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Test Drive: Skoda Yeti 2014

Test Drive: Skoda Yeti 2014

Skoda Yeti, la SUV “gentile” perfetta per ogni occasione. Dalla città…all’avventura, con una versatilità a prova di famiglia

Video  Skoda Yeti 2014

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Ultim’ora: uno “Yeti” si aggira per la città, ma è tutt’altro che abominevole. Scherza, anzi, con adulti e bambini, che calorosamente invita a balzare sul proprio dorso. Pur senza rinnegare una vita tra i ghiacci, il nostro originalissimo ospite si rivela un “mostro” dal pollice verde. Ma il marchio Skoda è verde di suo: la gamma “GreenLine”, della quale la Yeti è forse il modello più accattivante, schiarisce il colore aziendale fino a un rigoglioso “verde prato”. Già, non è di ogni diesel la proprietà di limitarsi a un consumo di 22 km/l. Invece il 1.6 TDI di matrice Volkswagen, in collaborazione con pneumatici a bassa resistenza, dispositivo Start/Stop, recupero energia in frenata e altri palliativi come il suggeritore di marcia, stabilisce un primato. L’edizione di Yeti in vendita dallo scorso inverno possiede in ogni caso diverse frecce al proprio arco: per design, comfort e sicurezza, il restyling del fortunato Suv mitteleuropeo è un prodotto moderno e tecnologico. Per non parlare della sorella gemella Yeti Outdoor, interamente votata all’avventura.

Make up del viso
Per celebrare i quattro anni di vita, Yeti e Yeti Outdoor si regalano dunque un frontale e un posteriore completamente nuovi, con rivisitazione di gruppi ottici anteriori e posteriori a Led, griglia anteriore, paraurti, fendinebbia, cofano motore e (ovviamente) logo. Il musetto mostra innanzitutto uno spiccato senso orizzontale delle linee. Al centro, la griglia sviluppata in verticale è abbracciata da una cornice cromata. Completamente rinnovato anche il design dei gruppi ottici: i fari principali appaiono infatti decisamente di maggior impatto grazie a bordi precisi, molatura netta del vetro, giunzioni di qualità e forme decise. Per la prima volta, inoltre, la Yeti monta fari bixeno con luci diurne a Led integrate. Altro elemento caratteristico del facelift sono i fendinebbia anteriori, reinterpretati dal punto di vista di forma (rettangolare), dimensioni (leggermente più grandi) e posizione (più bassa). Proprio grazie a queste soluzioni si esprime uno dei pilastri del nuovo linguaggio formale Skoda: l’unione delle luci anteriori a formare un quadrifoglio.

Yeti di campagna, Yeti di città
Differenza fondamentale tra Yeti da città e Yeti off-road, il paraurti. Sulla prima, infatti, esso è verniciato in tinta con la carrozzeria, con la presa d’aria centrale sotto alla targa individuata da raffinata struttura a nido d’ape. Su Yeti Outdoor, invece, a destra e a sinistra della presa d’aria il paraurti presenta uno spoiler nero con grintosi listelli verticali circondato da protezioni in color alluminio. Logo Skoda non più integrato nella calandra, bensì montato sulla parte centrale del cofano motore. Diversa rispetto al passato anche la fiancata: mentre il profilo dalle linee dritte è rimasto inalterato, i passaruota si “gonfiano” sensibilmente e le modanature laterali paracolpi - in tinta con la carrozzeria sulla Yeti urbana, in materiale nero sulla Outdoor - cambiano decisamente di aspetto. Lo stesso dicasi per i battitacco, reinterpretati sul bordo inferiore della carrozzeria. I mancorrenti al tetto sono verniciati in nero o in color argento per entrambe le versioni. Quanto alla gamma cerchi (da 16” o 17”), interessante l’aggiunta di quattro nuovi disegni.

