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Truffe Rc auto: no ai furbetti

Truffe Rc auto: no ai furbetti

Il Sindacato nazionale agenti di assicurazioni avvia la campagna di sensibilizzazione contro gli "Stupidi furbetti": gli automobilisti che inventano incidenti, facendo salire i costi per le Compagnie e, quindi, causando il rincaro delle Rca.

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Che esista una "questione meridionale" in tema di assicurazioni, è cosa nota a tutti: truffe, cioè incidenti inventati di sana pianta, spesso con lesioni fisiche, soprattutto il colpo di frusta. Ma i numeri emersi al recente convegno "Il sinistro con lesioni in Puglia: cause e conseguenze di un fenomeno anomalo" a cura dello Sna (il Sindacato nazionale agenti di assicurazioni) pugliese fanno venire i brividi. Una vera e propria emergenza sociale: proprio in Puglia, su 100 sinistri auto denunciati, 43 presentano lesioni a persone, contro i 21 su base nazionale e i 15 su base europea. Dati che, assieme alla falsificazione dei tagliandi assicurativi (quelli da esporre sul parabrezza) fanno lievitare le tariffe della Rc auto, con un incremento medio del 18% a livello nazionale.

Di qui la campagna, da parte dello Sna, di denuncia e di sensibilizzazione "Stupidi furbetti". L’obiettivo dichiarato e provocatorio è quello di smontare i presupposti della truffa, rappresentando con nasi da Pinocchio e collarini sanitari le richieste risarcitorie esagerate, legate a presunte lesioni fisiche, spesso più gravi di quelle reali, se non addirittura inesistenti. Il loro operato produce un danno collettivo ingentissimo, che colpisce tutti gli assicurati e, in ultima analisi, anche gli stessi autori, appunto "stupidi", perché si vedono propinare premi assicurativi in aumento del 30%.

Anche gli ultimi dati resi disponibili dall’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) sull’anno 2007 evidenziano che i sinistri riconducibili a fenomeni criminosi a danno delle Compagnie sono stati 83.305, per un importo di 289 milioni di euro, pari al 2,27% dell’ammontare complessivo dei risarcimenti e all’1,59% dei premi del ramo. E si tratta solo della punta dell’iceberg: chissà quante frodi non sono emerse....

L’analisi a livello territoriale mostra che in alcune aree dell’Italia meridionale il fenomeno criminoso continua a mostrare livelli sensibilmente superiori rispetto alla media nazionale. La Puglia con il 7,4% dei sinistri e il 5,7% degli importi dei risarcimenti segue da vicino la Campania, dove si registrano l’11,9% dei sinistri e il 9,9% degli importi dei risarcimenti totali.

In agenzie e filiali pugliesi saranno affisse le immagini della campagna così da arginare il fenomeno e ripristinare una cultura della legalità. Obiettivo, avviare una collaborazione attiva e responsabile fra tutte le parti sociali coinvolte nella filiera assicurativa: dalle autorità di controllo (Polizia), alle categorie professionali interessate (medici, avvocati, carrozzieri e associazioni dei consumatori).

Ma le frodi portano anche un secondo problema, come ci ha spiegato Giovanni Metti, presidente nazionale dello Sna: "Come agenti di assicurazione chiediamo oggi alle Compagnie di arrestare la fuga dal Sud che stanno mettendo in atto in questi mesi. Secondo nostre analisi, sarebbero circa 5.000 le agenzie a rischio chiusura in Italia, con una perdita stimabile oltre 50.000 posti di lavoro tra dipendenti e collaboratori, per un giro d’affari complessivo di 10 miliardi di euro". Per paradosso, oggi servirebbe aumentare il numero di agenzie, subagenzie e uffici di liquidazione sinistri, perché servono più risorse umane per presidiare il territorio e arginare i risarcimenti esagerati.

"La soluzione che proponiamo - ci ha rivelato Metti - è una prima misura di controllo e verifica: l’incrocio delle targhe contenute nella banca dati dell’Ania (Assicurazioni) con quella registrate al Pubblico registro automobilistico, in modo da individuare i mezzi non coperti da assicurazione". È anche auspicabile che la proposta di legge sull’istituzione di un Comitato nazionale contro le frodi nel settore assicurativo abbia rapida realizzazione, così da risolvere una volta per tutte l’emergenza sociale che stiamo vivendo.




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