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Sicurezza a rischio senza protezione informatica

Sicurezza a rischio senza protezione informatica

Garantire la protezione delle auto da eventuali attacchi informatici o sabotaggi esterni è una sfida quanto mai attuale.

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Il problema era già balzato agli onori della cronaca lo scorso anno, quando i due hackers statunitensi Charlie Miller e Chris Valaseck avevano dimostrato come sia possibile interferire sul funzionamento di freni e sterzo di un’auto connettendo un semplice portatile alla vettura. La prova effettuata su una Ford Escape e una Toyota Prius ha creato un precedente importante sulla sicurezza informatica di vetture sempre più connesse comandate da software e centraline elettroniche.

Miller e Valaseck hanno infatti dimostrato che la vulnerabilità è concreta anche in modalità wireless (senza cioè connettersi direttamente via cavo alla vettura) e addirittura via internet. Su 24 modelli di vetture esaminate, almeno tre modelli sono risultati fortemente attaccabili: si tratta di Infiniti Q50 e Jeep Cherokee MY 2014 e di Cadillac Escalade MY 2015. Critica anche la situazione per quanto riguarda la Toyota Prius MY 2010 e 2014. Il rischio è enorme e ad ampio spettro. Il software che gestisce ogni parametro di funzionamento delle vetture moderne potrebbe essere attaccato come succede per i nostri computer attraverso e-mail. Le porte di più facile accesso per un potenziale “sabotatore” sono il Bluetooth ed i sistemi di connessione mediante smartphone servendosi di apposite app, per arrivare addirittura a file che simulano normali tracce musicali acquisibili tramite impianto audio e che invece sono veri e propri virus pronti a corrompere funzioni vitali dell’automobile. I sistemi di difesa sono analoghi a quelli dei più evoluti anti-virus per computer per impedire l’accesso dati in entrata se non da server certificati dalla Casa costruttrice.

Diversi costruttori stanno già correndo al riparo ingaggiando società specializzate per proteggere fin dalla nascita tutti i nuovi modelli. “Il maggior rischio - confessa Carlo Del Bo, Executive Advisor della società BizEmpowerment SA di Lugano che si occupa della gestione proattiva dei rischi di Security e Cyber Defense - è che ogni autovettura possa diventare vulnerabile ed attaccabile dall’esterno. A tendere, l’auto sta diventando un vero e proprio device mobile connesso a diverse APIs come Apples CarPlay, Google Automotive ed altre che, se ha­ckerate, potrebbero creare importanti problemi alla guida”.La finzione del film “Tomorrow never dies” del 1997, in cui James Bond usava il suo cellulare per telecomandare la BMW 750i, sta diventando molto velocemente realtà. In un futuro sempre più orientato verso la guida autonoma, l’azione di hackers capaci di prendere il controllo dell’elettronica anche di una sola automobile potrebbe avere conseguenze assimilabili ad un vero e proprio attentato terroristico.




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