Effetto 3D
Sul retro, nuova Yeti presenta due elementi tridimensionali a forma triangolare su entrambi i lati del portellone. Ad essi si aggiungono due nuovi elementi riflettenti nel paraurti, che sulla Yeti Outdoor si trovano alle estremità del portellone, in posizione sopraelevata rispetto alla controparte cittadina. Non mancano gruppi ottici di nuova concezione (a richiesta, con tecnologia a Led), come da tradizione modellati a forma di “C”. Le due versioni si differenziano sotto il profilo visivo soprattutto nella zona inferiore: la Outdoor monta un paraurti in tinta con la carrozzeria e robusti elementi protettivi in nero o argento, quello della versione destinata alla città risulta a sua volta in tinta, ma completamente verniciato con un elemento protettivo centrale in argento. Curiosità: benché la larghezza totale (1793 mm) sia di fatto rimasta immutata rispetto alla Yeti prima maniera, grazie alla nuova costruzione l’edizione attuale sembra apparire più larga. Skoda per tutti i gusti “Personalizzazione” la parola d’ordine in vigore durante il restyling dell’abitacolo. La Yeti monta ora un nuovo volante a tre razze, regolabile in altezza e profondità. A seconda della versione di allestimento e degli optional prescelti, numerose sono le alternative disponibili: “Pur” con inserti cromati, pelle con dettagli cromati, pelle con dettagli cromati e comandi multifunzione per il sistema audio, pelle con dettagli cromati e comandi multifunzione per il sistema audio e telefono. Ampia pure l’offerta di tappezzeria dei sedili: novità rappresentate dai rivestimenti “Active”, “Ambition nero” e “Ambition Terracotta”, “Elegance nero” ed “Elegance Sabbia Gobi”, oltre che da quello in pelle “Terracotta”. Interni in generale ampi, intervallati da componenti laterali e cristalli dall’andamento verticale. A tutto vantaggio dei passeggeri posteriori: lo schienale del divano di seconda fila di 1027 mm rappresenta un autentico primato di segmento.

Flex-Yeti
Con 4222 mm (4227 mm Yeti Outdoor) di lunghezza, 1793 mm di larghezza e 1691 mm di altezza, la Yeti è tra i Suv più compatti dell’intera categoria. Ciononostante, il comfort interno non risulta affatto sacrificato. Soluzione intelligente di gestione dello spazio è il sistema VarioFlex: i due sedili esterni, tra i tre posteriori rimovibili e regolabili individualmente, per offrire maggiore spazio libero per le gambe possono essere spostati in avanti e indietro di 150 mm. Quando il sedile centrale è smontato è inoltre possibile spostare i sedili esterni anche lateralmente, per disporre di più spazio all’altezza delle spalle. È infine possibile regolare l’inclinazione dello schienale e abbattere tutti e tre i sedili. Il sedile centrale, ribaltabile singolarmente servendosi di un’apposita maniglia, si trasforma in bracciolo centrale con due porta bicchieri (a richiesta). Anche lo schienale del passeggero anteriore può essere ribaltato completamente (altro optional).

