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Toyota Auris Hybrid

Toyota Auris Hybrid

Auris, alla sua seconda, speranzosa, reincarnazione, si risveglia sottoforma di missionaria dell’ecosostenibilità. Un Full Hybrid che in Toyota si aspettano campione d'incassi

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È una storia lunga e di successo, quella che lega Toyota al mercato delle segmento C. Una collana che ha origine con la prima Corolla del 1966, prosegue celebrandone il primato planetario di vendite negli anni Novanta e attraversa fasi a tinte grigiastre al momento del debutto della Auris prima maniera (2007). Ebbene: col parto della seconda serie della propria compatta, il megacostruttore che ha sede nella città omonima si augura di ripercorrere - almeno in parte - i fasti del passato. Confidando nel gusto estetico del proprio Centro stile, ma soprattutto puntando senza riserve su una tecnologia in materia della quale la multinazionale asiatica non accetta di prendere lezioni da nessuno: l’ibrido. Già, perché “Prius docet”. E così anche Auris, alla sua seconda, speranzosa, reincarnazione, si risveglia sottoforma di missionaria dell’ecosostenibilità. E non solo in virtù di una versione in gamma dalla tecnologia full hybrid, declinazione che in Toyota si aspettano che in Italia assorba pur sempre il 50% delle vendite. Dal carattere indubbiamente meno anonimo rispetto alla precedente generazione, non all’altezza del modello – appunto la best seller Corolla che si incaricava di sostituire la Auris che con l’anno nuovo ha abbandonato il Giappone (anzi la Gran Bretagna, dove nascono i modelli per l’Europa) per raggiungere anche i concessionari del Belpaese è pure più leggera e aerodinamica. Scopriamola, allora, la virtuosissima Hybrid.

Più accucciata a terra
Metro alla mano, la nuova Auris registra una lunghezza di 4275 mm, una larghezza di 1760 mm, un’altezza di 1460 mm, infine un passo di 2600 mm, l’unico fattore rimasto immutato. Valori nei quali trovare la conferma di un mezzo dal carattere decisamente più dinamico e piantato per terra che in passato: acquistando 3 cm in senso longitudinale, la nostra candidata ne perde contemporaneamente 5,5 in verticale. In particolare, 4,5 cm sono da attribuire alla compressione delle forme, mentre di 1,5 cm è il “gap” col vecchio modello in termini di distanza dal terreno. L’affinamento di un dettaglio chiave per la ricerca del minor impatto ambientale ed economico è stato percorso anche attraverso la riduzione della superficie anteriore (-4%), nonché la forma particolare di cofano, parabrezza e sottoscocca. Risultato: limati due punti base al Cx, da 0,29 a 0,27, a tutto vantaggio dei consumi (-13% il risparmio medio) ma anche del comfort acustico. Visto che i fruscii, a bordo della nuova media nipponica, sono solo un lontano ricordo.

Priorità allo stile
L’agilità e il dinamismo della nuova Auris sono immediatamente visibili anche nelle nuove linee anteriori: il nuovo volto del brand combina il design “Under Priority” della griglia allo stile “Keen Look” dei fari e alle luci diurne a Led, capaci di garantire una maggiore presenza scenica. Proprio dal recente filone Under Priority (Yaris, Prius, Prius+) esce invece l’ampia griglia inferiore dalla forma trapezoidale inserita all’interno del paraurti anteriore, oltre a una griglia superiore più piccola che si estende su tutta la superficie che divide i fari anteriori. Subito sotto la sinuosa linea del cofano, sovrastata dal nuovo badge Toyota - più ampio del precedente e collocato in posizione più bassa -, la griglia superiore presenta al centro una barra orizzontale cromata che si inserisce nel disegno dei fari per accentuare la percezione di ampiezza del veicolo. Sul retro, il portellone è caratterizzato da un intreccio di superfici concave e convesse. Dominato da uno spoiler integrato e rifinito dal nuovo design dei fari, esso rafforza la forma del parafango posteriore e del lunotto, esprime in un solo gesto la solidità dell’intero veicolo ed enfatizza la sua personalità.

Interni Soft, Passione Hard
L’impiego estensivo di acciaio ad alta resistenza, oltre a farsi garante di una migliore rigidità strutturale, ha infine permesso un risparmio medio alla bilancia di 50 kg. E una volta in marcia – in curva specialmente – non si può dire che gli sforzi degli ingegneri con gli occhi a mandorla passino del tutto inosservati. Gli interni passano a loro volta il test pratico ed artistico: il nuovo design è caratterizzato da forme più audaci, da migliori livelli di funzionalità e da materiali globalmente di qualità superiore. Interamente dedicata al lato guida, la plancia orizzontale rafforza la sensazione di ampiezza dell’abitacolo e garantisce un profilo ergonomico alla strumentazione. La semplicità del nuovo pannello strumenti, caratterizzato da un design molto pulito (due strumenti circolari e un ampio display digitale), non ne ostacola le somiglianze col pacchetto di un modello “premium”: cornici strumenti, parte centrale della plancia, rivestimento tunnel del cambio, controlli audio e clima e maniglie sono rivestiti con vernice silver satinata, mentre sugli allestimenti più pregiati la plancia è rifinita in pelle. Buona in generale la sensazione tattile, specie sfiorando la superficie superiore del pannello strumenti e il rivestimento delle portiere all’altezza delle spalle, rifiniti in materiali soft touch. Bene anche lo spazio e la qualità di seduta per il guidatore e il suo secondo. Il volante? Ricoperto di pelle Nappa, “scende” di qualche millimetro rispetto alla Auris N.1 e subisce un’inclinazione verticale di 2°, così da orientare ulteriormente l’esperienza da utilitaristica a sportiva. Il nuovo design dei sedili anteriori ha inoltre consentito l’incremento dello spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori di 20 mm, così come l’apertura della seconda fila di portiere è stata allargata.




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