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Subaru Forester SUV versatile e dinamico

Subaru Forester SUV versatile e dinamico

Subaru Forester, in commercio da qualche mese, non esce dal solco della tradizione Subaru in materia di tecnologia, e qualità costruttiva, ma ha una vocazione piu' sportiva...

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Nella vita di qualsiasi individuo, ad ogni età corrispondono determinati comportamenti, abitudini, preferenze. Accade, ebbene sì, anche alle automobili, sempre più antropomorfe pure nel carattere, oltre che di aspetto. Modelli che attraversano una giovinezza all’insegna della ragione e dell’essenzialità, e che col tempo si orientano verso l’elettronica e l’accessoristica di ogni sorta. Altri che inizialmente conducono un’esistenza votata alla castità, e che maturando acquistano di colpo la passione per le donne. Altri ancora infine che, nati selvaggi, crescendo perdono il gusto di sporcarsi i vestiti. Ecco, è proprio il caso della protagonista della nostra prova. Vedremo in giro Forester dai parafanghi insolitamente candidi, a differenza di un tempo: la quarta edizione si lava via dalla pelle schizzi di melma e cicatrici da pietre e si fa largo, pensa un po’, tra i viali glamour dell’aperitivo. Intendiamoci: completata negli anni la metamorfosi da station wagon a vera e propria sport utility, uno dei simboli più coerenti della singolare filosofia delle Pleiadi perde il pelo ma non il vizio. Di aspetto più accattivante rispetto alla versione 2008 e dalle dimensioni visibilmente maggiorate (+35 mm in lunghezza, +15 mm in larghezza), la Forester in commercio da qualche mese non esce dal solco della tradizione Subaru in materia di tecnologia, dinamica e qualità costruttiva. Semplicemente, compie un passo verso un mercato che predilige soluzioni “tout court” piuttosto che mezzi da avventura in senso stretto. Chissà, si immaginano laggiù in Giappone, che non si faccia avanti persino qualche esponente del gentil sesso, sempre più attratta da vetture che coniughino il senso di sicurezza della seduta alta con la possibilità di caricare a bordo metà del proprio guardaroba.

Fashion Forester
L’impatto alla vista, tutti d’accordo, è quindi percettibilmente migliorato: muscolatura più armonica e proporzioni più familiari, uguale consensi spontanei che piovono da ogni lato del Parlamento a quattro ruote. Il nuovo cofano, innalzato ed allargato rispetto alla versione precedente, unitamente alla calandra di forma esagonale conferisce al frontale un senso di grande solidità. Nelle versioni turbocompresse, come quella a nostra disposizione (2.0D), alla calandra viene unito un ulteriore tocco di sportività grazie a una trama a nido d’ape indispensabile per massimizzare il flusso d’aria e garantire così un appropriato scambio termico. I gruppi ottici anteriori si integrano a loro volta perfettamente con l’assieme paraurti-cofano-calandra, enfatizzando le idee di sport e “rocciosità”. In termini tecnici, significa che è stata migliorata l’efficienza della lampada concentrando la radiazione luminosa nel campo visivo del guidatore, assicurando quindi minori consumi in termini energetici. Per la prima volta su Forester è poi possibile, in abbinamento agli opzionali fari allo xeno (HID), adottare le nuove luci di posizione a LED disposte a ferro di cavallo attorno al proiettore principale. Lo sforzo dei tecnici e dei designer Subaru si è inoltre concentrato sui fendinebbia: di forma tondeggiante in tradizione Subaru, sono stati incastonati in una modanatura cromata (a richiesta) che conferisce loro un discreto tasso di “rallismo”. Pur trasmettendo a chi osserva un immediato senso di robustezza, la nostra Subaru si presenta in ogni caso come figura tutto sommato anche slanciata: merito non solo dell’allungamento della struttura, ma soprattutto dell’incremento di passo (+25 mm) e della nuova soluzione del trequarti anteriore.

Così robusta, così sensibile
La fiancata nel suo complesso, seppur personalizzabile con modanature cromate, risulta da par suo pulita e filante, anche grazie all’eliminazione dalle maniglie del pulsante per la chiusura (in abbinamento alle vetture dotate di accesso senza chiave), sostituito ora da un sensore sensibile al tocco. Ai gruppi ottici posteriori spetta invece il compito di dare continuità al senso di robustezza e dinamismo trasmesso dal fianco. La soluzione sviluppata sulla nuova Forester prevede fari a “delta” con una precisa disposizione delle luci interne, in grado di trasmettere un senso di robustezza e solidità anche in condizioni notturne. La dinamicità del veicolo è inoltre suggerita dall’abbassamento del bordo posteriore del tetto, unitamente all’adozione di uno spoiler con finalità sia estetiche che aerodinamiche: il Cx di 0,33 risulta infatti tra i migliori della propria categoria. Per quanto riguarda il portellone posteriore, è stata infine mantenuta la stessa linea concettuale dei finestrini in favore di una maggiore visibilità posteriore. Per migliorarne la funzionalità, è ora possibile optare anche per la versione motorizzata, con altezza massima regolabile e programmabile. Nota a piè di pagina: il meccanismo elettroattuato è un po’ lento, il portellone manuale si fa a nostro avviso preferire. Anche il paraurti posteriore, dalla linea alquanto bassa, attribuisce alla Forester di nuovo conio i tipici tratti del Suv. Nello specifico, è proprio il bordo inferiore del “lato B” che lascia trasparire le grandi doti antiurto e la facilità di carico di questa servizievole jeep multiruolo paracadutata dal Giappone.




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