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Test Drive: Nissan e-NV200. L’elettrico si fa…van

Test Drive: Nissan e-NV200. L’elettrico si fa…van

hi ha mai detto che l’elettrico s uno “sfizio” riservato ad automobilisti “snob”?

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Già, chi ha mai detto che l’elettrico sia uno “sfizio” riservato ad automobilisti “snob”, già in possesso di una vettura tradizionale, e che la odierna funzionalità di un’auto a zero emissioni non sia ancora sufficiente a soddisfare le reali esigenze dell’utente medio? Non è di questo avviso senz’altro Nissan, che a qualche anno dal lancio di Leaf, “Car of the Year 2011”, in un clima di stupore accompagna al debutto il suo primo elettrico commerciale. L’e-NV200 sublima le eccellenti qualità di trasporto del van dal quale deriva con la tecnologia dell’utilitaria che tra le prime ha fatto conoscere al grande pubblico i vantaggi della propulsione alternativa. Con 170 km di autonomia, costi di manutenzione e di rifornimento notevolmente abbattuti (3 volte inferiori a un veicolo a combustione interna), un volume di carico infine identico alla versione ad alimentazione convenzionale (con in più la possibilità di stivare nel bagagliaio una massa maggiore), la combinazione è quella vincente. La parola ora alle flotte: se aziende, taxi e società di noleggio approveranno la scelta “eco” adottata dal top brand giapponese, all’e-NV200 – ne siamo certi – seguiranno numerosi concorrenti. E un nuovo segmento, forse, si aprirà la strada.

Ha smesso di bere
Base di partenza del nuovo mezzo da lavoro nippo-catalano (l’impianto di costruzione sorge infatti a Barcellona) è ovviamente quella dell’NV200 a propulsione “fossile”, coi quali vengono condivisi circa il 70% dei componenti. Le differenze con la versione standard non si esauriscono tuttavia con la filosofia di propulsione, per estendersi anche alla sfera estetica. Si prenda il musetto: ricorda tanto quello della stessa Leaf. D’altra parte, in virtù dell’assenza di cilindri e pistoni, la fonte di energia non ha bisogno del classico flusso d’aria per raffreddare le parti meccaniche, e quindi di un radiatore vero e proprio. Sotto il badge Nissan si nasconde invece il vano di ricarica: sollevato lo sportello, ecco apparire la presa EV al quale collegare il cavo di alimentazione, saldamente assicurato contro i tentativi di manomissione attraverso un affidabile meccanismo di blocco. Del frontale, semmai, colpisce la lunghezza (160 mm), anomala per un esemplare elettrico come il nostro: ma in fondo, l’NV200 nasce per ospitare sotto il cofano un più ingombrante motore a gasolio. Sliding doors Il tema della tecnologia “zero emission” è stilisticamente espresso innanzitutto dai fari anteriori “a freccia”: luci diurne e di posizione sono azzurro ghiaccio, proprio come la tinta associata all’intero programma EV sviluppato da Nissan. I loghi applicati alla fiancata rafforzano poi l’identità elettrica dell’originale minivan, che per non tradire lo spirito ecologico racchiuso nel progetto adotta anche al retrotreno lampade a Led a basso consumo (anche davanti sugli allestimenti passeggeri). Cresce la larghezza, che passa a quota 1755 mm (+60 mm): ciò è dovuto all’architettura “a scorrimento” di entrambe le porte laterali, la cui intelaiatura chiede uno spazio supplementare ben compensato, tuttavia, dalla praticità di utilizzo di questo genere di portiere. Parcheggiare raso al muro o a un’altra vettura non ostacola così né la discesa dei passeggeri, né lo scarico della merce. Ai servizi di consegna o alle semplici operazioni di load/download è inoltre pensato il portellone posteriore a doppi battenti incernierati lateralmente. In alternativa, il monoportellone basculante è sempre disponibile (almeno per le versioni Combi ed Evalia). Cerchioni da 15” anziché da 14” slanciano infine il corpo macchina.

