare di cui si fregia il Nord Italia, che interessa in ogni caso solo chi si avventurasse in lunghi viaggi. La minoranza, considerata la natura prevalentemente urbana della Mii. Un errore, invece, fare eccessivo affidamento sulla “scorta” di verde (10 litri), il carburante cui tocca comunque ogni avviamento a freddo: l’indicatore sul quadro strumenti scende a vista d’occhio. Proprio scegliendo di sacrificare il suo lato a benzina, d’altra parte, Mii Ecofuel è stata omologata come vettura ad alimentazione “monofuel”, etichetta che garantisce particolari agevolazioni sulla tassa di proprietà. Mii & Stop Oltre che per le proprie qualità “anticrisi”, la Mii merita comunque considerazione anche come auto graziosa (che passi avanti, rispetto alla Arosa), agile, soprattutto “tascabile” al momento di sgattaiolare via da un ingorgo o “affittare” un posteggio tra i borghi ostili del centro storico. La versione base del motore, tre cilindri e una cubatura di 999 cc, eroga una potenza di 60 CV a 5.500 giri/minuto. La coppia massima di 95 Nm viene raggiunta a un regime compreso tra 3.000 e 5.000 giri, e poiché il 90% viene rilasciato nell’elastico tra 2.000 e 6.000 giri, la buona reattività e la progressione del motore sono garantite in un ampio spettro di regimi. La Mii Ecofuel ha la stessa cilindrata e i medesimi valori di alesaggio (74,5 mm) e corsa (76,4 mm), ma si stabilizza a quota 68 CV. A vettura ferma, con la leva del cambio in folle e quando il conducente solleva il piede dal pedale della frizione, il sistema Start & Stop spegne il motore. Non appena la frizione viene nuovamente azionata, un motorino di avviamento con potenza maggiorata riavvia il propulsore in maniera rapida e abbastanza silenziosa. Grazie alla batteria potente e a lunga durata, le funzioni del dispositivo rimangono attive anche alle basse temperature. Lo Start & Stop arriva a ridurre il consumo di carburante nel ciclo urbano fino a una quota del 6%.

Cambiare non è un peso
L’asse anteriore della Mii presenta una configurazione con schema tipo McPherson, con bracci di controllo fissati a un sottotelaio in acciaio ad alta resistenza. L’asse posteriore sfrutta invece sospensioni con barra torsionale. Gli alberi di trasmissione compatti sono molto leggeri: anche il volante contribuisce alla riduzione del peso grazie alla struttura in magnesio. Il piantone dello sterzo è regolabile in altezza, e si adatta a vari stili di guida. La trasmissione della potenza alle ruote anteriori avviene, in tutte le motorizzazioni, attraverso l’innovativo cambio manuale a 5 rapporti dalle dimensioni estremamente compatte. La scatola leggera in alluminio pressofuso pesa solo 3 kg: da soli, lo spessore dei componenti (calcolato con la massima precisione) e le nervature permettono di ridurre il peso di 400 grammi. Per ottenere un valore ancora inferiore si è infine optato per un albero di trasmissione cavo. Il cambio manuale pesa appena 25 kg, compreso l’olio, e si attesta tra i più leggeri del mercato. Il quinto rapporto di trasmissione, particolarmente lungo, aumenta l’efficienza alle alte velocità. Grazie all’indicatore di cambio marcia sul quadro strumenti (di serie), la Mii “fa scuola” e aiuta il conducente a mantenere uno stile di guida il più efficiente possibile. Semplice sì, povera no Contrariamente all’immagine trasmessa dall’esterno, l’abitacolo non è sacrificato: non certo in prima fila, dove anche le persone di statura alta si ritagliano una posizione di guida rilassata. Stile ispirato al buon gusto e funzionalità a tutto tondo sono in sintesi le caratteristiche che contraddistinguono gli interni della Mii. L’ergonomia degli strumenti e dei comandi si adatta perfettamente alle superfici, personalizzabili grazie alle finiture e ai pannelli colorati delle diverse linee di allestimento. La plancia? Essenziale, ma chiara e completa. Essa ospita i comandi del climatizzatore e i pulsanti di altre funzioni quali luci di emergenza, riscaldamento sedili e lunotto termico. Nella parte immediatamente inferiore, invece, trova spazio l’impianto audio: disponibili a richiesta radio CD e lettore Mp3, oltre alla presa Aux-In per la connessione di lettori Mp3 esterni. Per rendere la Mii ancor più pratica, le portiere alloggiano un contenitore per bottiglie da 1 litro di capacità, mentre i portabicchieri sono presenti nella consolle centrale, nella parte posteriore del tunnel centrale e ai lati dei sedili posteriori (per un totale di quattro). La consolle ospita inoltre una presa a 12 volt. La versione base della Mii è infine dotata di un cassetto portaoggetti aperto che a partire dalla versione Style è chiuso e dotato di pratici portapenne e portaocchiali.

Seat, l’anticrisi
Con un volume di 251 litri, il vano bagagli è uno dei più capienti della categoria: una volta abbattuti gli schienali dei sedili posteriori, la capacità raggiunge i 951 litri. In definitiva, se tra i difetti è pur sempre giusto citare i limiti dinamici che l’alimentazione a metano per natura comporta (abbandonata la città, il 3 cilindri ansima) e i limiti di autonomia dovuti a un serbatoio benzina pensato per le sole emergenze, in vantaggi di un prodotto come Mii superano abbondantemente le voci negative. Riguardano innanzitutto i consumi, come ovvio: a chi vive tempi di “austerity”, il metano dà una grossa mano. Quanto agli ingombri, la mini-Seat si cuce addosso anche i posti auto più angusti e salva una grossa quota di stress. Citazione finale per la qualità: per essere una citycar, la cura dei dettagli in effetti sorprende. In allestimento Style, lo step intermedio, la Ecofuel costa 13.150 euro: la distanza con la 1.0 standard consiste in 2.050 euro in più e 7 CV in meno. Ma una volta percorsi 50.000 km, il fatidico punto di pareggio viene raggiunto. E il salvadanaio inizia a tintinnare.




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