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Skoda Fabia RS – Prova su strada

Skoda Fabia RS – Prova su strada

Potenza, tecnologia, divertimento alla guida. Ecco le caratteristiche che fanno di Skoda Fabia RS un autoveicolo destinato ad essere un best seller sul mercato!

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Automobili Skoda, vetture di ottima fabbricazione e rassicurante parentela Volkswagen ma con un passato di rappresentanza del Partito Comunista cecoslovacco che di certo non aiutava, fino all’altro ieri, ad attribuire al marchio della Freccia alata lo stesso appeal di altri brand del Gruppo come Audi o Seat. Ebbene: ci pensa la Fabia RS, col suo carico di potenza (180 CV), tecnologia (cambio DSG, differenziale XDS) e divertimento di guida, a contraddire una fama che dopotutto Skoda già da un decennio tentava di bonificare attraverso la partecipazione, in veste più o meno ufficiale, ai più prestigiosi circuiti rallistici internazionali. Senza contare che la ultrasecolare tradizione sportiva di Skoda non è seconda a nessun’altra, e che forse solo nel nostro Paese un modello della Casa ceca non si fa preferire anche per le proprie qualità dinamiche e per il blasone racchiuso in quelle cinque letterine magiche. Per rinverdire - è il caso di dirlo - i fasti che furono, in Cechia hanno rispolverato la sigla vRS, desinenza di cui, in ogni caso, già si fregiava anche la Fabia di precedente generazione (2003). Ma il sapore che ci conquista non appena assaggiamo le insospettabili virtù termodinamiche della seconda Skoda del listino - in ordine crescente dopo la recente Citigo - è ancor più inebriante che su ogni modello antenato. A ogni gioiello il suo prezzo: in 21.450 euro ci sta una Golf TDI.

Poco fumo, tanto arrosto
Fabia sta a Skoda come Polo sta a “mamma” Volkswagen. Proprio così, sotto una carrozzeria notevolmente personalizzata si cela in realtà la stessa piattaforma meccanica della best seller tedesca, dalla quale la sorella di sangue slavo eredita anche buona parte delle soluzioni tecniche e funzionali. Vogliamo iniziare il nostro test dalla sfera artistica? Data alla luce nel 2007 e sottoposta a restyling di metà cammino nel corso del 2010, l’utilitaria ceca - intesa in ogni sua variante - si offre come saggia alternativa ad altre proposte “interne” come Ibiza e appunto Polo, ma anche a competitor globali tipo Punto, Clio, Peugeot 208, Citroen C3, Opel Corsa e Ford Fiesta, giusto per non oltrepassare i confini continentali. Lunga 4 metri secchi, larga 1,64 m e alta 1,49 m, in termini di ingombri esterni la Fabia di secondo conio si posiziona all’incirca nel cuore del segmento B.

Pur rinfrescata dal kit di aggiornamenti messo a punto due anni fa, la linea della nostra candidata non è esattamente di quelle che trafiggono il cuore al primo sguardo. Non fosse per una coppia di fari anteriori sufficientemente avvolgenti e ammiccanti e, almeno nel caso della RS, un disegno specifico per la griglia del paraurti, un set di cerchi in alluminio Gigaro da 7Jx17 che risaltano come diamanti e la tinta del tettuccio a contrasto col resto delle lamiere, oltre ovviamente al logo vRS calamitato alla calandra cromata, una Fabia passerebbe quasi inosservata. Di certo, non trasmette quella voglia di fare a “sportellate” della quale, in realtà, la versione top di gamma non è mai sazia. Abbiamo un’auto che insomma, almeno ferma in sosta, non infonde sentimenti incontenibili ma che tuttavia marca un sensibile balzo in avanti nei confronti della variante pre-restyling. Proprio grazie all’effetto tridimensionale cercato dai gruppi ottici, l’intera fiancata appare più slanciata e meno scolastica. Il portellone posteriore è a sua volta delimitato da luci che, una volta accese, riproducono la stessa forma a C comune a tutti i modelli Skoda. Ma qui siamo in territorio RS: ecco allora che sbucano anche l’immancabile spoilerino e il doppio terminale di scarico.

A lezione di tedesco
È ora il momento di rompere il ghiaccio con gli interni: e una volta a bordo, tutto sommato, l’aroma metallico di cavalli e newtonmetri si fa d’un tratto più denso. Le differenze con la Fabia “civile” risiedono nei sedili sportivi adattabili manualmente in senso verticale e longitudinale, sia lato guida che passeggero, nel volante in pelle a tre razze – regolabile anche in profondità - con paddles e comandi audio incorporati, infine nell’acciaio molto “racing” della pedaliera. La plancia è di colore ricercato: sfogliando la carta d’identità, apprendiamo che la speciale tinta è ribattezzata Onyx. A ricordare la natura del prodotto compaiono, cuciti agli schienali e ai tappetini così come verniciati su bracci del volante e pomello del cambio, loghi multipli vRS in grigio, verde e rosso fuoco. Per avvertire uno stile familiare a ogni vettura del Gruppo VW, ai palati degli intenditori dovrebbe bastare il gesto di apertura porte, accompagnato proprio dalla loro resistenza, dal peso e dal suono “caldo” che distinguono le componenti di migliore qualità.
Le morbide stoffe delle sedute e le plastiche schiumate del cruscotto rafforzano la percezione di cura dei dettagli cui Skoda ha in fondo viziato la propria affezionata clientela sin dal millennio scorso. Mettersi a proprio agio con il corpo, adagiati su supporti impercettibilmente rialzati rispetto a quanto avviene su una comune utilitaria, è un gioco da ragazzi sia per chi occupa la prima fila, sia per i due (ma anche tre) occupanti del divano posteriore, protetti tra l’altro da vetri oscurati. Quanto alle caratteristiche del bagagliaio, 315 litri che schizzano a quota 1.180 litri se si abbattono i sedili adiacenti, esse non saranno da giardinetta ma accontentano di gran lunga le esigenze di una coppia in vacanza. Per capienze maggiori, orientarsi su Roomster o Fabia Wagon. Il programma strumenti avrà anche ben poco di fantasioso, ma ciò che conta è che al secondo giorno di convivenza con una Fabia il proprietario, con leve, pulsanti e manopole, ha già raggiunto una notevole dimestichezza. La capienza delle tasche interne delle portiere, dell’alloggio alla base della consolle centrale, inoltre del duplice cassetto portadocumenti è un autentico invito a svuotarsi le tasche. Persino la custodia occhiali che “scende” dal soffitto sembra progettata con cura da auto di lusso. L’esemplare a nostro uso e consumo è provvisto anche di navigatore satellitare Amundsen (700 euro) con display touch da 5”, climatizzatore automatico con filtro antipolline Climatronic (320 euro) e sensori di parcheggio posteriori con ausilio grafico e acustico (320 euro).




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