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Subaru Boxer Diesel

Subaru Boxer Diesel

L’esordio di Subaru nel mondo del gasolio coincide con una novità mondiale: il primo motore diesel boxer per auto, un quattro cilindri in lega leggera, con monoblocco compatto. La conferma che la Casa giapponese ama stupire con soluzioni controcorrente.

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Unicità, esclusività, specie a livello motoristico. È così che Subaru ama stupire il mondo: col benzina boxer ci è riuscita perfettamente; ora tocca al primo motore diesel boxer per auto, una novità a livello mondiale. Si tratta di un quattro cilindri boxer in lega leggera di dimensioni ridotte, è più corto del corrispondente motore a benzina di pari cilindrata. È un quadro, difficile trovare nei motori turbodiesel un rapporto alesaggio/corsa paritario.

La Casa giapponese, d’altronde, ha da sempre la predilezione per i motori esageratamente superquadri nell’alimentazione a benzina, il diesel non poteva che essere quadro. Utilizzando un monoblocco così compatto, di conseguenza anche l’albero motore è estremamente corto, a tutto vantaggio del contenimento delle vibrazioni. E qui sta uno dei punti di forza di questo motore. Già il boxer è esente da armoniche di secondo grado, con un albero motore così corto è privo delle caratteristiche vibrazioni flessionali determinate dalla forza della combustione del diesel: stando a quanto dice Subaru, sono inferiori del 40% ai migliori quattro cilindri in linea del mercato. Questo si traduce in una silenziosità funzionale senza pari sia al minimo, in manovra, sia sotto carico, in potenza.

Il tutto è influenzato anche dal monoblocco in lega leggera e dai pistoni compatti con il mantello in acciaio, raffreddati da getti d’olio in pressione. La camera di combustione è al centro del pistone, toroidale con un effetto "swirl" accentuato di turbolenza determinato dai condotti di aspirazione singoli per ogni valvola e tangenti la camera di combustione stessa. Quattro valvole per cilindro per sfruttare al meglio il riempimento determinato dalla sovralimentazione affidata ad un turbocompressore a gas di scarico a geometria variabile. L’aspirazione è al centro delle testate, sovrapposta alla quale si trova il capiente intercooler raffreddato ad aria attraverso una presa al centro del cofano motore. Gli scarichi sono singoli, raggruppati in un unico accesso al turbo nella parte inferiore, dopo il quale si trova l’accesso al catalizzatore ossidante e al filtro antiparticolato aperto (Dpf). Infine gli scarichi si sdoppiano nuovamente per le due colonne di scarico finali con i silenziatori.

Ma se siete più interessanti alla coppia motrice che alla silenziosità, leggete qui. Dando un’occhiata ai dati prestazionali si vede come la coppia massima sia raggiunta a soli 1800 giri/min e abbia il considerevole valore di 350 Nm, tra i più alti della categoria. Attenzione: raggiunto questo valore, il motore non si "siede", anzi, prosegue con una vigorosa spinta fino al regime massimo, che, pur essendo contenuto a 3600 giri/min, consente di poter avere un allungo più simile a un benzina, che a un diesel sovralimentato. A questo punto si raggiunge la potenza massima di 150 CV, ben 75,07 CV/l di potenza specifica, tutti "pieni" con una spinta costante e regolare fino alla velocità massima di 203 km/h.

L’alimentazione è affidata a un sistema a iniezione elettronica Common Rail ad alta pressione (1.800 bar) realizzata con una pompa ad alta pressione e quattro iniettori elettromagnetici. La combustione è particolarmente pulita, al punto che i gas di scarico sono trattati da un sistema di ricircolo dei gas. Il motore provvede alla bisogna a innalzare la temperatura del catalizzatore oltre i 600°C per "bruciare" i residui di PM presenti nel filtro.

Per rispettare le norme Euro 4 sui gas di scarico, è stato adottato un sistema Egr. Il gas di scarico raffreddato viene rimandato nella camera di combustione per abbassare la temperatura di combustione e ridurre le emissioni di NOx, dipendenti appunto dalla temperatura della combustione.

Stando a quanto afferma Subaru, questo rivoluzionario motore diesel non fa altro che esaltare le qualità di marcia di questi prodotti, in particolare se li si utilizza su terreni difficili, viscidi e con frequenti variazioni di aderenza.

Questo motore equipaggia per primi Legacy e Outback. Subaru punta molto su questo motore soprattutto nel mercato europeo, dove conta di farlo diventare uno dei principali elementi trainanti.




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