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Volkswagen Bulli va in pensione

Volkswagen Bulli va in pensione

Il furgoncino Volkswagen su cui salirono a bordo gli Who e i figli dei fiori, Woodstock, i Red Hot Chili Peppers e Robbie William dopo 63 anni di produzione andrà in pensione

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Gli Who e i figli dei fiori, Woodstock, i Red Hot Chili Peppers e Robbie Williams, sono solo alcuni dei musicisti saltati a bordo del mitico Bulli in oltre sessant’anni di viaggi, marce, festival, vacanze, duro lavoro, quotidianità. Ora il furgoncino Volkswagen, la cui produzione è da anni emigrata in Sud America, è pronto alla pensione. Lo anticipa il magazine Car and Driver, se ne va così uno fra i modelli più longevi della storia automobilistica, dopo 63 anni di produzione ininterrotta.

Molto più di un semplice furgoncino, il Kombi, come lo chiamano in Brasile dove è ancora prodotto e dove ha conosciuto una seconda vita, è stato apprezzato, amato, dalla gente comune in tutto il mondo e ha catturato l’attenzione di Hollywood: fra gli altri, compare nel primo Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis (1985) e si aggiudica l’Oscar insieme alla strampalata famiglia di Little Miss Sunshine (2006).

La storia del Volkswagen Transporter comincia nel 1947 con un prototipo bizzarro, creato per fare fronte a necessità contingenti e non certo per cavalcare un mercato europeo dell’automobile che nel dopoguerra ristagna e non lascia intravedere grandi affari.
Il design di base si sviluppa intorno al “Plattenwagen”: è un mezzo da lavoro utilizzato negli stabilimenti di Wolfsburg per movimentare i carichi pesanti. Semplice e concreto come pochi, grazie all’aspetto gradevole attira l’attenzione di Ben Pon. Mister Pon è l’importatore Volkswagen nei Paesi Bassi; la sua intuizione, unita a grande spirito di improvvisazione, dà il via al progetto. E con esso, a una leggenda destinata a fare epoca

Su un blocco da disegno traccia il profilo di un T1 con le tipiche caratteristiche tecniche ben in evidenza: cabina di guida avanzata, motore posteriore e, nel mezzo, il pianale di carico. Quello schizzo convince, pur se dopo molti colloqui, anche l’uomo che allora guidava i destini della fabbrica Volkswagen di Wolfsburg: Heinrich Nordhoff. È lui, nel 1948, a dare il benestare per la costruzione del veicolo in serie. È l’inizio di un modo nuovo di muoversi liberamente per intere generazioni. Raramente, infatti, un automezzo è in grado di suscitare tante emozioni quante il Bulli, simbolo delle partenze, del successo economico e dell'indipendenza, così come del divertimento e dei viaggi. Piacevole, affidabile, è ormai diventato un vero e proprio oggetto di culto




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