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Skoda Rapid Spaceback Test Drive

Skoda Rapid Spaceback Test Drive

“Spazio” alla ragione: razionalità e pragmatismo con abitabilità record e “vista panoramica”.

Video  Skoda Rapid Spaceback pronta per il debutto

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La crisi non molla la presa e Skoda tende la mano. La Freccia Alata chiama a rapporto la propria berlina economica e le regala una sorella, variante dal potenziale assai più adatto a competere con le alternative tradizionali di segmento C. Rapid Spaceback è pura ragionevolezza su quattro ruote: abitabilità, logica, forme semplici ma non banali, infine dimensioni a mezza via tra una station wagon e una compatta in senso stretto. E una gamma di prezzi (da 16.400 euro a 22.590 euro) che in rapporto al servizio erogato – e all’implicita garanzia di un Gruppo ipersolido come Volkswagen - non teme alcun assedio. Scende dalla Repubblica Ceca un’auto alla quale il termine “low-cost” veste stretto: non chiede indietro grossi sacrifici, la Spaceback. Meglio allora riferirsi alla mini-familiare mitteleuropea come a un prodotto “low-profile” e soprattutto “low-risk”. Certo, pretendere dalla Rapid a due volumi un comportamento dinamico e un livello di equipaggiamento da vettura “premium” sarebbe un errore: il comfort è lontano dalla definizione di “lusso”, mentre la vita a bordo si svolge all’insegna del pragmatismo, con ben poche concessioni ai lampi di fantasia. Ma in fondo, meno male che – mai come oggi - proposte di questo genere esistono.

Cuore e denari
Immaginando il mercato auto come un mazzo di carte, lei non sarebbe di certo l’asso di cuori. Alla Rapid Spaceback calza tuttavia a pennello il paragone con un bel tre di denari, figura dal valore di presa appena inferiore. Un “carico” a tutti gli effetti è invece il bagagliaio: 35 litri di capienza in più (415 litri) rispetto alla Golf, assoluto player di riferimento che alla cassa è mediamente 2.000 euro più cara, ma che dopotutto risponde allo stesso padre padrone. La Rapid con portellone non è di quelle compatte che ispirano amore a prima vista: né per la silhouette esterna, niente di più che una ordinaria divisa da impiegato, né per quanto riguarda l’abitacolo, funzionale ma piuttosto anonimo. L’ultima nata in casa Skoda mostra in ogni caso la sua immagine migliore da una prospettiva laterale e posteriore: complici montanti sottili e cristalli dalla superficie ampia, il profilo risulta tutto sommato sportivo e raffinato, frutto di uno schema interasse (2.602 mm) pensato proprio per spremere dinamismo anche da un genere di automobile tutt’altro che votato alle corse. Per la conformazione stessa della fiancata, inoltre, la luminosità di bordo risulta ottimale. E la visuale periferica ringrazia a sua volta.

Skoda, guarda al cielo!
La Spaceback è lunga 4.304 mm, quindi 179 mm più corta rispetto a Rapid berlina. Lo sbalzo posteriore risulta così più contenuto e contribuisce a plasmare un’immagine esterna più giovanile, quasi sportiva. Dal canto suo, il posteriore esprime ora con più convinzione concetti di solidità e capacità di carico. Tratti abbastanza essenziali e forme pulite enfatizzano poi lo sviluppo prevalentemente orizzontale delle linee complessive. Oltre che dai gruppi ottici posteriori, dal tipico design a forma di “C”, la larghezza dell’auto è infine messa in risalto dal diffusore nero e dalle linee stampate nella lamiera della carrozzeria a formare un elegante triangolo su entrambi i lati del portellone. Altro “plus” è il tetto panoramico in vetro: può essere ordinato separatamente e al momento è il più grande mai montato su una Skoda. Esso infatti misura 1.713 × 1.155 mm, di cui 1.210 × 780 mm in vetro, e si estende dal parabrezza fino al lunotto, regalando ai passeggeri una scenografica vista del cielo. Se necessario, il tetto in vetro può in ogni caso essere oscurato completamente tramite due appositi elementi. Stil Ceco Il frontale è in tutto e per tutto simile a quello della berlina, almeno fino all’altezza del montante centrale. Colpisce per la sua sobria eleganza e tutti quei piccoli accorgimenti volti ad enfatizzarne visivamente la larghezza: la caratteristica calandra a 19 listelli verticali al centro, incastonata in una raffinata cornice cromata, il logo Skoda di nuova concezione integrato nella griglia del radiatore, inoltre i gruppi ottici in particolare evidenza. Larghi e pronunciati, i fari sono tra l’altro disponibili anche allo Xeno: a catalogo, anche un esclusivo pacchetto che comprende fendinebbia con luci dalla funzione curvante. Altro inconfondibile elemento di design è rappresentato dal lunotto esteso, disponibile in combinazione con il tetto panoramico. Questa soluzione consente al vetro oscurato del lunotto di spingersi per altri dieci centimetri più in basso nel portellone rispetto al lunotto tradizionale, così allargando notevolmente la visuale. Per varietà e gusto estetico, anche i cerchi meritano una menzione: esistono otto diversi design in acciaio e lega di alluminio, da 14”, 15”, 16” e 17”, compresi quelli speciali da 17" del pacchetto “StylePlus”.

