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Test Drive: Cadillac CTS

Test Drive: Cadillac CTS

Immagine “made in USA”, cuore europeo con il moderno 4 cilindri 2 litri turbo che non fa rimpiangere cubature e frazionamenti più elevati.

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Dici Cadillac e la mente corre a lussuosi “macchinoni” che galoppano liberi sulle highway della West Coast. A bordo, la versione moderna di un vecchio cowboy, e dagli scarichi il maschio fragore di un mastodontico V8 “big block”. Ebbene, la CTS che da questa primavera popola le concessionarie d’Europa rispecchia proprio tutti gli stereotipi sopracitati. Proprio tutti, tranne uno. Perché – a differenza che in madrepatria – nel Vecchio Continente la crisi morde ancora, e ad abbeverare un impegnativo 8 cilindri non è più disposto nemmeno chi, di soldi in banca, ne avrebbe eccome. E così la terza generazione della berlina nata lo scorso decennio per contrastare al di là dell’Atlantico (l’Atlantico visto da Detroit) lo strapotere tedesco nel segmento E asseconda la “descrescita” europea e accetta di farsi spingere da un insolito 4 cilindri turbo. Un “semplice” 4 in linea capace pur sempre di 275 CV…

Assetto da combattimento
Più bassa, più snella, in sostanza più veloce. Rispetto al modello precedente, la CTS nuova edizione si “accuccia” maggiormente verso terra e si allunga di 127 mm. Più armonico risulta anche il rapporto tra profilo anteriore e sezione posteriore: le linee scorrono fluide, le proporzioni sono quelle di una signora elegante. Dall’aspetto particolarmente massiccio, anche il cofano incorpora una calandra ancor più grande. La linea del tetto ribassata e il parabrezza fortemente inclinato accentuano a loro volta il carattere aerodinamico ed equilibrato dell’anti-Serie 5 “made in Usa”. Sui nostri mercati, la nuova CTS sbarca con ai “piedi” cerchi da 18” rigorosamente di serie. Di profilo, una linea continua spazia poi dai gruppi ottici anteriori fino ai fari posteriori passando per le fiancate, evidenziando così l’intervento teso ad allungare il corpo vettura.

E luce (a Led) fu
I classici fari Cadillac sottolineano da par loro l’eleganza naturale della quale la CTS è assoluta padrona. Mentre i gruppi ottici anteriori sono caratterizzati da un arco fortemente piegato, costituito da 16 Led bianchi posizionati accanto ai fari e altrettanti montati sul paraurti, nella zona posteriore la luce di stop - posizionata in alto al centro - è dotata di 48 Led che illuminano a giorno lo spoiler posteriore integrato. Presenti inoltre delle sagome a lama inserite nei gruppi ottici posteriori verticali, dotati complessivamente di 102 Led se si includono gli indicatori di direzione e le luci d’ingombro. I due tubi di scappamento cromati, pure loro realizzati con estrema cura, esprimono tutta la potenza e la qualità del motore che pompa aria là davanti. Una chicca, le maniglie delle portiere che si illuminano quando la vettura viene aperta a distanza.

Bilocale di gran gusto
L’abitacolo, un tripudio di superfici fluide, materiali pregiati e finiture in vero legno. Ogni dettaglio partecipa a individuare il carattere lussuoso che la CTS promette e le sue tecnologie all’avanguardia. Possibile scegliere, tra l’altro, tra sette differenti allestimenti e numerosi colori e materiali di prima qualità, come legno sapele lucidato, alluminio anodizzato, legno di frassino color oliva nera, fibra di carbonio e legno di olmo naturale. Rispetto al modello precedente, gli interni risultano in generale più spaziosi e curati. Accogliente l’atmosfera ricreata da luci a Led - di serie per tutti i modelli – che attraverso tubi luminosi illuminano i vani piedi, il vano portaguanti, la console centrale, i vani portaoggetti, i portabicchieri della console centrale e la console sul padiglione.

Prossimamente su questi schermi
Due inoltre gli schermi che proiettano immagini e ogni sorta di informazioni: nella console centrale il display touchscreen da 8” consente di collegarsi al sistema di infotainment Cadillac User Experience (CUE), mentre i dati critici relativi al veicolo sono visualizzati su quello, configurabile, da 12,3” del cruscotto digitale. Offerto di serie sull’allestimento Premium, questo dispositivo sostituisce gli indicatori analogici, è totalmente configurabile e consente di personalizzare le informazioni visualizzate in funzione delle proprie preferenze. L’head-up display a colori è di serie sugli allestimenti Performance e Premium, dal canto suo il navigatore consente di visualizzare i punti di interesse e la grafica urbana in tre dimensioni, oltre alla superficie del terreno. Il sistema permette inoltre di inserire l’indirizzo di destinazione su un’unica riga.

