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Vendite in Europa -16,1%

Vendite in Europa -16,1%

Non si ferma l’emorragia di vendite di automobili nuove in Europa: -16,1% a ottobre 2010 rispetto allo stesso mese dell’anno prima. Pesano le difficoltà economiche delle famiglie e la fine degli incentivi statali per la rottamazione di macchine vecchie.

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Ormai l’Acea (industria europea dell’auto) emana bollettini di guerra mensili: anche stavolta, le vendite di auto nuove in Europa sono in calo pesante. Immatricolate 1.061.977 macchine, con una flessione del 16,1% rispetto all’analogo mese dello scorso anno. I cinque grandi mercati, che nell’insieme rappresentano oltre il 70% delle vendite continentali, hanno accusato perdite a doppia cifra: la Spagna (-37,6%) è messa peggio di tutti; malissimo l’Italia (-28,8%) e la Gran Bretagna (-22,2%). Giù pure Germania (- 20,0%) e Francia (-18,5%).

Anche valutando i primi dieci mesi dell’anno, siamo in perdita: mancano all’appello addirittura 610.500 vendite (11.628.571 unità nel complesso, -5% rispetto allo stesso periodo del 2009). E soffermandosi ai primi cinque grandi mercati continentali, la perdita è stata di 885.420 unità.

Le cause? Semplice: le grosse difficoltà delle famiglie, che rimandano a tempi migliori l’acquisto della macchina; la mancanza di incentivi governativi a favore della rottamazione di vetture vecchie, da sostituire con macchine nuove e a basso impatto ambientale.

E a proposito di ambiente, l’Unrae (Case estere) spiega che c’è una preoccupante inversione di tendenza nel processo di riduzione delle emissioni di CO2. In Italia a ottobre la media ponderata delle emissioni di CO2, calcolata sulle nuove immatricolazioni, è stata di 134,4 g/km con un peggioramento di 2,6 punti rispetto al 1° trimestre 2010, quando vigevano ancora i bonus statali.

Andando nel dettaglio dei Paesi esteri, l’economia tedesca sta dando segnali di forte recupero, che però ancora non si riflettono sul settore automobilistico. Global Insight ritiene che il mercato tedesco potrà ritrovare una sua stabilità già nel corso del 2011. In Francia, siamo al sesto risultato negativo consecutivo che ha determinato, per la prima volta nell’anno, anche un passivo del cumulato dei dieci mesi (1.829.440 immatricolazioni -1,4%). Gli incentivi sono ancora in vigore, ma nella forma ridotta di 500 euro: poca roba, che non fa presa. Nel Regno Unito, le vendite a persone fisiche sono scese del 35,8%, perdendo quasi 10 punti di quota rispetto allo scorso anno. Il mercato spagnolo è entrato in crisi anche per l’aumento di due punti dell’Iva, adottato dal Governo a partire dal luglio. Come immediata conseguenza, sono ormai quattro mesi che il mercato registra flessioni.

Male anche la Fiat, che nell’ottobre 2010 vede calare le proprie vendite europee del 32.7%, rispetto all’anno scorso. Chiaramente, il Lingotto paga l’assenza di incentivi, che premiavano proprio chi - come Torino - fa auto a basso impatto ambientale.

Ma quando finirà la discesa? In Italia, è un mercato - questa l’opinione autorevole dell’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne - che sta cercando di ritrovare l’equilibrio: è stato drogato per 24 mesi, se si stacca la spina ritorna tutto da rifare da capo. "Prima di tornare ad un livello di mercato accettabile dovranno passare almeno 12 mesi di inferno". Altra questione: "C’è un problema di sovracapacità produttiva: nessun Costruttore europeo sta guadagnando soldi".




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