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Superbollo oltre i 306CV/225kW

Superbollo oltre i 306CV/225kW

Si rincorrono le indiscrezioni sul superbollo: l’ultima è che il superbollo ci sarà, ma solo per le auto di lusso oltre i 225 kW/306CV. Scongiurata l’ipotesi di una tassa maggiorata per le macchine da 125 kW/170 CV. Un provvedimento che farà discutere.

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Sino a poche ore fa, si pensava che nella bozza della manovra finanziaria da 40 miliardi di euro ci fosse il superbollo per le auto con potenza superiore a 125 kW/170 CV. Invece, è notizia dell’ultimo minuto che il superbollo riguarderà solo le maccchine di lusso oltre i 225 kW. Soldi che andranno allo Stato, anche se il bollo è una tassa di proprietà (sulla vettura) che va alle Regioni. La sovrattassa dovrebbe essere attorno al 30%. L’aumento sarà moltiplicato per ogni kiloWatt di potenza del veicolo superiore a questa soglia.

Ma cosa ha influenzato la scelta del Governo? È vero che c’è stata una parziale marcia indietro? Forse hanno inciso le polemiche. Aveva detto Jacques Bousquet, presidente dell’Unrae (Case estere): "Gli aumenti delle tasse sugli automobilisti sono un grave errore". Dal recente aumento di 4 centesimi al litro delle accise sui carburanti, fino al superbollo, passando per il possibile rincaro dell’Ipt sull’auto nuova e sulle oltre 30 Province che hanno alzato l’imposta sulla Rc auto: l’automobilista è schiacciato.

Il tutto, secondo Bousquet, finirà con il ridurre il livello dei consumi: "Non ci si deve dimenticare che l’automobile, oltre a essere un insostituibile mezzo di trasporto per la maggioranza degli italiani, ha anche un ruolo chiave, sul fronte sociale, per i posti di lavoro che genera". Insomma, si danneggia anche il comparto industriale. Il setttore automotive contribuisce per l’11,4% alla formazione del Pil italiano e per il 16,2% al totale delle entrate tributarie nazionali. Andrebbe abbassata la pressione fiscale, anziché alzarla: è l’opinione dell’Unrae. E ora, col superbollo da oltre 306 CV, quale sarà la posizione Unrae?

Simile la posizione di Eugenio Razelli, Presidente di Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), riferita alla vecchia ipotesi di superbollo oltre i 170 CV: "Non è ammissibile un ulteriore aggravio dell’imposizione fiscale a danno degli automobilisti. L’aumento tributario a carico della categoria ha seguito, negli ultimi mesi, un’escalation preoccupante: in un contesto di continui rincari dei prezzi dei carburanti e delle polizze assicurative, sono stati introdotti, prima l’incremento delle accise sui carburanti poi, nell’ambito della riforma della fiscalità auto annunciata con il decreto legislativo sul federalismo fiscale, il riordino dell’Ipt e l’aumento fino a 3,5 punti dell’aliquota dell’imposta provinciale sull’Rc auto. Tutto questo in un Paese che detiene già il primato in Europa per la pressione fiscale sul nostro settore, con oltre 67 miliardi di euro versati nel 2009, pari al 16% del totale del gettito fiscale". Da vedere cosa penserà del nuovo superbollo oltre i 306 CV.

Alla luce del vecchio superbollo poi non entrato in vigore, aveva abbozzato a un paragone Italia-Francia Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor GL events: "In Francia il direttore del programma Trasporti del commissariato generale per gli investimenti ha dichiarato che l’automobile, per il Governo francese, è una priorità e che l’industria francese dell’auto avrà a disposizione nei prossimi anni miliardi di euro attraverso diversi programmi di ricerca finanziata e un contributo specifico di 750 milioni dedicato all’automobile". A dire la verità, adesso il nuovo superbollo oltre i 306 CV non sposta di molto le cose. L’Italia ha da imparare dalla Francia: questa è l’opinione di Newstreet.it in merito alle politiche dell’auto.




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