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Sosta selvaggia in piazza

Sosta selvaggia in piazza

Le storiche piazze italiane deturpate dalla sosta delle auto: lo denuncia Legambiente. Tutto vero. Così come è vero che le città fanno poco per agevolare la vita degli automobilisti: pochi parcheggi. Quelli che ci sono, costano come il fuoco.

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Le città esplodono di traffico, le amministrazioni locali non agiscono nella direzione giusta: pare un gioco al massacro, fatto di ticket d’ingresso al centro, strisce blu per la sosta a pagamento, ausiliari del traffico pronti a multare. In questo contesto, c’è pure chi esagera, parcheggiando lì dove non dovrebbe. La denuncia arriva da Legambiente: in tanti luoghi storici d’Italia, monumenti antichi o geometrie medievali altro non sono che gli spazi che delimitano garage di lusso. Anche per volere dei Comuni stessi.

La prova? Questi spazi di Torino, Genova, Roma, Padova, Milano, Napoli, Siena, Brescia, Verona, Bologna e Palermo Legambiente li ha fotografati e li ha inseriti in un dossier intitolato "Questa piazza non è un parcheggio", con l’obiettivo di stimolare i sindaci a immediate ordinanze di pedonalizzazione.

Nel mirino, le amministrazioni locali, che non sono in grado di migliorare la vivibilità urbana restituendo queste poche centinaia di metri quadrati ai cittadini.

E resta sempre improponibile il discorso dei mezzi pubblici alternativi alle macchine: fesserie. Tram e bus e treni sono sporchi e inadeguati.

Il primo esempio è Piazza San Zeno a Verona. Ospita la basilica omonima, capolavoro di arte romanica, un monastero che tra il IX e il XII secolo fu il più ricco e potente della città, chiostri, giardini e orti. Adesso è un mega parcheggio. Altri casi? Siena, Piazza Provenzano, dominata dalla chiesa di Santa Maria di Provenzano, si trova in pieno centro storico, a un passo da piazza del Campo: nonostante sia all’interno della ZTL, auto e motorini sono parcheggiati ovunque. E poi Palermo, Piazza Bellini, dominata dalle chiese della Martorana e di San Cataldo, rappresenta il centro civico della città medievale. Adibita a parcheggio per i consiglieri comunali, oggi è aperta a tutte le auto nonostante il Comitato per lo spazio pubblico ne chieda la chiusura permanente ai veicoli.

Per non parlare di Piazza Vittorio a Torino, orgoglio dei torinesi per essere la più grande piazza d’Europa interamente porticata. Pedonalizzata nel 2006 per i giochi olimpici invernali, nelle notti del fine settimana è presa d’assedio da centinaia di auto in sosta selvaggia. D’altronde, se non lì, la macchina dove si lascia?

Piazza Sant’Ambrogio, invece, è uno dei luoghi simbolo di Milano e la basilica da cui prende il nome una delle più antiche chiese della città. L’amministrazione comunale ha, però inserito la piazza nel piano parcheggi del 2000, contro il parere di architetti, storici dell’arte e residenti: il progetto prevede 5 piani interrati per una capienza di 581 posti auto e 70 posti per motociclette. Preoccupa la costruzione della rampa di accesso che altererebbe la natura della piazza.

Altro angolo di città da preservare e valorizzare è piazza Aldrovandi a Bologna, a ridosso della vecchia cerchia muraria dei Torresotti e all’interno di quella del XIII secolo che circoscrive una zona dall’accesso limitato agli autoveicoli. Nonostante i divieti, il traffico in piazza non è trascurabile, a scapito della bellezza dei portici, degli alberi e del secolare mercatino.

Napoli, per quanto riguarda il traffico, è in condizioni disperate. Figuriamoci per la sosta. Suscitò sogni e speranze degli ambientalisti, la pedonalizzazione di Piazza Trieste e Trento (dove vige attualmente un divieto di sosta, spesso non rispettato) e di Largo Castello, nell’ambito di un progetto che prevedeva di pedonalizzare tutta l’area tra Piazza del Plebiscito e il Maschio Angioino. Ma piazza Castello è diventata l’area di sosta dei Citysightseeing, i bus a due piani per turisti. L’amministrazione comunale vi ha, inoltre, recentemente istituito uno di due nuovi parcheggi. L’altro è sugli spalti del Maschio Angioino.

E Roma? Qui Legambiente ha fotografato piazza delle Cinque Scole, al ghetto. Nel 2005, i residenti protestarono a gran voce contro l’uso da "parcheggio di interscambio" che veniva fatto della piazza e la pavimentazione sconnessa, e chiesero l’inserimento nella Ztl diurna e notturna.

C’è perfino il Colosseo, dove con la parziale chiusura alle auto nel 1980 è nata la prima isola pedonale italiana. Pedonalizzazione parziale, così che il monumento italiano più noto al mondo e più visitato dai turisti è ancora degradato al ruolo di spartitraffico..




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