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Toyota il Caso Acceleratore

Toyota il Caso Acceleratore

Il caso pedale acceleratore di Toyota, che ha causato un richiamo per 10 milioni di esemplari, diventa sempre più spinoso. Si profila all’orizzonte uno scontro fra il gigante nipponico e l’Nhtsa, l’ente della sicurezza stradale. Americano...

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Per inquadrare correttamente la vicenda, serve fare un passo indietro, esattamente a fine 2009, quando la Toyota richiama 4,5 milioni di auto. Potrebbero accelerare senza che il guidatore lo voglia. Un colpo duro per l’immagine del colosso nipponico, che basa il proprio successo anche sull’affidabilità. Ma il mito giapponese rischia di andare letteralmente in frantumi quando, a inizio 2010, altre quattro milioni di auto Toyota vengono richiamate, per un problema analogo. Totale, 8,5 milioni di vetture richiamate in officina, poi arrivate a 10 milioni. Se lo avessero previsto due anni fa, chiunque l’avrebbe reputato impossibile.

Dopodiché, si entra in un vortice senza fine di ipotesi, soffiate, smentite, ritrattazioni. Sui mass media americani (negli Usa, Toyota è vendutissima e ha catturato numerosissimi clienti delle "tre sorelle", General Motors, Ford e Chrysler) è bagarre: si ipotizza che qualche proprietario di Toyota, per via del problema all’acceleratore, abbia avuto un incidente stradale. Evento che, ovviamente, cambierebbe le carte in tavola, rendendo il guaio più pesante, anche dal punto di vista dell’immagine del super Gruppo asiatico.

Di recente, il Wall Street Journal parla di indagini del dipartimento dei Trasporti statunitense; risultato delle ricerche: le scatole nere delle vetture racconterebbero che, negli incidenti dovuti all’acceleratore bloccato, i guidatori non avrebbero provato a frenare. Insomma, Toyota in questo caso c’entrerebbe ben poco con il sinistro stradale. Addirittura, i guidatori, nel tentativo di frenare, avrebbero premuto per errore il pedale acceleratore anziché quello del freno. Il panico cioè li avrebbe mandati totalmente in confusione.

Al che interviene l’ente della sicurezza stradale americano, l’Nhtsa, sostenendo: "Non siamo arrivati ancora alla conclusione in merito alla vicenda; servono mesi di indagini". E un portavoce dell’Nhtsa avrebbe affermato: dietro la comunicazione anonima giunta al Wall Street Journal, c’è la filiale americana di Toyota.

In attesa che a sua volta Toyota risponda all’Nhtsa, sorgono spontanei diversi dubbi. Anzitutto, suona strano che, d’improvviso, siano emersi tutti questi difetti delle Toyota. Secondo, il polverone s’è alzato proprio mentre i Costruttori d’auto erano in gravissima difficoltà, anche sul punto di scomparire: quasi una manna dal cielo il fatto che abbiamo potuto essere di nuovo concorrenziali sotto il profilo dell’affidabilità. Terzo, l’ente della sicurezza stradale americano sarà anche imparziale, ma tutto questo continuo accanimento nei confronti di Toyota lascia perplessi: non va dimenticata la mega multa di 12 milioni di euro per aver notificato in ritardo alle autorità competenti i problemi all’acceleratore.




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