Lavorare in prima classe
La natura “eco” dell’e-NV200 trova però la sua massima espressione nell’avanzato allestimento di bordo: davvero una sintesi efficace, la cabina, del progresso tecnologico applicato alle esigenze professionali. Cambia in primis il quadro strumenti: il guidatore entrerà velocemente in confidenza con un display digitale a Led dove un singolo quadrante ripeterà i valori di velocità istantanea, energia (consumi e stato di rigenerazione del motore), livello di carica e autonomia residua. Ma le affinità con un’automobile per il tempo libero, non necessariamente a propulsione alternativa, si contano anche nell’alto grado di connettività (predisposizione per dispositivi Usb e allacciamento Bluetooth), nella telecamera che inquadra i dintorni posteriori in fase di retromarcia, nei sedili riscaldati e nel volante, semmai inclinato in senso più orizzontale rispetto a un’auto “pura” (ottimo, in ogni caso, per le multiple manovre cittadine in spazi stretti). Il climatizzatore elettrico è infine stato appositamente studiato per lo specifico ciclo di funzionamento dei veicoli commerciali: arresti e partenze alternati a getto continuo.

Il trip computer mette le “ali”
L’opzione di pre-riscaldamento (o refrigeramento) attivabile a distanza tramite pc, smartphone o tablet è la vera ciliegina sulla torta: si chiama CarWings e possiede anche altre opzioni. Il sistema, infatti, consente al gestore della flotta o all’autista stesso di monitorare in tempo reale e da remoto, attraverso un apposito trasmettitore dati cellulare, lo stato della carica e il tempo richiesto per completare la ricarica. In questo modo, ad esempio, il responsabile di flotta è sempre al corrente di quali veicoli hanno autonomia sufficiente per portare a termine le consegne, senza nemmeno dover interpellare i singoli autisti. L’ambiente interno è insomma il piccolo e futuristico “regno” del moderno artigiano o dipendente d’azienda. I vani portaoggetti e gli scomparti abbondano, mentre la leva del cambio automatico giace in plancia anziché sul tunnel centrale per non ostacolare i movimenti.

Stiva a prova di pallet
Eventuali ospiti posteriori godono a loro volta di un trattamento di ottimo livello: non solo l’accesso è favorito dalle porte scorrevoli su ambedue i lati, ma anche l’abitabilità stessa fa del commerciale leggero by Nissan, all’occorrenza, un minibus in piena regola. Ma l’e-NV200 nasce soprattutto allo scopo di trasportare con la massima disinvoltura possibile merce, attrezzi e quant’altro. E allora: il riposizionamento del pacco batterie sotto il pianale del veicolo, in particolare entro i 2725 mm di passo, assegna al mezzo da lavoro asiatico lo stesso spazio di NV200 e dei furgoni di classe superiore: 4,2 metri cubi per la versione Van, 2,27 mc su Combi ed Evalia. Una capacità di carico, quindi, ai vertici della sua categoria. Il pianale è lungo ben 2,04 metri (ma può raggiungere i 2,8 m rimuovendo la paratia e abbattendo il sedile posteriore) e anche nel punto più stretto - tra i passaruota - è largo pur sempre 1,22 m. Anche la soglia di carico/scarico è la più bassa del segmento: solo 524 mm da terra. L’e-NV200 può infine trasportare fino a 770 kg di peso (più della sua controparte turbodiesel), cioè l’equivalente di due Euro pallet di misura standard.

Sotto il vestito, le batterie
Veniamo finalmente alla dinamica: Nissan e-NV200 è alimentato da un motore sincrono a corrente alternata altamente reattivo, diretto erede dell’unità che spinge la Leaf. Il sistema, che nel vano motore integra anche caricatore e inverter, è in grado di sviluppare 80 kW di potenza (equivalenti a 109 CV) e 254 Nm di coppia. La batteria agli ioni di litio laminato è composta da 48 moduli compatti, prodotti separatamente in Regno Unito (ma sempre da Nissan) e inviati successivamente in Spagna per l’assemblaggio. Come detto, il pacco batterie è appositamente progettato per adattarsi al sottoscocca, così da non rubare spazio di carico prezioso e contribuire allo stesso tempo a stabilizzare il baricentro del mezzo. Rispetto alla Leaf, è più compresso e più leggero di 7,5 kg (267,5 kg). Un involucro metallico ultraresistente lo protegge infine dagli impatti più violenti con gli ostacoli.

