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Spy story Renault - Storia risolta

Spy story Renault - Storia risolta

Pareva che Renault fosse vittima di spionaggio industriale: segreti sulle auto elettriche venduti ai cinesi. Licenziati tre manager della Casa francese. Alla fine, si scopre che la spy story non è mai esistita. E il numero due Pélata si dimette.

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Nessuno spionaggio industriale: tante scuse da parte di Renault ai quattro manager accusati di aver venduto segreti sulle auto elettriche ai cinesi; e, ora, le dimissioni del numero due del Gruppo Renault-Nissan, Patrick Pélata. Ma partiamo dall’inizio della presunta spy story, cioè da gennaio 2011, quando Renault sospende tre suoi dirigenti con l’accusa di essere al servizio del nemico cinese, che vuole i segreti dell’auto elettrica, su cui i francesi hanno investito quattro miliardi di euro negli ultimi anni. I vertici della Casa giustificano la decisione con la necessità di tutelare le attività dell’azienda, che per il 15% è di proprietà dello Stato.

Uno dei tre dirigenti, prima sospeso e poi licenziato, respinge le accuse, e sporge una denuncia per calunnia: non avrebbe ricevuto denaro in cambio di informazioni top secret sulle elettriche francesi. Le settimane passano, ma i servizi segreti non trovano tracce di passaggio di informazioni ad aziende concorrenti. Dei presunti conti svizzeri attribuiti ai tre top manager licenziati, neppure l’ombra. Il guaio è che si sfiora l’incidente diplomatico a livello internazionale: i cinesi non gradiscono di essere stati tirati in ballo come i mandanti per ottenere informazioni segrete. I rapporti tra Francia e Cina rischiano di incrinarsi, almeno dietro le quinte.

A metà marzo 2011, la stangata. È infondata l’accusa di spionaggio industriale nei confronti di tre manager Renault, licenziati in tronco con l’accusa di aver venduto alla Cina informazioni segrete sulle elettriche del futuro. Per i dirigenti, le scuse ufficiali del numero uno del Gruppo Renault-Nissan, Carlos Ghosn. Risarcimento per tutt’e tre, reintegro immediato per uno di loro.

Ma allora, cosa diavolo è successo? Una truffa ai danni di Renault, una montatura. Che si traduce in una figuraccia per i francesi a livello globale. Lo tsunami che Renault si è provocata da sé ha un’altra conseguenza: il numero due del gruppo Renault-Nissan, Patrick Pélata, lascerà l’incarico. Il braccio destro di Carlos Ghosn fa un po’ da parafulmine. E salva il numero uno. Ma è troppo tardi per salvaguardare anche l’immagine Renault.




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