Sedili gonfiabili
Tra gli accessori di serie segnaliamo anche il sostegno lombare regolabile elettricamente in due direzioni e i poggiatesta regolabili manualmente in quattro direzioni. Proprio i sedili, tra le varie innovazioni portate al debutto dalla CTS, meritano una citazione a parte: esiste infatti la possibilità di regolare elettricamente le imbottiture dello schienale verso l’interno e l’esterno, così come i supporti per le cosce regolabili manualmente. Le combinazioni nelle quali si moltiplicano le sedute ammontano a venti, non male. L’ampia gamma di portaoggetti comprende infine il vano portaguanti a chiusura elettrica (si apre premendo un pulsante nella console centrale), un altro vano nascosto e illuminato che contiene una delle tre porte Usb (può persino essere chiuso a chiave) e un portabicchieri con coperchio elettrico.

4 arrabbiatissimi cilindri
E veniamo finalmente alla dinamica: la CTS 2014 monta dunque un motore turbo benzina quattro cilindri di 2 litri di cilindrata. Abbinato a un cambio automatico a sei marce, il quattro in linea Cadillac è in grado di erogare 276 CV a 5.500 giri e 400 Nm di coppia tra 3.000 e 4.500 giri. Dati alla mano, abbiamo il quattro cilindri più potente della sua classe. La vettura è disponibile sia nelle versioni a trazione integrale, sia a trazione posteriore. Nel passaggio da una generazione all’altra, la berlinona americana si è inoltre liberata di una notevole quantità di peso. Grazie all’uso dell’alluminio e di acciai ultraresistenti, gli ingegneri sono riusciti a eliminare ben 128 kg, rendendo al contempo la CTS più rigida del 40% rispetto a prima. La riduzione di peso, associata all’impressionante potenza specifica del motore, consente alla CTS di accelerare da 0 a 100 km/h in 6,6 secondi e determina un rapporto peso/potenza pari a 6,2 kg/CV. Tra i migliori della categoria.

Cura dimagrante
Nuova CTS è dotata di cofano e - per la prima volta nella storia del marchio - di quattro portiere interamente in alluminio. A tutto vantaggio della fatidica prova bilancia: rispetto alle porte in lamiera della versione precedente, questo materiale consente infatti una riduzione di peso di 25 kg. L’impiego strategico dell’alluminio ha consentito di ridurre anche il peso di altri componenti. Tra i risultati più importanti: -5,9 kg sostituendo i paraurti in acciaio della precedente CTS, -6,4 kg realizzando i duomi dei montanti anteriori in fusione di alluminio, -16,5 kg utilizzando alluminio estruso e colato per la culla del gruppo motore-trasmissione. Il risparmio totale non solo quindi ha consentito agli ingegneri di migliorare le prestazioni, ma ha anche permesso di raggiungere un equilibrio delle masse pari a quasi il 50/50 tra asse anteriore e posteriore.

Magnetico attaccamento all’asfalto
La sospensione anteriore multi-link MacPherson e la sospensione posteriore a 5 bracci, con bracci di controllo superiori e inferiori indipendenti, garantiscono un’eccellente stabilità dinamica. In Europa il Magnetic Ride Control è di serie: per la prima volta, questo sistema è disponibile sulla CTS anche al di fuori dei modelli V. Il Ride Control legge il fondo stradale ogni millisecondo e regola gli ammortizzatori per garantire dinamica e maneggevolezza superiori su qualsiasi superficie. Tutti i modelli montano poi freni anteriori Brembo ad alte prestazioni dotati di pinze più rigide per ridurre l’usura dei freni e migliorare le prestazioni di frenata. Il trattamento con nitrocarburazione ferritica (FNC) rende inoltre i rotori resistenti alla corrosione. CTS è infine dotata di servosterzo elettrico ZF ad assistenza variabile montato sulla scatola dello sterzo. Le versioni a trazione posteriore, in particolare, per una maggiore precisione e centralità adottano una scatola di guida a rapporti variabili.

E che duello sia
Gli sforzi compiuti nel Nuovo Mondo per competere in Europa con un modello seriamente concorrenziale si apprezzano ancor di più a motore acceso e ruote in movimento: agile abbastanza nel misto – nonostante gli oltre 5 metri di lunghezza -, soprattutto stabile come un Frecciarossa nei curvoni veloci, dove il bilanciamento delle masse gioca un ruolo importante. Colpisce inoltre la silenziosità di marcia: merito anche dei vetri doppio strato, che isolano l’abitacolo dai rumori esterni come una capsula. Sensuale, comoda, tecnologica, sicura. Infine, potente il giusto: la CTS è pronta al “testa a testa” con le agguerrite concorrenti “premium”..




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