Scossa alle consegne urbane
L’accensione tramite pulsante si completa – come da copione - nel silenzio più assoluto: per realizzare che il motore è in funzione e pronto a muovere l’e-NV200, è quindi necessario consultare il quadro strumenti. Le reazioni alla guida sono grossomodo le medesime di qualsiasi auto elettrica: l’accelerazione è brillante (14 secondi netti sullo 0-100 km/h, meglio dell’NV200 1.5 dCi), le vibrazioni assenti e la marcia accompagnata solo da un sopportabile ronzio di fondo. Il piede destro dovrà semmai adattarsi a un’erogazione di potenza differente rispetto alle auto a propulsione endotermica: leggermente più difficile risulta infatti parzializzare la forza, ma è solo questione di abitudine. Gli 80 kW che sprigiona il “robot” che abita l’avantreno sono in ogni caso più che sufficienti a condurre il mezzo a velocità extraurbane e da superstrada. Per non parlare dell’ecosistema urbano, il più adatto alle sue caratteristiche di ripresa istantanea. Causa un limite di 123 km/h, dovuto alla correzione rispetto a Leaf del rapporto di riduzione, è sconsigliato invece l’imbocco dell’autostrada. Frenare è rigenerativo Il funzionamento della trasmissione, quello sì, è analogo alla “sorellina” Leaf. In modalità “D” la ripresa immediata produce le accelerazioni più brillanti, mentre lo step “ECO” modifica la mappatura della centralina per una progressione più fluida e lineare. Entrambe le modalità prevedono poi l’impostazione “B”, che rende la frenata rigenerativa più energica in fase di decelerazione. L’impressione sarà così quella di un maggior intervento del freno motore. Dal momento, inoltre, che l’e-NV200 è destinato a passare dalle mani di più conducenti, alcuni dei quali abituati a salire e scendere da veicoli differenti nel corso della stessa giornata di lavoro, la leva del cambio è di tipo standard e non “a mouse” come per Leaf, quindi più familiare. In particolare, l’azione del selettore elettronico di marcia “shift-by-wire” a corsa breve è energica ed efficace.

e-NV200, commerciale “sportivo”
La propulsione elettrica a trazione anteriore comporta un sottotelaio anteriore specifico, con schema McPherson indipendente e carreggiata anteriore di 1530 mm – rispetto ai 1490 di NV200. Uno scarto che influisce solo marginalmente sul diametro di sterzata: 11,3 metri, solo 10 mm in eccesso rispetto al modello tradizionale. In coda, e-NV200 conserva invece il medesimo sistema di sospensione con molle a balestra di tipo singolo, soluzione che offre la robustezza e la spaziosità tipica di un veicolo commerciale leggero senza comunque penalizzare il comfort. Il baricentro basso, il peso e la posizione della batteria assicurano in ogni caso una maneggevolezza rara, per il settore dei commerciali: i livelli di inerzia d’imbardata, beccheggio e rollio sono minimi. La messa a punto del sistema di frenata rigenerativa cooperativo (CRBS) favorisce poi l’azione progressiva dell’impianto frenante, mentre l’aggiunta del software Pedal Feel Simulator (PFS) mantiene invariata la sensibilità del pedale anche con il CRBS attivato. Attingendo sia alla coppia frenante rigenerativa (energia elettrica) che all’attrito (energia termica), il sistema CRBS incrementa così la capacità rigenerativa del sistema frenante del 14%.

Ricarica “Quick”, autonomia “Strong”
Le opzioni di ricarica sono essenzialmente tre. Per la ricarica domestica notturna è possibile utilizzare una normale presa a 10 ampere o i caricatori standard da 16 ampere, che restituiscono alla batteria il 100% della capacità in 8 ore. Nissan propone anche un caricatore da 6,6 kW integrato (opzionale), capace di sfruttare le colonnine a 32 ampere per dimezzare i tempi di ricarica e ripristinare il 25% di una batteria quasi scarica in un’ora soltanto. I cosiddetti Quick Charger CHAdeMO (Charge de Move), infine, 3688 colonnine in tutto il mondo delle quali 1117 in Europa, sono in grado di caricare la batteria all’80% in meno di 30 minuti (anche meno, se la batteria conserva una carica residua). Quanto all’autonomia, la Casa dichiara dai 163 km ai 170 km a seconda della versione. Al risultato finale concorrono ovviamente numerosi fattori, primo fra tutti il clima: più la colonnina di mercurio si abbassa, più la batteria tende generalmente ad auto-scaricarsi a riposo. 160-170 km sono tuttavia una distanza che nell’arco di una giornata – secondo le statistiche – il 35% dei van non arriva a percorrere in tutto il suo ciclo vita. L’e-NV200 è pronto. Sarà pronto anche il mercato?.




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