Qui si bada al sodo
Essenzialità e precisione: al momento di lavorare sugli interni, i designer si sono lasciati guidare da questi due criteri, al bando i voli pindarici. La qualità dei materiali è abbastanza buona, mentre la plancia risulta spartana ma ordinata, con gli elementi di comando disposti in modo ergonomico e facilmente raggiungibili. Grazioso il volante a 3 razze regolabile in altezza e profondità: a seconda dell’allestimento, sono disponibili cinque diverse varianti a livello di materiali e funzionalità. Chi desidera interni più sportivi potrà poi optare per il “Pacchetto Dynamic”: volante, pomello del cambio e leva del freno a mano rivestiti in pelle, sedili sportivi speciali nelle combinazioni cromatiche nero/rosso o nero/argento, pedaliera in acciaio inossidabile e listelli decorativi in tonalità “Bianco Piano”. Il “Pacchetto Interni” pone invece l’accento sulla funzionalità: reti sui lati interni dei sedili anteriori, supporti per dispositivi multimediali e vani portaoggetti nei pannelli interni delle porte. Spazio alla Skoda Sempre a proposito di personalizzazione: la Rapid Spaceback viene proposta in tre linee di allestimento, “Active”, “Ambition” ed “Elegance”. Con le ultime due equipaggiate di listelli decorativi per il cruscotto, speciali tappezzerie per i sedili, display multifunzione, specchietti retrovisori e maniglie esterne in tinta, sedile del conducente regolabile in altezza e altri optional. La dotazione di sicurezza è comunque completa sin dal livello “Active”: ABS ed ESC, diversi airbag (lato guida, passeggero anteriore, per la testa e laterali), predisposizione Isofix sui sedili posteriori, luci di marcia diurna e cinque cinture di sicurezza a 3 punti. Tra le dotazioni comfort, a bordo figurano invece servosterzo, chiusura centralizzata e alzacristalli elettrici. I passeggeri anteriori godono di larga libertà di movimento: qualche dubbio lo solleva giusto il bracciolo centrale, forse un po’ troppo alto. Leggermente più “incasellati” gli inquilini di seconda fila: in tre si sgomita, in due si viaggia invece assai comodi (64 mm di spazio alle ginocchia e 980 mm per la testa, quasi 1 cm in più rispetto alla berlina).

Rapida ma “dura”
La gamma motori abbraccia quattro benzina (1.2 75 CV, 1.2 TSI 86 CV e 105 CV, 1.4 TSI 122 CV) e due turbodiesel (1.6 TDI 90 CV e 105 CV). Scegliamo il 1.6 TDI 105 CV (da 19.450 euro), soluzione ideale per chi macina chilometri e non molla lo sguardo dall’indicatore dei consumi (4,4 l/100 km dichiarati, poco di più alla prova pratica). Si ruota la chiave e il propulsore si mette al lavoro con regolarità e piglio deciso, dimenticando tuttavia di…abbassare il tono di voce. I rivestimenti fonoassorbenti sono evidentemente insufficienti per arginare la classica invadenza di un quattro cilindri a gasolio, ma in fondo il 1.6 compie pienamente il suo dovere (0-100 km/h in 10,3 secondi, velocità massima 190 km/h) e non chiede nemmeno un “salario” eccessivo, quindi va promosso. Nessuna indulgenza, invece, meritano le sospensioni, piuttosto restie a filtrare le irregolarità della strada: tutto ok, finché non si affronta un gradino, un tombino, peggio ancora una infida buca.

Simply Skoda
Per concludere: quanto a spazio interno (prima fila di sedili e bagagliaio gareggiano col top della categoria), consumi medi (la “dieta” del 1.6 TDI consiste di 5 litri scarsi ogni 100 km) e “ratio” qualità/prezzo (Spaceback come simbolo del “value for money” secondo Skoda), la Rapid disegnata per i palati occidentali supera brillantemente la prova. Sospensioni e design interno le materie invece che rimangono sotto osservazione: d’accordo la razionalità, ma non si poteva proprio “osare” un pelo in più? Dal Gruppo Volkswagen escono proposte per tutte le tasche, e a scegliere Skoda si fa un affare qualunque sia la misura di carrozzeria. Eppure la Spaceback – variante a cinque porte della Rapid, berlina pensata soprattutto per i Paesi emergenti – sembra incarnare meglio di altri modelli l’essenza dello storico marchio boemo: pochi fronzoli e tanta sostanza, in un prodotto di taglia “M” che strizza l’occhio a quelle giovani famiglie che hanno le loro sacrosante esigenze, ma non navigano nell’oro..




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