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Torino capitale dell'auto

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Apre Automotoretrò, il salone dell’automobile che (ri)porta al Lingotto una pattuglia di vetture e motociclette che hanno fatto la storia

Video  Automotoretrò 2013
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Apre Automotoretrò, il salone dell’automobile che (ri)porta al Lingotto una pattuglia di vetture e motociclette che hanno fatto la storia: pezzi unici e icone per celebrare (fra l’altro) i 90 anni delle moto BMW e i 50 anni di Automobili Lamborghini.

L’Avvocato Agnelli amava guidare esemplari (spesso) unici: automobili tradotte dalla produzione di serie e modificate su specifiche ad personam come, per citarne alcune, la Thema Limousine, la Panda 900 modificata Moretti, una 125 automatica e, la sua preferita, una Marea con motore 2400cc. Questi modelli, in mostra gli originali, sono l’omaggio che alla 31esima edizione di Automotoretrò (8 – 10 febbraio), il Registro Storico Fiat e il Lancia Club espongono in tributo al “signore dell’auto” italiano, nel decennale della sua scomparsa.

Protagonista la storia. Il 2013 richiama numerosi anniversari di marche e modelli diventati iconici: dai 110 anni di Ford Buick e Harley Davidson, il marchio di Detroit di Henry Ford un secolo fa era l’antagonista principale della nostra Fiat nell’automobilizzazione dell’uomo, ai 90 anni di Triumph; dagli 80 anni di Nissan, Toyota e Lancia Augusta, ai 60 anni di Subaru e Lancia Appia. Dai 50 anni di Lamborghini e della Lancia Fulvia Coupé, ai 30 anni dal lancio della Fiat Uno.

L’appuntamento del Lingotto Fiere (automotoretro.it) è una valida occasione per illuminare la città italiana dell’automobile per eccellenza, Torino, ma anche per ammirare dal vivo un numero importante di veicoli, auto e moto, appunto, che solitamente trovano posto in musei sparsi per il mondo o nelle collezioni private.

Da non perdere un centenario autocarro Isotta Fraschini, unico al mondo e funzionante, che sicuramente partecipò alla Prima Guerra Mondiale - la potenza è di 42 cv per una cilindrata di oltre 6 litri velocità massima 22 km/h – e i 40 esemplari di motociclette BMW con cui il marchio bavarese celebra i 90 anni di vita. Fra questi, la prima, una bicilindrica boxer R32 del 1923, nata 6 anni prima che la BMW iniziasse la costruzione di automobili.

Il pubblico sarà particolarmente attento ai 50 anni di Lamborghini, fondata nel maggio del 1963 dal geniale Ferruccio Lamborghini, che intendeva produrre delle sportive che abbinassero, eleganza, affidabilità e piacevolezza di guida. Quattro i modelli icona esposti. La prima vettura fu la 350 GTV, nata in quattro mesi e subito al debutto al Salone di Torino del 1963. Due posti, motore V12 cilindri di 3464 cc e 360cv capace di 280 km/h: una supercar con la maiuscola anche se, si dice, non piacesse allo stesso Lamborghini che, pare, abbia in realtà presentato al Salone di Torino una 350 GTV senza motore. Lo stile viene rivisto dalla Carrozzeria Touring e ne nasce così la 350 GT, che perde la V, il motore viene addolcito e sviluppa in questa versione “solo” 260 Cv, per una velocità di 250 Km/h. Presentata al Salone di Ginevra del 1964, rimase in produzione per i due anni successivi: ne furono venduti 120 esemplari.

La Miura P400 è, per molti, la più bella di tutte. Di sempre. Nata P400 con il motore di Bizzarrini rivisto da Dallara, che lo aveva portato alla cilindrata di 3900 con 320 cv e un nuovo telaio con motore montato trasversale tra l’abitacolo e l’assale posteriore, venne esposta al Salone di Torino del 1965. Conquista tutti, così Lamborghini da a Bertone il compito di vestire la P400 e a tempo di record; dalla matita di un giovane Marcello Gandini compare la “Miura” (1966) il cui nome è quello di una razza di tori da corrida.

La Countach LP 400 progettata da Paolo Stanzani e disegnata ancora da Marcello Gandini è la vettura che impose la linea a cuneo. Presentata nel 1971, termina la sua carriera nel 1990. Il nome, per una volta non quello di un toro, deriva da un’espressione di stupore e ammirazione in dialetto piemontese (accidenti) pronunciata da un addetto alla sicurezza quando la vide. L sta per longitudinale e P per posteriore, riferimento alla posizione del motore, 400 indica la cilindrata del motore di 3.900cc quella della Miura.

Troppo spesso dimenticato, il fuoristrada Lamborghini LM 002 derivato dal prototipo Cheetah del 1977, può essere considerato il primo vero Suv moderno. Concepito per ottemperare alle specifiche tecniche dell’esercito americano e in seguito prodotto da Lamborghini dal 1986 al 1993, è lungo quasi 5 mt. largo 2 mt alto 1,85 con passo di 3 mt. Il motore? Sostanzialmente quello della Countach, espresso in un V12 di 5.167 cc da 450 cv e oltre 200 km/h. Questo veicolo sarà esposto sulla stand dell’ASI.




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