Yeti Multivan?
Anche il bagagliaio è stato concepito all’insegna della praticità. Grazie al sistema di sedili removibili, il Suv compatto della Repubblica Ceca si trasforma in vero e proprio veicolo multiuso, con la capacità del vano di carico che aumenta da 510 a 1760 litri. Il portellone perpendicolare si apre facilmente, garantendo una notevole estensione (1,87 m) verso l’alto. Con un’altezza di soli 712 mm, la soglia semplifica a sua volta le operazioni di carico e scarico. Per la prima volta, inoltre, la Yeti presenta un tappeto double-face per il pianale. Un lato è costituito da un rivestimento in tessuto di alta qualità, l’altro è resistente allo sporco e realizzato in materiale idrorepellente. Per godersi al meglio il rientro da gite avventurose, è così sufficiente girare il rivestimento e utilizzare la parte resistente. Sugli allestimenti superiori, infine, un sistema di fissaggio con quattro ganci scorrevoli assicura massimo ordine. Linea verde Col termine “GreenLine” si individua dunque la Yeti equipaggiata con motore 1.6 TDI 105 CV a trazione anteriore, cambio manuale a 5 rapporti, sistema Start/Stop automatico e recupero dell’energia in frenata. I cerchi da 16" sono montati su pneumatici con bassa resistenza al rotolamento, mentre il coefficiente aerodinamico è stato perfezionato intervenendo su telaio e sottoscocca. A questo si aggiungono rapporti più lunghi e un regime del minimo più basso. Tutti e quattro i diesel common rail della gamma risultano tuttavia particolarmente efficienti. Top di gamma è il 2.0 TDI da 170 CV e 350 Nm, disponibile esclusivamente con trazione integrale e, a richiesta, in abbinamento al cambio automatico DSG a 6 rapporti. Da par suo, il 2.0 TDI 110 CV consuma 5,1 l/100 km, con emissioni di CO2 che si attestano sui 132 g/km.

Anche a benzina una gamma “green”
Il motore benzina di base è il 1.2 TSI da 105 CV e una coppia massima di 175 Nm tra 1.550 e 4.100 giri, disponibile esclusivamente in abbinamento alla trazione anteriore. A richiesta, è possibile optare per cambio manuale a 6 rapporti o cambio DSG a 7 rapporti. Nel ciclo combinato, i consumi del modello con cambio manuale si attestano su 6,0 l/100 km, corrispondenti a emissioni di CO2 pari a 140 g/km. Dal canto suo, il 1.4 TSI 122 CV, trazione anteriore e cambio manuale, viene commercializzato unicamente con pacchetto “Green tec”. Nel ciclo combinato, i consumi e le emissioni di CO2 si attestano rispettivamente su 6,4 l/100 km e 148 g/km. La coppia massima di 200 Nm viene raggiunta tra 1.500 e 4.000 giri. Infine, il 1.8 TSI (152 CV o 160 CV) viene proposto esclusivamente in abbinamento alla trazione integrale.

Campionessa di eco-maratone
Il 4 cilindri a gasolio di 1,6 litri da 105 CV che si cela sotto il cofano della Yeti GreenLine vale il più anziano 2.0 TDI: sconta 5 unità alla riga della potenza ma sviluppa lo stesso valore di coppia, 250 Nm, per di più entro lo stesso range (1.500-2.500 giri/min.). Così equipaggiato, il nostro “carro” non sarà un fulmine, ma con quello che (non) beve va fin troppo forte (0-100 km/h in 12,1 sec.). Rapporto consumi/prestazioni, quindi, molto favorevole: un piede felpato può staccare medie superiori ai 20 km/l, ma una guida arrogante non scombinerà i valori. Esteticamente, le differenze rispetto all’offerta Yeti tradizionale si esauriscono con la targhetta “GreenLine” sulla calandra. Per il resto è la solita Skoda del Terzo Millennio, cioè un gran bel “ferro” che acquista la cittadinanza ceca pur concepito su suolo tedesco.

Fantasiosa razionalità
Con quel nome e quelle sembianze da mini-Suv, l’inoffensiva “Skoda delle nevi” non poteva dunque che nascere a trazione integrale: salvo perdere per strada pezzi di motricità e vendersi - proprio come nel caso della GreenLine - soprattutto in versione 4x2. Né l’affidabilità in curva, né tantomeno la trazione all’atto della partenza da fermi sembrano tuttavia risentire dell’amputazione: in termini di agilità, il nostro versatile crossover semmai ci guadagna. Sport utility di dimensioni educate, dallo stile infine che sottrae il fianco a ogni critica, anche la Yeti 2014 abbina la proverbiale qualità del Gruppo con quel briciolo di fantasia con la quale, si credeva, tra Praga e Wolfsburg avessero scarsa dimestichezza..




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