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Toyota GT86: il piacere di guidare

Toyota GT86: il piacere di guidare

La GT86 è una vettura dalle caratteristiche dinamiche eccezionali, in grado di regalare il piacere della guida a "piene mani" senza per questo ricorrere a potenze mostruose

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Sei titoli mondiali conquistati nel Rally (quattro titoli piloti e due costruttori) e ben 30 vittorie nel Mondiale Rally dal 1988 al 1994. Bastano questi pochi numeri per rendersi conto della capacità di Toyota di realizzare vetture sportive e prestazionali. Dopo i trionfi delle sue Celica GT-Four, autentica icona per gli appassionati dell’epoca, i tempi sono cambiati ed il colosso giapponese si è dedicato alla realizzazione di efficienti vetture a basso impatto ambientale ed è entrata nell’immaginario collettivo per le sue “tecnologicissime” versioni ibride, spinta dalla nostalgia di tanti appassionati e dal desiderio di riaffermare le proprie capacità anche in questa nicchia per appassionati, ha deciso di realizzare una vettura ad hoc per gli amanti della guida, una vera e propria supercar “a misura d’uomo”. Anche il nome GT86 rievoca proprio le sue nobili origini. Era infatti il 1986 quando fu presentata la più “performante” ed apprezzata coupé della serie Celica, quella che venne poi portata al debutto nel Campionato Mondiale Rally.

Va sul sicuro
Nel progettare la sua GT86, Toyota è partita da una ricetta sicura per realizzare una vettura sportiva dalle caratteristiche dinamiche eccezionali ed in grado di regalare piacere di guida “a piene mani” senza per questo ricorrere a potenze mostruose o richiedere portafogli a fisarmonica. I cardini vincenti del progetto sono stati la ricerca di un perfetto bilanciamento dei pesi, massima rigidità della scocca, baricentro spostato il più in basso possibile ed un motore in grado di girare alto come un motore da competizione, senza per questo penalizzare troppo la spinta ai bassi. Questi obiettivi sono stati perseguiti (e centrati) grazie ad un motore boxer anteriore figlio della collaborazione con la specialista Subaru, trazione rigorosamente posteriore con differenziale autobloccante Torsen, bilanciamento dei pesi da vera sportiva con il 53% al posteriore. Questi elementi irrinunciabili hanno consentito di realizzare una nuova sportiva compatta quattro posti, progetto che si è concretizzato in realtà in due modelli perfettamente sovrapponibili: la nostra Toyota GT86 e la gemella Subaru BRZ.

Leggera, rigida ed affilata
Grazie alla sua carrozzeria leggera e aerodinamica, costruita attorno ad un telaio estremamente rigido, GT86 si propone come la quattro posti sportiva più compatta al mondo. Una sorta di “mosca bianca” in un mercato che offre ben poco a chi, nonostante politiche che scoraggierebbero anche il più fervente degli appassionati, vede ancora nell’auto un mezzo con cui divertirsi senza dover per questo spendere cifre a cinque zeri. Lunga 4,24 metri e alta solo 1,285, la GT86 utilizza un esclusivo concetto di design denominato “Aero Sandwiching”: la spinta del veicolo è assicurata dall’aria proveniente dall’alto, dal basso e dai lati, in modo da mantenere la stabilità verticale ed orizzontale, senza pregiudicarne la resistenza aerodinamica. L’abitacolo è interamente dedicato al guidatore all’insegna della massima funzionalità e manovrabilità e a sottolineare il pedigree sportivo della vettura ci pensa lo sterzo con diametro di soli 365 mm, il più piccolo di sempre. Grazie all’utilizzo di acciai speciali ad alta resistenza, la coupé Toyota è particolarmente leggero con un peso di appena 1.239 kg. Questo è uno dei fattori che influisce positivamente anche sulle prestazioni. La coppia di 205 Nm è trasmessa a terra in modo efficiente grazie all’asse posteriore dotato del differenziale autobloccante Torsen.

La “cattiveria” della vettura è sottolineata anche esteriormente da particolari come l’ampia griglia anteriore trapezoidale, lo spoiler posteriore, il logo GT86 riportato sul parafango anteriore ed i bellissimi terminali di scarico cromati che fuoriescono uno per parte dall’estrattore posteriore.

“Ce n’è”... quanto basta per divertirsi
E passiamo al capitolo motore. La GT86 è equipaggiata con il primo boxer a cilindri orizzontali contrapposti con tecnologia D-4S. Si tratta di un 2.0 boxer aspirato targato Subaru con l’ultima generazione del sistema di iniezione diretta firmata Toyota. Eroga 200 CV e sviluppa una coppia massima di 205 Nm, ma soprattutto è capace di sviluppare 100 CV per litro. Il propulsore è abbinato ad una trasmissione manuale oppure automatica a sei rapporti con velocità di cambiata pari a soltanto 0,2 secondi (ma, se volete un consiglio e se vi piace guidare davvero, compratela con il cambio manuale). La versione con cambio manuale raggiunge una velocità massima di 226 km/h, accelera da 0 a 100 orari in 7,6 secondi e consuma 7,8 litri/100 km. Quanto basta, unito alle doti strutturali e dinamiche della vettura, per regalare un divertimento alla guida che difficilmente abbiamo riscontrato su modelli di questa categoria, una maneggevolezza che è un inno alla gioia, derapate al limite, ma sempre facilmente controllabili. Anche i meno smaliziati, tuttavia, possono contare su sistemi elettronici che permettono comunque di gestire con la massima sicurezza anche le situazioni più “scabrose”. Insomma, chiunque alla guida della GT86 non potrà che provare le stesse sensazioni che prova un bambino davanti al suo giocattolo preferito e ritrovare sensazioni di guida purtroppo dimenticate; qualcosa di molto vicino al piacere assoluto. Per non parlare del sound motoristico, davvero appagante sopra i 4.500 giri. La dimostrazione che per divertirsi alla guida non servono stipendi da calciatori. Sul fronte del piacere di guida, è impossibile non dedicare una menzione di gloria allo stupendo cambio manuale a sei rapporti dagli innesti cortissimi, fulminei e dalla precisione degna di un cambio da corsa. Un feeling che ci ha ricordato da vicino la mai rimpianta abbastanza Honda S2000.




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