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Subaru XV 2.0D prova su strada!

Subaru XV 2.0D prova su strada!

Dal matrimonio fra un bisonte e una gazzella nasce XV, erede della gloriosa dinastia Subaru. Un misto di tecnica e agilità senza trascurare accoglienza e massa muscolare

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Si può vivere un’avventura vera e propria guidando esclusivamente nel traffico di città, senza che per “avventura” si intenda necessariamente la ricerca di un posteggio o la svolta a sinistra nel bel mezzo di un incrocio?
La risposta è sì, purché il mezzo col quale addentrarsi nella giungla urbana sia della giusta pasta. E a un costruttore come Subaru, quanto a spirito di improvvisazione la fiducia andrebbe accordata ancor prima di salire a bordo.

Incrocio di razze
Dal matrimonio fra un bisonte e una gazzella nasce XV, erede della gloriosa dinastia Subaru sulla quale riporre speranze di tecnica e agilità senza che, come contraltare, vengano meno senso di accoglienza e massa muscolare.

La gazzella è l’Impreza, alla quale il medium Suv giapponese somiglia per tratti somatici e di cui svela la parentela alla prima visita dal dottore: sottopelle pulsa infatti lo stesso 4 cilindri boxer che dell’immagine Subaru ha contribuito a costruire la fortuna, e che in occasione della nostra prova su strada si declina nell’ancor più avanzata versione a gasolio. Ugualmente, del suo sofisticato motore la XV ripartisce la potenza su tutte e quattro le “zampe”, richiamando un’altra leggenda del marchio come la trazione integrale Symmetrical All Wheel Drive.

Il “bolide” di cui la più modaiola delle Subaru riporta a sua volta alcuni geni potrebbe invece essere la Forester, sport utility di precedente generazione ma che all’XV può in fondo paragonarsi per stazza e (forse) sport prediletto. Non per stile: la più giovane delle due veste un abito decisamente aggiornato, disegnato per mettere in risalto spalle e schiena - leggasi profilo di cintura alto e vetri rastremati.

Fashion Victim
Quale filosofia, quali dettagli, separano insomma questo crossover di 4,45 metri di lunghezza, 1,57 m di altezza e 1,78 m di larghezza dal resto della gamma con la quale condivide lo stemma?
Senza offesa per nessuno, persona o mezzo meccanico che sia, si potrebbe risolverla così: la XV è una Subaru sui generis per il semplice fatto che è “bella”. Non che le altre vetture del brand a modo loro non lo siano, ma il modello in questione è probabilmente il primo che spezza la catena e fa propri i canoni stilistici e proporzionali in voga al momento del suo debutto.

Elegante ma possente, brillante ma anche rude, alta da terra ma dal baricentro insospettabilmente basso. Inoltre, compatta ma spaziosa: la XV condensa i valori che l’”automobilista 2.0” si aspetta dalla sua carrozza a motore.

Il design stesso, dopotutto, è frutto della combinazione di due differenti prospettive: “Protren”, nel lessico Subaru, nasce dalla crasi tra i termini anglosassoni “professional tool”, ovvero “strumento professionale”, e “trendy design”, espressione che non necessita di traduzione.

In pochi altri casi, effettivamente, uno sport utility ha saputo coniugare forme obiettivamente aggraziate con elementi che richiamano il classico senso di sicurezza come la linea di cintura alta e le modanature laterali.
A sua volta, la calandra frontale esagonale individua la XV come una Subaru purosangue attribuendole al tempo stesso un’espressione sicura di sé, accentuata dall’originale profilo dei gruppi ottici ad “occhio di falco”.
Anche le ruote in alluminio da 17 pollici, grandi e dal disegno originale (razze in contrasto cromatico coi contorni), contribuiscono a plasmare l’identikit di un mezzo roccioso ma tutt’altro che rozzo. Il carattere dinamico di XV è infine gratificato dalla speciale granatura di cui si compongono le modanature perimetriche, studiata apposta per accentuare i giochi di luci e ombre sia da fermi che in movimento.

Clima rigido
Sempre in merito all’autotelaio, l'impiego di piastre in acciaio ad alta resistenza ha portato a ridurre sensibilmente il peso complessivo (1435 kg): non a caso, la scocca è una delle più leggere della categoria, è più robusta e vanta una maggiore resistenza alla flessione.
Rinforzi quali irrobustimenti ed elementi diagonali sono tra l’altro stati usati nei punti strategici del telaio per rendere la vettura più reattiva allo sterzo e per un comportamento più rigido. Per ridurre i disturbi di origine meccanica, infine, sono stati impiegati appositi isolatori.

Sai che fantasia...
Montiamo a bordo: se l’obiettivo del Centro stile Subaru era quello di riprodurre un ambiente comodo e funzionale, ci sentiamo di affermare che il risultato colpisce nel segno.
Lo schema adottato bilancia perfettamente le differenti qualità tattili ed emotive di pelle, metallo, e tessuto, la plancia inoltre è di un design che ne accentua lo sviluppo orizzontale per ispirare un senso di spazio in tutte le quattro direzioni, creando così anche una sensazione tangibile di qualità.
Quanto a fantasia e cura dei dettagli, non saremmo invece altrettanto d’accordo nel promuovere a pieni voti l’operato: già, la scarsa modernità estetica dell’abitacolo è il solo fattore che di XV non rende merito alla portata di novità che il progetto in generale racchiude. Per rendere l’esperienza più gradevole, i “jap” avrebbero insomma potuto aggiornarsi sulle ultime tendenze in fatto di tastiere, rotelle e pomelli del cambio.
Ma si sa, in Subaru si bada al sodo e così pure – si augurano laggiù in Estremo Oriente – nel cuore dei clienti più fedeli, quella nicchia disposta a finanziare l’ingegneria di tasca propria (da 27.000 euro a 32.000 euro la gamma diesel, non proprio regalata).




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