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Smaltimento Pneumatici - Ecomafie

Smaltimento Pneumatici - Ecomafie

Un rapporto di Legambiente lancia l’allarme: secondo Ecopneus (Produttori di pneumatici), ogni anno spariscono 100.000 tonnellate di gomme fuori uso per auto, un quarto di quelli in commercio. Per le mafie, un business da due miliardi in cinque anni.

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Dove finiscono gli pneumatici fuori uso, detti anche PFU? Legambiente fornisce dati drammatici. Secondo le stime elaborate da Ecopneus (Produttori di pneumatici), ogni anno spariscono 100.000 tonnellate di PFU, un quarto degli pneumatici immessi in commercio nello stesso arco di tempo. Destinazione, mercato illegale, traffici nazionali e internazionali, discariche abusive. Dal 2005 a oggi, sono state individuate 1.049 discariche illegali, per un’estensione che supera ampiamente i 6 milioni di metri quadrati. Una superficie complessiva grande quanto 800 campi da calcio.

Di qui la lotta di Ecopneus, società consortile nata nel 2009 per gestire il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso in Italia, creata da Bridgestone, Continental, Goodyear, Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli. Obiettivo, gestire larga parte delle oltre 350.000 tonnellate di PFU generate ogni anno in Italia: i soci che hanno costituito Ecopneus rappresentano oltre l’80% del mercato nazionale.

Per combattere le ecomafie, il sistema Ecopneus garantisce l’identificazione tutti i punti della generazione del rifiuto-pneumatico. C’è poi la mappatura di tutti i gommisti, delle stazioni di servizio, officine e dei punti dove avviene il ricambio dei pneumatici. Altro punto importante: l’ottimizzazione della logistica, attraverso un’organizzazione del trasporto dei PFU. E ancora, la promozione di nuovi impieghi dei PFU, il monitoraggio e la rendicontazione, che eviteranno la dispersione dei PFU verso flussi illegali.

Perché le ecomafie sono così addentro il sistema che le inchieste contro l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti inerenti i PFU sono state finora ben 19, con 58 ordinanze di custodia cautelare, 413 denunce, 122 aziende sequestrate. Parliamo di livello internazionale: coinvolti Cina, Hong Kong, Malaysia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal.

Le conseguenze di "copertone selvaggio" sono drammatiche. Ambiente massacrato dalla gomma. Degrado paesaggistico. Il volume ingombrante e la loro sostanziale indistruttibilità sono un elemento immancabile, con enormi danni quando qualcuno decide di incendiarli. Inoltre, la forma cava e la particolare miscela dei materiali fa sì che il copertone mischiato ad altri rifiuti stia a galla in discarica, trattenendo all’interno acqua piovana, dove vivono zanzare e topi.

E "copertone selvaggio" causa una perdita economica per lo Stato di 143,2 milioni di euro l’anno (Iva sulle vendite). Mancati ricavi degli impianti di trattamento, costretti a lavorare a regimi ridotti a causa della fuoriuscita degli PFU dal ciclo legale: 150 milioni di euro l’anno. Costi di bonifica delle discariche abusive di PFU sequestrate nel periodo 2005-settembre 2010: 400 milioni di euro.




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